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    FOCUS: La redazione del report psicodiagnostico

    La redazione del report psicodiagnostico e la conseguente comunicazione efficace dei risultati dell’indagine psicodiagnostica, rappresenta un momento molto importante nelle consulenze tecniche di ufficio per l’affidamento dei minori.

    Per quanto fondamentale, infatti, non basta aver saputo far emergere correttamente i dati relativi alla personalità dei soggetti, adulti e/o minori esaminati, alla qualità dello stile genitoriale ed alle dinamiche della costellazione familiare.
    Occorre, inoltre sapere esporre quanto accertato, con precisione e chiarezza, sia al Consulente Tecnico di Ufficio che al Giudice.

    Lo psicodiagnosta pertanto, ancora prima di redigere il referto, in particolare durante il tempo della valutazione, che è consigliabile eseguire su tre incontri (in media), dovrà comporre, nella propria mente, un profilo personologico e clinico di ciascun esaminato, affrontando l’inevitabile difficoltà posta dalla abbondanza del materiale raccolto, attraverso il colloquio e le prove somministrate.

    Abbondanza di materiale, specie quello derivante dai test, che presenterà indici di caratteristiche o tendenze contrapposte o incompatibili, dal momento che i test offrono “possibilità” più che “certezze” interpretative, lasciando allo psicodiagnosta il compito di filtrare, selezionare e ridurre le informazioni a quelle in grado di fornire un profilo descrittivo sufficientemente unitario e coerente.

    Alla competenza ed all’esperienza del professionista è quindi affidata la scelta delle caratteristiche prevalenti o tipiche dell’esaminato, maggiormente concordanti con le informazioni provenienti da ciascuna fase dell’indagine e dalla strumentazione utilizzata.
    E a questo punto, data risposta alla prima domanda: “Chi sto per descrivere?”, allo psicodiagnosta non resterà che risolvere la seconda: “Come posso descriverlo a chi dovrà esprimere un giudizio nel procedimento?”.

    Nel testo dell’ebook “La valutazione psicodiagnostica nelle CTU per l’affidamento dei minori”, pensato principalmente per colleghi che intendano arricchire la propria esperienza operativa, viene fornita una sorta di “traccia di esempio”, utile per esporre in una sequenza, ordinata e fissa, i dati raccolti e la loro interpretazione.

    Si suggerisce quindi, un particolare schema di refertazione, di cui vengono forniti diversi esempi, articolato nel rispetto dell’ordine cronologico dei vari momenti dell’indagine.
    A partire dai dati anamnestici e clinici raccolti nel colloquio, possono essere poi interpretati quelli emersi ai reattivi della batteria, a cominciare da quelli di livello (se somministrati), per proseguire con quelli di personalità.

    Ciò consentirà di esprimere una prima valutazione psicodiagnostica, che escluda o indichi la presenza di un franco disturbo psicopatologico ovvero di problematiche subcliniche ma condizionanti l’adattamento dell’esaminato e la sua vita personale e di relazione. Saranno, a questo punto, riportati gli esiti delle prove sulle competenze genitoriali.
    Infine, lo psicodiagnosta esporrà le sue conclusioni, fornendo un riepilogo descrittivo del quadro personologico di ciascun soggetto esaminato, dati fondamentali per il lavoro, in particolare del suo diretto “committente”, il Consulente Tecnico di Ufficio.

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