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    Psicologi del lavoro e un’App per la riforma dei centri per l’impiego

    La prima bozza per la riforma dei centri per l’impiego elaborata dal sociologo e docente universitario alla Mississippi State University e direttore del National Strategic Planning and Analysis Research Center mette in risalto l’importanza dell’utilizzo delle competenze dello psicologo del lavoro e l’utilizzo delle nuove tecnologie per una efficace implementazione.
     
    Una seria riforma dei centri per l’impiego è ormai irrevocabile e l’ultima indagine Isfol (ricerca del 2014) fotografa una situazione impietosa dal punto di vista quantitativo, organizzativo e delle competenze delle risorse umane impiegate: circa 8000 addetti, di cui 2000 precari (spesso i più professionalizzati) e 3000 deputati alle sole pratiche amministrative; la Germania ne conta circa 100.000, di cui 80.000 sono orientatori
     
    RAPPORTO TRA DISOCCUPATI ED OPERATORI SPI PUBBLICI
    ITALIA un operatore ogni 150
    FRANCIA un operatore ogni 48
    GERMANIA un operatore ogni 45
    REGNO UNITO un operatore ogni 24

    Dal confronto europeo emerge quanto segue (Eurostat 2010, elaborazione Italia Lavoro 2011):

    • maggiori investimenti consentono un migliore funzionamento delle politiche attive e i servizi per il lavoro;
    • il funzionamento è in relazione al posizionamento delle risorse su un territorio con presenza di efficaci e diffusi servizi in grado di promuovere le politiche attive del lavoro;
    • la presenza diffusa di servizi specializzati in politiche attive sul territorio è una caratteristica di paesi europei con mercati del lavoro più efficaci;
    • la responsabilità pubblica territoriale ed il rendiconto costituiscono il quadro di governance degli interventi, sulla base di standard nazionali ed interventi di verifica costante.

    Pur essendo la terza economia d’Europa, l’Italia risulta oltre il 20° posto sia rispetto all’efficacia e al funzionamento del mercato del lavoro che per qualità del sistema di educazione e formazione.

    Secondo gli osservatori UE, negli anni della crisi, tra il 2008 e il 2011, l’Italia è retrocessa di 5 posizioni nella classifica europea della competitività e ciò è dipeso, sostanzialmente da tre fattori: capacità istituzionale, qualità di istruzione e formazione, efficienza del mercato del lavoro.

    Come risaputo, la riforma è legata al reddito di cittadinanza e tutto l’aspetto informativo si prevede dovrà essere gestito da un’App che consentirà di accedere al proprio profilo e gestire le pratiche di sussidio; in particolare incrocerà in tempo reale domanda e offerta di lavoro e permetterà di cercare direttamente un impiego, oltre a consentire di aggiornare il proprio profilo lavorativo e formativo.

    Il piano della riforma prevede che nei primi mesi verrà realizzata una campagna di marketing che attragga i potenziali datori di lavoro e vada quindi a popolare la banca dati dei centri per l’impiego che nelle intenzioni saranno potenziati.

    Oltre al personale amministrativo che si occuperà di istruire le pratiche, verranno impiegati profili professionali in grado di accompagnare le persone a sviluppare un piano per la ricerca attiva di un’occupazione ed in particolare dovrebbero essere impiegati psicologi del lavoro, che avranno il compito di affiancare chi è in cerca di lavoro nello sviluppo di piani di carriera che prevedano la riqualificazione attraverso corsi di formazioni specifici.

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