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    ITTC – Istituto di Terapia Cognitiva e Comportamentale

    Sede di Rimini

    Decreto MIUR

    11 dicembre 1998, n. 509

    Approccio Teorico

    Cognitivo Comportamentale

    Telefono
    +39 3317372162

    Sito web

    Clicca qui

    Indirizzo

    Corso d'Augusto 115,

    PRESENTAZIONE
    Dal 2019 ITC e Studi Cognitivi danno vita a una nuova collaborazione fra scuole. L’Istituto di Terapia Cognitiva e Comportamentale affianca alla sua tradizione didattica e scientifica l’esperienza e il modello di insegnamento di Studi Cognitivi.

    Sono mantenute vive le competenze cliniche nella tradizione cognitiva e comportamentale dell’ITC, come ad esempio il training di assertività, di rilassamento, le tecniche comportamentali, l’esposizione e l’intervento sull’autoefficacia, e sono integrate con gli insegnamenti tipici derivanti dall’esperienza didattica di Studi Cognitivi, come le tecniche cognitiviste di disputa di Albert Ellis, le tecniche di questioning di Aaron Beck, le tecniche base della terapia metacognitiva di Adrian Wells e Il modello di intervento LIBET, che analizza le sensibilità personali apprese nelle storie di vita e i conseguenti piani disfunzionali.

    OBIETTIVI
    La Scuola di Specializzazione forma Psicoterapeuti cognitivi e cognitivo-comportamentali e fornisce l’abilitazione all’esercizio dell’attività psicoterapeutica.

    INDIRIZZO TEORICO

    ITTC Rimini segue l’indirizzo teorico psicoterapeutico cognitivo-comportamentale.

    Secondo questo indirizzo, l’attività mentale è descrivibile in termini di cognizioni accessibili alla coscienza umana. Alcune di queste cognizioni generano sofferenza psicologica ed emozionale a causa del loro contenuto disadattativo. Queste cognizioni o credenze distorte (biased beliefs) giocano un ruolo considerevole nella predisposizione, nello scatenamento e nel mantenimento di alcuni disturbi psichici descritti sia dal manuale diagnostico dei disturbi mentali (DSM-IV, American Psychiatric Association, 1994).

    Queste cognizioni psicopatogene sono modificabili attraverso l’uso, da parte di operatori esperti e che abbiano seguito una formazione specifica, di una definita serie di tecniche psicoterapeutiche di tipo ostensivo ed esplicito, ampiamente note nella comunità scientifica psicologica e psichiatrica internazionale come tecniche di psicoterapia cognitiva (Hollon e Beck, 1994).

    Queste tecniche possono essere definite come tecniche di scoperta guidata e di esame critico delle basi empiriche e logiche degli stati emozionali disturbanti e delle convinzioni distorte, di maieutica socratica di nuove convinzioni più adattative, di esposizione guidata alle situazioni disturbanti, di insegnamento di tecniche di auto-analisi e problem-solving da utilizzare fuori della seduta terapeutica (Barlow e Cerny, 1988; Beck, 1976; D’Zurilla e Goldfried, 1971; Ellis, 1962; Meichenbaum, 1977; Semerari, 2000).

    Queste tecniche vanno messe in atto in una cornice di collaborazione e fiducia tra paziente e terapeuta (Safran e Segal, 1990; Semerari e Di Maggio 2003). La terapia vede anche la costruzione insieme al paziente delle alternative possibili funzionali e non portatrici di sofferenza, alle credenze disfunzionali.

    Le principali credenze disadattative per lo sviluppo dei disturbi sono quelle del cosiddetto perfezionismo patologico, del rimuginio, del timore dell’incertezza e del bisogno di controllo.
    Numerosi studiosi di area anglo-sassone (Borkovec, Ray e Stöber, 1998; Butler e Matthews, 1983, 1987; Burns, 1980; Calvo, Eysenk e Castillo, 1997; Calvo, Eysenk e Estevaz, 1994; Frost, Marten, Lahart e Rosenblate, 1990; Hamachek, 1978; MacLeod e Cohen, 1993; Mathews, Richards e Eysenk, 1989; McNally e Foa, 1987; Pacht, 1984; Richards e French, 1992, 1995; Tomarken, Cook e Mineka, 1989) e italiana (Crosina, 1990-2001; Lorenzini e Sassaroli, 2000; Ruggiero, Ciuna, Levi e Sassaroli, 2003; Sassaroli e Ruggiero, 2005) hanno ipotizzato o dimostrato il ruolo di queste costellazioni di convinzioni nella predispozione, nello scatenamento e nel mantenimento dei disturbi psichici per i quali la psicoterapia cognitiva è stata provata efficace, e in particolare nei disturbi d’ansia e alimentari.

    La teoria cognitiva ha prodotto modelli teorici specifici per i singoli disturbi. Citiamo i modelli di Clark (1986; 1988; 1997) e Clark e Wells (1995) per i disturbi d’ansia; di Salkovskis (1985; 1989) e Salkovskis e Kirk (1997) per il disturbo ossessivo; e di Fairburn (1997) e Fairburn, Shafran e Cooper (1999) per i disturbi alimentari.

    PROGRAMMA

    La Scuola è strutturata in 4 anni.
    Il programma di studio nel quadriennio si suddivide in 6 aree:

    • programma didattico generale (circa 600 ore): scheletro formativo per diventare uno Psicoterapeuta cognitivo e comportamentale (imparare il fare)
    • seminari magistrali (circa 160 ore): lezioni di approfondimento su temi specifici e aggiornamento con docenti internazionali (imparare il sapere)
    • corsi di alta formazione (workshop) (circa 300 ore): corsi di integrazione e formazione specialistica certificata
    • indirizzo di perfezionamento (100 ore circa): percorso di perfezionamento a scelta dell’allievo in una particolare area della Psicoterapia Cognitiva
    • open school (circa 160 ore): lezioni ed esercitazioni pratiche
    • tirocinio (restanti ore, fino a 500 all’anno): praticantato presso una struttura pubblica

    NUMERO ALLIEVI PER ANNO DI CORSO
    La scuola ammette al massimo n. 20 allievi per ciascun anno di corso.

    ANALISI PERSONALE
    Non richiesta

    FREQUENZA
    Le lezioni si svolgono il venerdì pomeriggio, il sabato e la domenica in media 2 volte al mese.

    MODALITÁ DI ISCRIZIONE
    Inviare una email alla segreteria della scuola allegando un curriculum vitae e indicando un recapito.
    La segreteria provvederà a comunicare ai candidati le date del colloquio.
    Per ulteriori informazioni contattare la segreteria della scuola.
    tel: +39 3317372162
    e-mail: rimini@itcc.it
    sito web: www.studicognitivi.it/rimini/
    indirizzo: Rimini – via Mentana, 36