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    Metodo Videoinsight una innovativa metodologia di diagnosi e di psicoterapia

    Adottato come libro di testo nel corso di arte terapia e psicologia dell’arte dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, Il Metodo Videoinsight® descrive una innovativa metodologia di diagnosi e di psicoterapia applicabile in diversi contesti terapeutici e accolta dalla comunità scientifica internazionale. Come già esposto in un primo volume (Videoinsight. Curare con l’arte, edito da Silvana Editoriale), l’autrice sostiene che l’arte contemporanea, in particolare la video arte, può essere un efficace strumento diagnostico e terapeutico in quanto promotrice di indagine introspettiva profonda e di cambiamento strutturale. Il metodo si basa sul processo di scambio e di interazione  tra l’opera d’arte e la persona che con essa si relaziona.

    Attraverso la visione di un’immagine si può avere un insight, termine che letteralmente significa "vedere dentro" e che si può  tradurre come intuizione profonda, illuminazione. Secondo Rebecca Luciana Russo può essere paragonato all’accensione di una lampadina e divenire un’idea che può cambiare la vita. Riprendendo le parole dell’autrice, Videoinsight® significa «presa di coscienza, visione interiore, intuizione, illuninazione, risoluzione di un problema da tempo incubato con un’idea improvvisa, immediata, vissuta come esperienza interiore, rivisualizzazione di una situazione nella sua globalità, promossa dall’interazione visiva con le immagini dell’arte».

    Andrea Galvani, L'intelligenza del male, 2007, courtesy Centro Videoinsight®
    Le immagini dell’arte contemporanea, scelte dal terapeuta sulla base della diagnosi dei bisogni del paziente, diventano veicoli di comunicazione che facilitano l’incontro con i contenuti inconsci : il guardarle permette un’osservazione "esterna" ed inconsapevole della propria vita. A livello psicoterapeutico la visione delle rappresentazioni artistiche della realtà contenute nelle opere selezionate trasforma il disagio psicologico e stimola il cambiamento. L’efficacia del metodo risiede nella specificità stessa dell’immagine: l’immagine, rispetto alla parola, ha un impatto più profondo e, se sintonica, può nutrire, attivare la dimensione psicosomatica, la comunicazione, l’orientamento, curare. Un’opera d’arte, per l’autrice, può definirsi tale solo se esprime un messaggio universale che trascende la vita dell’artista, anzi ne può attivare un processo autoterapeutico.

    Le immagini che Rebecca Luciana Russo utilizza e considera ad alto impatto terapeutico trasmettono un messaggio che coinvolge i bisogni primari dell’uomo quali il mangiare, il riposare, l’amare, la riflessione sulla nascita e la morte, il confronto con l’aggressività. Guardando tali opere e parlandone si abbassano le difese e le resistenze  di chi osserva, ci si spersonalizza, tutto passa più velocemente. In un secondo momento si può poi reincorporare l’immagine a livello di cognizione interpretabile e da qui prosegue il lavoro del terapeuta.

    Ma andando oltre: oltre a mettere in relazione l’arte contemporanea con la psicologia, il progetto Videoinsight®  ha in sè delle applicazioni più vaste. Qualsiasi malattia o sintomatologia comporta uno stallo, una chiusura mentre la cura, la crescita e la salute implicano un’apertura, una trasformazione, una flessibilizzazione.
    L’applicazione di tale approccio metodologico può quindi essere utile per affrontare eventi traumatici e dolorosi di segno diverso laddove l’individuo venga considerato nella sua interezza e complessità, includendo anche gli aspetti neuro-sensitivi e psicologici. Difatti, il "Metodo Videoinsight®" è entrato a far parte di una ricerca presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna: in questo centro d’eccellenza, all’interno di un progetto sperimentale su un gruppo di cento persone, il "Metodo" viene applicato come supporto terapeutico nella fase di riabilitazione successiva alla ricostruzione del crociato anteriore. Non resta, dunque, che aspettare i risultati di questa ricerca che sicuramente ha già prodotto un risvolto molto interessante: si leggerà di arte contemporanea anche sulle riviste scientifiche internazionali.

    Articolo di Sara De Paoli, tratto da: http://www.exibart.com

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