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    Emozioni e stress: caso clinico

    Emozioni e stress: descrizione e caso clinico

    L'assunto costruttivista da cui provengono gli studi sullo stress è quello che vi è una relazione tra anomalie nel cervello e cambiamenti nel comportamento. 

    Lo stress è una reazione adattiva, fisiologica aspecifica a qualunque pressione esercitata sull'organismo da un'ampia gamma di stimoli ambientali. 
    L'importanza delle emozioni nel circuito dello stress ha portato al concetto di stress psicologico, che secondo Lazarus porta alla traduzione dell'evento stressante da parte del sistema cognitivo, poichè si assisteva anche ad un'attivazione neurovegetativa e neuroendocrina. 
    Quindi all'aumentare delle capacità di apprendimento e simbolizzazione si avrebbe un aumento della risposta stressante.

    Nello stress acuto la risposta fisiologica all'evento scatenato ha un suo decorso e una fine; 
    mentre il distress, definito anche stress cronico, è uno stato permanente di stress, una presenza di caratteristiche di tratto dello stress.

    Nella correlazione tra ansia e stress lo stato di distress provoca l'incremento delle risposte 
    cortico-limbiche e soprattutto i ritmi encefalografici di tipo teta: queste risposte fisiologiche provocano alterazioni cognitive ed emotive, e cioè a livello clinico un'alterazione complessiva del sé con un'alterazione molto ampia.

    Le alterazioni psicofisiologiche più significative dello stato d'ansia sono:

    • modificazione delle percezioni (tattili, cinestesiche)
    • modificazione del tono muscolare di base
    • iper o ipotrofie tra i piani del sè, che secondo la psicologia funzionale porterebbe ad un quadro caratterizzato da tremori, tensione, tachicardia, brividi, e forte distraibilità, impazienza e amnesie
    • disturbi somatici tra cui tachicardie
    • deficit nelle prestazioni
    • disturbi comportamentali
    Alla base dello stress cronico e dello stress acuto vi sarebbero effetti specifici di filtro cognitivo con cui diamo un significato agli stressor interni ambientali. Nello stato di stress cronico vi sono delle cause che lo precedono, ovvero gli stressor e le patologie invece sarebbero le conseguenze prodotte dall'evento stressante.

    Queste 2 caratteristiche sono altamente specifiche della risposta comportamentale che attivano, come ad esempio nel caso dell'attacco di panico.
    Alla base dell'asse benessere-malattia vi è la risposta di coping e l'attivazione momentanea cronica dell'ansia e delle alterazioni o sconnessioni tra 
    funzioni del sè, cioè tono muscolare attivo, respiro lento, oppure emozioni di attivazione media.
     

    Lo stato di stress cronico porta all'incapacità di gestire gli eventi, cioè non riuscire a risolvere problemi e difficoltà o modificare il coping su stimoli stressanti. Un caso questo in cui i soggetti sono particolarmente predisposti ad incorrere in dipendenze quali alcool ed il fumo.

    Il caso descritto dal punto di vista della valutazione integrata riguarda la descrizione dei 
    seguenti campi d'indagine:
    • piano posturale-muscolare
    • piano fisiologico
    • stimoli endogeni derivanti da stimoli fantasma, cioè attivazione d'ansia nonostante vi sia disattivazione di stimoli stressanti interni o esterni
    • area cognitiva: fantasie ed immaginazioni
    • piano delle emozioni
    Uno stato di stress cronico altera varie funzioni del sè; sulla base dell'esperienza clinica e dei risultati ottenuti dalla ricerca sulle misurazioni dello stress, si evince un quadro fisiologico caratterizzato da simpaticotonia cronica, cioè attivazione ed arousal troppo alto per troppo tempo, e conseguenze tra cui tachicardia e disturbi neurovegetativi. 

    L'intervento sarà dunque volto al riequilibrio attraverso interventi psico-corporei riabilitativi, sfruttando magari anche tecniche del massaggio o respirazione.

    Per situazioni patologiche, come gli attacchi di panico, avendo dimostrato tramite dati di recenti ricerche che si tratta unicamente di alterazioni del livello cognitivo, non devono essere usati neurolettici bensì è molto più utile una terapia di desensibilizzazione verso stimoli ansiogeni che provocano una risposta cronico stimoli fantasma.


    Descrizione dell'osservazione di un caso di stress

    Anamnesi del soggetto F.
    Sulla base della considerazione che misurare lo stress (cfr. Di Nuovo, Rispoli, “Misurare lo stress”, 2000), è un fatto complesso osservato nella sua interezza solo considerando il collegamento profondo tra i processi cognitivi e il funzionamento psico-corporeo.

