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    Il Rilassamento progressivo di Jacobson nel Mental Training

    Possiamo definire il Mental Training come:” il sistematico e specifico allenamento di abilità mentali o psicologiche che ha lo scopo di migliorare le performance”, ha inoltre lo scopo di “aumentare il piacere e raggiungere una crescente soddisfazione nella pratica delle attività fisiche e sportive” (Weinberg e Gould, 2007). 

    Tra le principali abilità mentali da sviluppare nell’ambito di un programma di Mental Training vi è il
    rilassamento che permette all’atleta di gestire meglio eventi e situazioni che sono fonte di stress e ansia; di prendere consapevolezza dei propri stati di tensione muscolare sia in attività che in condizioni di riposo; di prendere coscienza del proprio corpo imparando ad ascoltarlo.     

    Tra le numerose tecniche psicologiche che consentono di ridurre livelli eccessivi di tensione vi è il Rilassamento progressivo neuromuscolare di Jacobson.


    Jacobson si accorse che la tensione muscolare spesso compariva in concomitanza con inquietudine, stress e paura.
    Realizzò che la tensione psichica portava ad un aumento di tensione muscolare (accorciamento delle fibre muscolari); viceversa una distensione della muscolatura (la riduzione del tono muscolare) comportava una diminuzione dell’attività del sistema nervoso autonomo, generando una sensazione di calma.

    Quindi il rapporto tra psiche e soma agiva in entrambe le direzioni. Fu proprio questo il punto di partenza per lo sviluppo del rilassamento progressivo, il rapporto reciproco tra tensione psichica e muscolare.
    Il metodo, semplice ed efficace, si basa su un allenamento progressivo atto ad avvertire e modificare la tensione dei vari gruppi muscolari.
    In questa forma di rilassamento si è totalmente attivi in quanto si basa sul contrarre le diverse sezioni muscolari per 5-10 secondi (polpacci, cosce, natiche, addome, mani, braccia, pettorali, avambracci, bicipiti-tricipiti, spalle, collo, fronte, viso) per poi rilassarle e lasciarle cadere in modo da sentire sempre più una sensazione di assoluta pesantezza e rilassamento la quale riporta il corpo e la mente ad uno stato di calma.

    In questo modo la mente riesce a distinguere tra uno stato di contrazione e uno di rilassamento muscolare permettendoci un reale controllo sulle tensioni.
    Attraverso il rilassamento progressivo si agisce sulla diminuzione della tensione della muscolatura che induce uno stato di calma (distensione psichica). A sua volta questa sensazione di calma induce una maggiore distensione muscolare, creando una sorta di processo circolare.

    In pratica il cervello impara a riconoscere quali muscoli sono interessati dalla tensione, e questa consapevolezza porta a fare gli esercizi di rilassamento coinvolgendo proprio quella zona muscolare interessata dalla tensione. E’ questo che significa risposta automatica di rilassamento.

    Punto fondamentale da ricordare è che la risposta di rilassamento è fatta scattare dalla ripetitività dell’esercizio e quindi dalla costanza del training da ripetere giornalmente.


    L’atleta deve gradualmente, attraverso l’allenamento, imparare ad avviare risposte di distensione, inizialmente in situazioni “protette” poi via via in qualsiasi ambiente e circostanza, quindi anche in presenza di disturbi esterni ed in situazioni stressanti.

    Una volta affinata la tecnica è possibile allentare la tensione del gruppo muscolare interessato, senza eseguire tutti gli esercizi in successione (Jacobson, 1938; Bertolotti, 2005; Menotti). Quello che sembra una caratteristica peculiare della tecnica di rilassamento muscolare progressivo, non è solo la riduzione della tensione nel momento in cui compare, ma anche la sua prevenzione.

    Il livello di tensione si abbassa gradualmente in relazione a situazioni in cui l’atleta, sapendo di essere maggiormente esposto, praticherà preventivamente la tecnica.  (Jacobson,1938;Bertolotti,2005).

     
    La forma più naturale di guarigione è quella che il paziente procura a se stesso.
    Herbert Benson
     
    Bibliografia
    BERTOLOTTI G.(2005) Il rilassamento progressivo in psicologia, Carocci Faber, Torino.
    CEI, A. (1987), Mental training, Edizioni Luigi Pozzi, Roma
    GREENSPAN, M.J. E FELTZ. D.F. (1989), Psychological interventions with athletes in competitive situations: A review. The Sport Psychologyst, 3, 219-236.
    JACOBSON E. (1938) Progressive relaxation, University of Chicago Press, Chicago
    RICHARDOS, A. (1967), Mental practice: a review and discussion, Part 1, Research quaterly, (38), 95-107.
    ROBAZZA, C., BORTOLI L., GRAMACCIONI G. (1994), La Preparazione Mentale Nello Sport, Luigi Pozzi Editore, Roma.
    WEINBERG, R.S. & GOULD, D. (2007). Foundation Of Sport And Exercise Psychology (4th Ed.) Champaign, Il: Human Kinetics.
     
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