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    Stress lavoro-correlato: i principali strumenti di valutazione

    Contrariamente alla comune ideologia dello stress come agente negativo, esso può anche svolgere una funzione adattiva (il cosiddetto eustress) che ci spinge a reagire agli stimoli provenienti dall’esterno in maniera produttiva, migliorando le nostre prestazioni.
     
    Tuttavia questo è possibile se i livelli di stress a cui si è esposti sono contenuti e limitati nel tempo; quando invece essi persistono a lungo e le richieste sono sproporzionato rispetto alle capacità individuali di fronteggiarle si parla di distress
     

    Tale condizione, applicata nell’ambiente di lavoro, può generare la cosiddetta sindrome da stress lavoro correlato, con conseguente riduzione dell’efficienza.

     
    I sintomi che accompagnano tale problematica possono essere di natura organizzativa (assenteismo, turn over, abbassamento delle qualità prestazionali), comportamentale (impulsività, irrequietezza, aumento degli errori), psicologica (ansia, depressione, riduzione della concentrazione e/o della memoria) e fisica/psicosomatica (disturbi del sonno, disturbi dell’alimentazione, problemi cardiocircolatori o gastroenterici).                                                                                                               
    Da dicembre 2010 decorre l’obbligo legislativo per le aziende italiane di effettuare dei controlli periodici volti a valutare lo stress lavoro correlato.
    Gli accertamenti si ripetono ogni tre anni, salvo l’individuazione di disagi che richiedano un intervento tempestivo ed un’ ulteriore valutazione a breve termine. In caso di inadempienza, sono previste delle sanzioni per il datore di lavoro.  
     
    In Italia il principale strumento di valutazione utilizzato è il Metodo INAIL, che suddivide il processo in due principali momenti.
     
    Il primo, tramite una scheda composta da 10 item, prevede l’analisi di 10 eventi sentinella, ovvero degli indicatori oggettivi e verificabili (indici infortunistici, assenze per malattie, assenze dal lavoro, ferie non godute, trasferimenti interni richiesti dal personale, rotazione del personale, procedimenti e sanzioni disciplinari, richieste visite mediche straordinarie medico competente, segnalazioni formalizzate di lamentele dei lavoratori all’azienda o al medico competente, istanze giudiziarie per licenziamento/dimensionamento/molestie). 
     
    Lo strumento valuta poi elementi di contesto e di contenuto, mediante una seconda scheda composta da 66 item (ambiente di lavoro ed attrezzature di lavoro, pianificazione dei compiti, carico/ritmo di lavoro, orario di lavoro, funzione e cultura organizzativa, ruolo nell’ambito dell’organizzazione, evoluzione della carriera, autonomia decisionale del lavoro, rapporti interpersonali del lavoro, rapporti interpersonali sul lavoro, interfaccia casa lavoro- conciliazione vita/lavoro).
    Ogni item propone una scelta dicotomica (accordo/disaccordo oppure sì/no) mentre per il calcolo del punteggio si sommano tutti i valori ottenuti, ognuno dei quali assume lo stesso peso all’interno della valutazione. 
     
    Attualmente un altro strumento utile alla valutazione dello stress lavoro correlato è in fase di validazione, ovvero il metodo  V.I.S. (Valutazione per gli Indicatori di Stress) che si articola su un approccio psicologico, ergonomico e medico al lavoro.
     
    La principale differenza tra questi due metodi si basa sul fatto che il V.I.S. utilizza degli Indicatori soggettivi oltre che oggettivi. 
     
    Anch’esso dispone di una scheda relativa agli eventi sentinella ed una scheda di contenuto e di contesto, ma ci sono alcuni elementi distintivi nelle dimensioni rilevate (ad esempio vengono considerati i fattori di rischio di vario genere, la tipologia di contratto  e le modalità di gestione delle diversità nell’azienda).
     
    Inoltre è presente un’ulteriore scheda che contiene il giudizio del medico, il quale in base alle evidenze riscontrate distingue tra cause ed effetti dello stress. La maggior parte degli item è costruita su una scala likert da 1 a 6 punti, in modo da rendere possibile una quantificazione dei processi indagati. 
     
    Una volta appurate le condizioni lavorative di un’azienda, se emergono problematiche legate agli aspetti sopramenzionati, si potrà procedere con un progetto di intervento mirato alla risoluzione delle difficoltà emerse. 

    BIBLIOGRAFIA
    Favretto, G. (1994). Lo stress nelle organizzazioni. Il Mulino: Bologna.INAIL. (2011). Valutazione e gestione del rischio da stress lavoro correlato. Milano: INAIL.
    Sarto, F., De Carlo, N. A., Bartolucci, G. B., Magosso, D., Falco, A., Vianello, L., & Marcuzzo, G. (2011). IL METODO V.I.S. Guida operativa e schede di indicatori. Milano: Franco Angeli.
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