    Secondo la prospettiva funzionale, alla base degli studi sul funzionamento mentale bisogna considerare i piani principali del sé: il piano fisico-posturale, quello emotivo, quello intellettivo-cognitivo, e quello immaginativo-simbolico.

    Il caso da me descritto è relativo all’esperienza di training didattico intensivo che sto conseguendo con il soggetto F., un adolescente di 15 anni, con cui ho iniziato da 4 mesi un’esperienza di riabilitazione nell’area dell’apprendimento. L’esperienza è maturata nell’arco di un mese per 5 volte alla settimana, per la durata di 2 ore.


    Si presenta come un soggetto equilibrato dal punto di vista emotivo relazionale, frequenta un gruppo di calcio quasi tutti in giorni nei periodi in cui preferisce frequentare le lezioni scolastiche.
    Dal punto di vista cognitivo di evince una tendenza alla mancanza di attenzione e soprattutto di concentrazione, poichè il piano emotivo tende ad interferire provocando mancanza di motivazione e pensieri non collegati al materiale didattico.

    Si evince un piano emotivo coartato, come se le relazioni con la famiglia ispessiscano la distanza con l’assertività verso i compiti orientati all’emancipazione e al futuro.

    Il training didattico è stato completato da test di valutazione delle conoscenze, a domanda aperta e a scelta mutlipla, diagrammi riassuntivi e test con autovalutazione.

    Già dall’inizio della fase di istruzione F. sembra nervoso, le posture irrigidite soprattutto se in fase di concentrazione, mette spesso le mani in testa, presenta tic nervosi, stringe le orecchie, muove le gambe e non riesce a concentrarsi poiché il suo dialogo è orientato verso l’osservazione delle mie azioni. Inoltre si rileva dalle valutazioni in itinere a distanza di 4 giorni uno spiccato problema di memoria a lungo termine, mentre la mbt è ottimale.


    Tramite i colloquio si è potuto evincere che il calo mnestico era strettamente correlato all’aumento di attività fisica, non solo dal punto di vista dello studio, bensì dall’eccessivo carico fisico cui il paziente era soggetto, cioè preferiva giocare a calcio sfogandosi con le partite, che provocano uno sforzo molto maggiore del semplice passarsi la palla, che preferire momenti di riflessione sui contenuti scolatici o del training didattico, e soprattutto rilassare il sna.

    Il risultato a livello del sna quindi un eccessivo restringimento del dopaminergico, e un aumento del flusso di adrenalina, per cui trema e non riesce a stare fermo, frequenti mal di pancia e forti emicranie, tra cui anche episodi di febbre.


    L’analisi psicodiagnostica utilizzata, oltre alle valutazioni in itinere nel training didattico, è basato sul “test di stress”: il seguente test si è dimostrato utile nell’aiutare la gente a diventare consapevole del proprio livello di stress; sono rappresentate ciascuna delle 5 aree di funzionamento umano.

    Così esaminando il modello delle risposte di ognuno, è possibile trovare se una o più aree sono nella speciale necessità di attività che risolvano lo stato di stress. Gli items sono a risposta multipla costruite sulla base del differenziale semantico di Osgood, con possibilità  di scelta da “no!anzi”, con cui si esprime un disaccordo forte, a “si, è proprio vero”, con cui F. esprime un accordo forte.

    Ho preferito iniziare con una auto somministrazione e una somministrazione ad un altro soggetto maschile, età 40 anni, con frequenza scolastica di 32 anni, nessun episodio di sintomi neurologici e vegetativi. 

    Quest’ultimo si presenta con livello medio-alto di stress, dalla somma delle risposte di accordo, si rileva una frequenza di 27 positivi sull’area fisica, 24 sull’area emotiva rispetto ad un risultato di 12 in quella sociale, e quasi uguale in quella spirituale.

    La frequenza di positivi rilevate nell’area intellettuale è bassissima, cioè di 4. Le aree di riabilitazione per questo soggetto si dovrebbero concentrare sulla diminuzione degli aspetti del suo lavoro che causano stress, come il traffico, la velocità nella guida della macchina, etc.


    Per quanto riguarda l’autosomministrazione, la frequenza dei positivi è di 13 sul piano fisico, un po’ superiore il piano emotivo, equilibrati il piano sociale, intellettivo e spirituale, nonostante forte attività intellettuale e presenza di attività sportiva.

    Analisi delle frequenze del soggetto F.
    I risutati rilevano una frequenza di 21 positivi sul piano fisico, 21 sul piano intellettuale, similmente  nella sfera emozionale. I punteggi sono rilevabili nelle frequenze di positivi nell’area dello spirituale che si mantengono a 25. Sono molto più bassi i punteggi sul piano sociale, 11, a dimostrazione di una attività sociale, relazionale ed intima soddisfacente.
    I punteggi molto alti sul piano fisico rilevano un effettivo affaticamento del sna che nel caso del soggetto a stress medio-alto è caratterizzato da un punteggio di 27 sul piano fisico.

