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    Messaggini, email, minacce l’amore ossessione è un’emergenza

    "Stavo con lui da alcuni mesi, fin dall'inizio però si era dimostrato ossessivo, possessivo, non potevo uscire con i miei amici, non potevo fare nulla. Allora decido di lasciarlo e da quel momento precipito dentro un incubo". Francesca, 21 anni ancora da compiere, è tesa, preoccupata ma decisa. A Roma frequentava l'università, usciva con gli amici, una vita serena e qualunque fino a quando il sogno si è spezzato. Così un giorno che non dimentica è andata all'aeroporto accompagnata dalla madre e senza dirlo a nessuno è fuggita. "Accadde dopo che lui mi aveva bruciato casa, non avevo scampo, mi minacciava, aveva bloccato anche la scheda del mio cellulare, si era impossessato della password della e-mail e si spacciava per me nelle chat". Oggi Francesca vive "in clandestinità" in una capitale europea, si arrangia a fare la cameriera. E aspetta. Attende che la follia di lui si acquieti, che l'ossessione passi.

    Francesca è una vittima dello stalking (da "to stalk", "fare la posta"), sono le molestie assillanti che si possono declinare in molti modi: telefonate, pedinamenti, minacce, fino alla violenza sessuale e fisica. Comincia con un fastidio diventa una paura che provoca impotenza, isolamento. Un comportamento che è cresciuto negli ultimi quindici anni, di cui si sono occupati magistrati, psichiatri, criminologi. Un nuovo reato, una "patologia della relazione" che viene analizzata in modo puntuale e scientifico in un libro in uscita questo mese, si chiama "Percorsi di aiuto per vittime di stalking", edito dalla Franco Angeli, curato dal "Modena Group on stalking", un gruppo europeo di studiosi impegnati in diversi progetti di ricerca.

    "È difficile dire quanto questo comportamento sia aumentato o se ci sia una maggiore sensibilità, sicuramente si avvale di nuovi strumenti, come gli sms, le e-mail, che lo rendono più invasivo", dice Laura De Fazio, docente di criminologia, tra gli autori del libro. "In Italia nel 2006 circa 2 milioni e 77 mila donne sono state vittima di stalking, il 18% ma questo dato riguarda solo le vittime di ex partner". Chi sono gli stalker? Spesso uomini, ex mariti, amanti, ma anche colleghi, amici, vicini di casa, l'età media, secondo un questionario diffuso tra un campione di vittime, è di circa 34 anni. Ma tra i persecutori non ci sono solo quelli che non riescono a dire addio. Vittime infatti possono essere anche uomini e donne che lavorano nelle "helping profession", dagli avvocati agli psicologi, che si trovano molestati dai loro ex clienti, frustrati, insoddisfatti.

    "Oggi per la prima volta si stanno facendo corsi di formazione per operatori che diano sostegno alle vittime, in Italia un corso è iniziato a Modena, contemporaneamente, con la stessa metodologia, sono iniziati in Germania, Belgio e Slovenia", dice Laura De Fazio. Ma come si può fermare uno stalker? Di recente si è corsi ai ripari con un disegno di legge licenziato dalla Commissione giustizia che per la prima volta prevede il reato e la condanna fino a 4 anni. Ma il provvedimento è incagliato nelle aule parlamentari e lo stalking continua. Ecco cosa racconta Francesca: "Nessuno ti aiuta, è questa la sensazione peggiore, lo Stato, la polizia che dovrebbe difenderti è impotente, non ti garantisce l'incolumità. Al commissariato mi hanno detto di continuare a fare denunce, se il fascicolo è molto ampio forse un magistrato lo prende in considerazione. O forse no. Eppure nel mio caso altre due ragazze lo avevano denunciato. Quante vittime ci devono essere, mi chiedo, prima che lo fermino?".

    Fonte: http://www.repubblica.it/  

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