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    Le conseguenze del lutto perinatale sugli altri figli

    Quando una famiglia si trova a vivere un lutto perinatale il dolore può essere così intenso da non poter essere espresso, raccontato e affrontato. Se in famiglia ci sono altri bambini l’inenarrabilità si fa ancora più evidente e le reazioni più frequenti dei genitori e degli altri parenti possono essere:

    • evitare di parlarne perché non si riescono a trovare le parole adeguate;
    • nascondere l’accaduto;
    • minimizzare (es: “Tanto ora la mamma fa un altro fratellino”);
    • pensare che i bambini non si accorgano di nulla (specie se sono molto piccoli).

    È frequente che i bambini reagiscano chiedendo con insistenza cosa sia accaduto, cos’è successo al fratellino e perché vede la mamma e il papà molto tristi.
    Talvolta possono fingere indifferenza e non chiedere nulla; un’altra possibilità è che, non conoscendo la verità, si sentano colpevoli dell’accaduto.

    Cosa sono in grado di capire della morte i bambini?
    Le reazioni dei bambini al lutto dipendono anche dall’età in cui si trovano a viverlo:

    • sotto i 3 anni il vissuto è di confusione e comprensione parziale; c’è principalmente bisogno di contenimento fisico.
    • 3 – 5 anni: vedono la morte come un’assenza momentanea e pensano che la persona morta possa tornare (come accade ai supereroi nei cartoni animati o nelle favole). Tuttavia vivono intensamente la perdita e il dolore perché sono già in grado di capire cosa sia la sofferenza. I bambini dai 5 anni frequentemente sono incuriositi dagli aspetti fisici e biologici della morte.
    • 7 – 8 anni: hanno un’idea più realistica della morte, ma hanno difficoltà a capire e identificare le loro emozioni. Potrebbero regredire in abilità acquisite precedentemente oppure diventare aggressivi con i loro compagni, o sfogare l’aggressività verso giocattoli o altri oggetti. Possono essere interessati agli aspetti che riguardano i funerali e i riti di sepoltura.
    • 8 – 11 anni: vedono la morte come la fine delle funzioni vitali, ad esempio assenza di respiro o assenza di battito cardiaco. Anche a questa età ci può essere difficoltà a identificare e sopratutto a gestire le emozioni e potrebbero esprimere rabbia e dolore con i compagni o i familiari attraverso atteggiamenti aggressivi regressivi.

    Cosa evitare di dire ai bambini?
    Spesso nell’attività clinica mi vengono chieste indicazioni su come comunicare con i bambini sul lutto perinatale. Credo che ogni adulto sia in grado di dare una spiegazione al bambino, che non può essere precostituita e uguale per tutti; tuttavia ritengo che siano utili alcune indicazioni su cosa sia meglio evitare di dire:

    “Non era vero che mamma aspettava un fratellino”
    “Non parlare del fratellino perché mamma e papà possono soffrire”
    “Meno male che il fratellino non c’è più perché sarebbe stato cattivo”
    “Il fratellino era un angelo ed è volato in cielo”
    “Il fratellino è andato in un’altra famiglia”
    “Non ti preoccupare, tra un po’ mamma e papà fanno un altro fratellino”

    Queste risposte manderebbero in confusione il bambino e non gli permetterebbero di aprire uno spazio per l’elaborazione emotiva del lutto che essi stessi stanno affrontando.

    Come la famiglia può favorire l’elaborazione del lutto perinatale nei bambini?
    Innanzitutto è necessario essere consapevoli che anche i bambini piccoli si accorgono dei cambiamenti e degli eventi dolorosi, perché percepiscono il cambiamento emotivo all’interno del clima familiare. La cosa migliore che gli adulti possono fare è affrontare l’argomento con loro, trovando strumenti e modalità giusta a seconda dell’età e offrendo risposte semplici e coerenti.

    È fondamentale accogliere e contenere le loro emozioni, ed è molto importante altresì evitare che gli arrivino versioni dei fatti troppo diverse e incoerenti tra loro, così come evitare di dare risposte ambigue che possono creare maggiore ansia, incomprensione, regressioni, senso di colpa o paura che anche i genitori possano sparire nel nulla.


    Articolo è stato scritto dalla Dott.ssa Maria Grazia A. Flore, docente per conto di Obiettivo Psicologia nel Master breve in psicologia perinatale.


    Riferimenti bibliografici
    Oppenheim D. (2004), Dialoghi con i bambini sulla morte, le fantasie, i vissuti, le parole sul lutto e sui distacchi, Edizioni Erickson, Gardolo – Trento.
    Ravaldi C. (2011), La morte in-attesa. Assistenza e sostegno psicologico nel lutto in gravidanza e dopo il parto, Ipertesto Edizioni, Verona.

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