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    Convegno – Dibattito psicologia dell’emergenza: dalla parte del soccorritore

    GENOVA Venerdì 19 Ottobre 2007 ore 08.30  Sale LIBECCIO e SCIROCCO – Magazzini del Cotone Genova – Area Porto Antico. Il soccorso in emergenza si configura in un insieme di attività coordinate che coinvolgono contemporaneamente una varietà di soggetti istituzionali chiamati a svolgere il proprio compito, a seconda delle circostanze, sulla base di procedure operative condivise.

    Gli Enti che agiscono in quest'ambito sono diversi: il Sanitario, quello del Soccorso Tecnico Urgente, le Forze dell'Ordine, e gli Enti Politico-Amministrativi operanti in ambito provinciale.L'obiettivo del Convegno è quello di riunire in un'unica sessione le diverse Istituzioni del soccorso ma soprattutto vuole essere un'apertura vera e propria a coloro che il soccorso lo svolgono in prima persona.Le esperienze recenti hanno mostrato anche in maniera cruda, la necessità di non dimenticare mai che l'attività di soccorso, intesa nella sua interezza, si caratterizza per la propria peculiare complessità e difficoltà di gestione.

     Sulla base di tale presupposto, che aiuta a comprendere la natura usurante del coinvolgimento emotivo connesso al soccorso, si vuole evidenziare la necessità di far comprendere e far accettare che il soccorritore nella quotidianità va incontro a situazioni di forte impatto psicologico che devono essere adeguatamente elaborate. Ciò è possibile soltanto con specifici percorsi di formazione e supporto psicologico. Le proposte che emergeranno da tale incontro potranno integrarsi con quanto eventualmente già presente nei programmi propri di ciascun Ente, confluendo in un processo di promozione culturale e di ricerca di un linguaggio comune da poter condividere nelle fasi di collaborazione operativa

    Dott.ssa Debora Infantino Dirigente e coordinatrice tecnica Centro Psico-Pedagogico “la Bussola”, responsabile per la Ligura di HELPsicology. 26 gennaio 2005. In una delegazione della città di Genova, nei pressi di Bolzaneto, viene interessata da un incendio un’autobotte di GPL. Per fare fronte a questa situazione sono inviate sul posto tre squadre di Vigili del Fuoco. Tragicamente l’autobotte esplode e il resoconto è drammatico: un Caposquadra dei VV.F. deceduto e undici suoi colleghi feriti, chi in maniera seria, chi più lieve.

    Tutti, indifferentemente dalla prognosi, avranno comunque una ferita ben marcata che li accompagnerà per tutta la vita: il ricordo dell’intervento e soprattutto il ricordo del loro Collega. Ora, quanto potrà influire un trauma di questo tipo nella vita professionale e non del vigile del fuoco? Il centro “La Bussola”, da me coordinato e diretto, è stato contattato proprio per avviare un programma di supporto psicologico che potesse fornire delle adeguate risposte a tutto il personale, operativo e non, del Comando Provinciale di Genova. L’obbiettivo primario era quello di occuparsi delle squadre direttamente coinvolte nel luttuoso incidente ma non era una missione del tutto facile. Come si fa ad entrare in una realtà così particolare, devastata dalla sofferenza, senza nessuna precedente base che potesse facilitare l’incontro? Come poter spiegare il delicato lavoro che la mia equipe avrebbe svolto proprio in un momento così difficile?

    Il mio era un “progetto pilota”, non avevo a disposizione modalità prestabilite o studi su cui basarmi, il nostro era un lavoro con uomini poco abituati all’elaborazione delle dinamiche psicologiche. Entrai con molto rispetto e flessibilità, collocai la mia “base operativa” nella sede della Caserma Centrale e mi misi a completa disposizione del personale. Stabilii un calendario preciso, ma spesso trascorro con loro molto più del tempo prefissato. Imparammo a conoscerci e a riconoscere i nostri rispettivi ruoli e professioni, avviando una collaborazione reciproca che dura fino ad oggi in maniera diretta e proficua. Ci hanno definiti “il contenitore” dentro al quale finalmente potevano “strizzare” quella spugna che troppo spesso era esageratamente impregnata di emozioni negative e che fino ad allora erano costretti ed abituati a tenere e far “gocciolare dentro”.

