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    Un neurone un concetto?

    Un gruppo di neuroscienziati dell’Università della California a Los Angeles (UCLA) e del California Institute of Technology (Caltech) ha scoperto che singoli neuroni sono capaci di riconoscere singoli concetti.

    La ricerca che ha portato a questa conclusione è stata illustrata al Forum europeo di neuroscienze in corso in questi giorni a Vienna. In particolare – ha raccontato il relatore della ricerca Christof Koch del Caltech – una donna che ha preso parte alla ricerca aveva uno specifico neurone che sembrava riconoscere il concetto “Jennifer Aniston”, la popolare attrice che ha impersonato una delle protagoniste della serie televisiva Friends.

    La scoperta – che sembrerebbe contraddire la concezione attualmente più diffusa secondo cui i neuroni codificherebbero solo parti di informazioni, conservate all’interno di una complesssa rete di circuiti neuronali – è stata possibile per la collaborazione di otto pazienti che si sono sottoposti a un esperimento nel corso di un trattamento chirurgico contro l’epilessia.

    Per individuare in modo puntuale (in vista di una successiva operazione) la lesione epilettica, infatti, erano stati impiantati nel cervello dei pazienti 100 microelettrodi nel lobo temporale mediale, un’area coinvolta nella gestione della memoria.
    Dopo l’impianto, è stato chiesto ai pazienti di osservare foto di personaggi famosi mentre veniva registrata l’attività dei singoli neuroni connessi agli elettrodi; si è così potuto rilevare che alcuni singoli neuroni si attivavano in risposta a specifiche immagini.
    L’idea rilanciata da questo studio non è in realtà nuova e fu per lo più scartata come semplicistica, bollando la teoria come quella che ipotizzava l’esistenza dl “neurone della nonna”.

    Koch ha ammesso che è necessario evitare di procedere per eccessive semplificazioni, ma ha anche sostenuto che l'idea che ai singoli neuroni vada attribuito un ruolo più complesso di quanto oggi generalmente accettato è una linea di ricerca da perseguire, anche se esistono oggettivi problemi a condurre – come andrebbe fatto – un’indagine di questo tipo su un numero molto superiore di neuroni individuali.

    Articolo tratto da: http://www.lescienze.it/

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