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    Italiani single per modo di dire

    SINGLE per scelta (degli altri), o cavalieri solitari pronti a respingere chiunque provi a violare il feudo? Gli italiani non restano soli a lungo. O almeno, non vorrebbero. La grande maggioranza dei single considera la propria condizione come provvisoria, una fase verso una nuova relazione. Eccezion fatta per uno sparuto drappello di irriducibili che per nulla al mondo rinuncerebbero ai vantaggi (o tali li giudicano) che comporta il non avere un partner fra i piedi. A scattare l'istantanea del single italiano è, per il terzo anno consecutivo, la Ricerca Parship condotta da Makno&Consulting. Un campione di 6 milioni 800 mila individui, fra i 25 e i 64 anni, celibi o nubili, separati o divorziati. Un'inchiesta in cui internet occupa uno spazio rilevante (il 60% del campione possiede un collegamento a casa) per l'importanza che i single attribuiscono al dating online nella ricerca di un compagno.

    Ma chi è il single-tipo italiano? La sintesi estrema è in tre "S". Non più, però, la triade rampante degli anni Ottanta, "Sesso-Soldi-Successo", ma un più sobrio connubio fra i tre elementi "Sano-Socievole-Sportivo". Secondo il profilo sociodemografico delineato dalla ricerca, tre single su quattro sono nubili, o celibi, non hanno figli e, perlopiù (74%), vivono con i genitori. Come vuole la vulgata, l'88% di chi sta a casa con mammà è composto da uomini. Il rimanente 26% esce da un matrimonio, e ha figli: ma per un terzo dei "reduci", esser tornato single è un elemento di frustrazione. La prole, tuttavia, non è un ostacolo alla ricerca del partner.

    I single che vivono soli hanno case, in genere, entro i 75 metri quadrati. Rispecchiano la loro personalità e sono aperte ad amici, ospiti, e animali: oltre il 40% degli intervistati ne ha uno, cani soprattutto, e gatti. Tempo libero e denaro non mancano. Più numerosi gli impiegati (28%), seguìti da operai/salariati. Il 9% è imprenditore, dirigente o libero professionista, solo un 6% è insegnante. Profilo socioeconomico medio-alto, insomma. Ma lavoro e carriera – così pensa la gran parte – non sono incompatibili con una relazione.

    Di circa venti ore il tempo libero alla settimana. Il 64% legge ogni giorno un quotidiano, incontra parenti e amici, si interessa di cultura. Vacanze brevi, nelle città d'arte, o lunghe, in villaggio, o in giro per il mondo. E tanta tv: sono i single i maggiori possessori di antenna parabolica, decoder, tv digitale. Ma altrettanta attenzione è riservata a pc portatili e internet.

    Qui si apre un capitolo importante: il rapporto col web. Il 33% dei single si collega tutti i giorni, e il 13% più volte alla settimana. Complessivamente, il 55% naviga almeno una volta al mese. Da casa, soprattutto: il 60% ha un collegamento privato, in prevalenza adsl. Sono in parecchi a utilizzarlo per la ricerca di un partner. Insomma per corteggiare, contattare, organizzare appuntamenti. Il tutto, dicono, all'insegna del "divertimento". L'11% di chi si collega almeno una volta al mese, si dice interessato a trovare sul web una relazione duratura. Per oltre il 20%, nessuna prevenzione al riguardo.

    Ma lo strumento, cosa strana, è percepito ancora come "nuovo": in pochi hanno stabilito con esso una vera familiarità. Come spiega Constantin Wiethaus, country manager di Parship.it, "c'è molto da fare, considerato che il 32,8% si trincera dietro l'alibi del divertimento: vuol dire che il concetto di dating online racchiude realtà diverse e in conflitto, dalle chat allo speed dating ai siti di consulenza. Mentre il 12% – conclude Wiethaus – considera l'uso di internet fonte di trasgressione".

    Che sia divertimento, trasgressione o necessità, il partner cercato sul web – o altrove – deve avere caratteristiche che i single reputano importanti. Non è la politica il punto dirimente (circa uno su tre dichiara la propria estraneità al tema, fra l'altro la distribuzione fra centrodestra e centrosinistra è paritetica). Si desiderano fiducia, comprensione, lealtà, vita sessuale equilibrata, un rapporto duraturo, spazi liberi per entrambi. Con esigenza di verifica, però: il matrimonio in tempi brevi viene generalmente escluso. Anche di fronte all'uomo, o alla donna dei sogni, la singletudine è dura a morire.

    Fonte: http://www.repubblica.it

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