    Nel soggetto F., invece, si rileva un affaticamento mentale, però causato dall’alterazione fisica  soprattutto la frequenza di 25 sul piano spirituale fa evincere un calo motivazione nello svolgere i compiti che per lui sviluppano una continuità con le spinte emancipatorie tipiche della sua età. Infatti quest’ultimo punteggio è correlato alle frequenze di positivi di 21 sul piano emozionale, e cioè questa parte del funzionamento personale è caratterizzato dall’interazione con gli altri piano, però si rileva un restringimento di questo piano quando il soggetto deve impegnarsi o non vede costante la presenza dei genitori.
    Un intervento possibile dovrebbe essere improntato sul counselling.

    Metodologia di analisi dei dati
    Avendo notato le forti abilità relazionali del paziente ho preferito usare il test di stress, una forma semplice dell’assertivness test di Gambrill e Richey, la cui forma italiana è la SIB, scala dei comportamenti interpersonali che indaga le aree sui cui si concentrano gli effetti dello stress.

    Ho quindi usato il test di stress, formato da risposte a scelta multipla: sulle 4 possibili scelte ho assegnato 0 al disaccordo forte, 1, 2, e infine 3 all’accordo forte, e ho sommato le risposte diverse dallo 0, i positivi, cosicchè un punteggio alto nel piano del sé considerato, ad esempio quello fisico, corrisponda alla necessità di progettazione di un intervento riabilitativo sull’area.


    Risultati
    Al fine di aumentare la rappresentatività del test ho considerato la auto somministrazione come rappresentativa di un arousal medio basso, e la somministrazione su un soggetto a livello di stress medio alto. Tramite i confronti e i colloqui a entrambi i soggetti, ho potuto confrontare i risultati.

    Rispetto al soggetto con livello di stress medio alto in cui vi è molta differenza nella frequenza dei positivi rilevata tra i vai piani del sé, ad esempio l’intellettuale è con frequenza 5 contro un 27 del piano fisico, in F. i punteggi sono equidistanti nelle frequenze che si mantengono intorno al 21, con media 19,8, la media del soggetto con stress medio alto è di 15,4, quest’ultimo presenta un affaticamento rilevante sul piano fisico, che si riverbera sul piano emotivo con un innalzamento delle frequenze sul piano emozionale. 


    L’utosomministrazione si è rilevata tipica di una situazione in cui non si necessità di nessun intervento, c’è però da considerare l’intervento della variabile genere nel modulare le frequenze sul piano emotivo. 
    In generale, quindi, il soggetto F. presenza un affaticamento fisico ed intellettuale, soprattutto mediato dalla frequenza di 25 sul piano ideologico-spirituale (ad es. con items tipo “il futuro non si presenta promettente per me”).

    Se nel caso del soggetto con forte stress fisico questo si rivolge subito sul piano emotivo mediandone le reazioni comportamentali, in F si rileva oppositività verso le figure istituzionali che hanno la funzione di caring, quindi il disagio è cognitivo, però funzionale dal punto di vista motivazionale, poiché mediato dall’affaticamento fisico dell’eccessiva attività sportiva, quindi sull’interpretazione cognitiva della motivazione al rilassamento.


    Il paziente F. preferisce infatti giocare a calcio quasi tutti i giorni, e inoltre anche fare partite agonistiche che forzano ancora di più il corpo, poiché la corsa è in accelerata per un campo della lunghezza di 90 metri dalla posizione del portiere. 

    Infine la componente ideologica dei genitori non permette al soggetto ancora in età puberale lo sfogo motivazionale tipico della spinta emancipatoria provocando forti effetti sul piano emotivo e anche questo si riverbera sullo stato psico-fisico del soggetto.

    L’intervento riabilitativo, oltre al counselling mirato basato sugli approcci della psicoterapia funzionale, potrebbero essere ad esempio migliorare le capacità di coping sullo stato di stress, attraverso la modificazione in colloquio dei comportamenti quotidiani del soggetto nell’affrontare gli eventi di stress, anche a lungo termine, come ad esempio lo studio.


    BIBLIOGRAFIA
    S. Di Nuovo, 2008: materiali di studio “evoluzione e mente artificiale: una sfida per la metodologia della ricerca empirica nelle scienze cognitiveù
    S. Di Nuovo, L. Rispoli, E. Genta: “Misurare lo stress”, Franco Angeli, Milano 2000
    W. Stroebe, M. Stroebe: “psicologia sociale e salute”, Mc Graw Hill, Milano
    L.Rispoli: “Esperienze di base e sviluppo del sé”, Franco Angeli,Milano,  2005
    L. Zammataro: “Il computer emozionale”, 2000.
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