    Tra loro abbiamo avuto modo di conoscere molte persone che definirei veramente “speciali”.La loro non voglia di apparire, la semplicità con cui affrontano ogni situazione, la loro forza fisica, la loro capacità di collaborare, la loro esperienza di vita, la loro tenacia e risolutezza, il loro prendersi cura del cittadino sempre e comunque, senza chiedere mai nulla in cambio, il loro mettersi sempre in gioco, la loro allegria e gioia di vivere: tutto ciò è per me sinonimo di Pompiere. Grazie alla loro grande collaborazione, alla disponibilità e fiducia del Comandante Provinciale Ing. D. Meta, del suo vice Ing. S. Gabelli, del Dirigente Superiore Medico Dr. P.L. Fortezza e della Direzione Sanitaria di Genova, nella figura del Dr. G. Masala, l’iniziativa ha riscosso un grande successo e ci permette oggi di avere a disposizione un progetto su cui è possibile continuare a lavorare, soprattutto per migliorare la condizione lavorativa dei Vigili del Fuoco.

    I Vigili del Fuoco operativi mi hanno messo a disposizione il loro grande bagaglio di esperienze vissute e proprio su queste basi credo che si debba lavorare per costituire un programma di supporto psicologico che tenga in considerazione ogni loro peculiare necessità. Si parla, infatti, molto spesso di psicologia dell’emergenza, di programmi a supporto delle popolazioni colpite, e da poco anche di assistenza ai soccorritori ma sempre e solo nelle grandi catastrofi; ma che dire di chi in emergenza vive la propria quotidianità? Il lavoro dei soccorritori è sempre un’emergenza.

    Va detto che professionalmente parliamo di soggetti molto preparati ed adeguati, ma in questi tre anni trascorsi con loro mi hanno insegnato che a volte anche un semplice intervento può far saltare tutti gli schemi di difesa che per anni sono risultati efficaci, a volte un volto, una situazione particolare, un odore, un intervento inaspettato possono provocare un black out improvviso, ed allora cosa fare?

    Per affrontare sia questi argomenti che per ascoltare e confrontare le diverse esperienze presenti sul territorio nazionale fra coloro che operano con e per i soccorritori è stato organizzato il Convegno-Dibattito “Psicologia dell’emergenza: dalla parte del soccorritore” che si terrà a Genova il 19 ottobre 2007.

    L’obiettivo è quello di riunire in un’unica sessione le diverse Istituzioni del Soccorso, ma soprattutto vuole essere una vera e propria apertura a coloro che il soccorso lo svolgono in prima persona. Le proposte che emergeranno potranno integrarsi con quanto eventualmente già presente nei programmi formativi propri di ciascun Ente, confluendo in un processo di promozione culturale e di ricerca di un linguaggio comune da poter condividere nelle fasi di collaborazione operativa.

    IL PROGETTO  Un sentito grazie a tutti i Vigili del Fuoco che hanno permesso, con la loro disponibilità, la riuscita di questa iniziativa.  Gruppi di incontro per i Vigili del Fuoco del Comando di Genova

    Il servizio di supporto psicologico per i VV.F. nasce come qualitativa risposta al “dramma del soccorritore” che vede nella psicologia dell’emergenza un punto cardine, di riscatto e trasformazione, di tutti quegli impatti psicologici legati ad emozioni forti e devastanti, comprensivi di incidenti luttuosi, che si possono verificare proprio durante lo stato di servizio giornaliero. Il progetto, ideato dalla Dott.ssa Debora Infantino, si è avvalso di tre concreti obiettivi principali: il primo obiettivo raggiunto è stato quello di aprire nella Caserma Centrale, con cadenza settimanale, uno “Sportello di Accoglienza” curato dalla Dott.ssa Debora Infantino e rivolto a tutto il personale.

    Il secondo obiettivo raggiunto è stato quello di attivare un supporto psicoterapico individuale, curato dalla Dott.ssa Elena Maria Negri, dal Dott. Emanuele Fonti e dalla Dott.ssa Franceschi Irma rivolto a tutti i VV.F.Il terzo obiettivo raggiunto è stato quello di organizzare specifici “gruppi di incontro” secondo la scuola psicologica di Carl Rogers, che si tengono nella sede centrale e, su richiesta specifica, nei distaccamenti.

    Articolo tratto da: www.genovapress.com

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