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    Guida concorsi pubblici per psicologi: la normativa e le procedure di concorso

    Questa è una guida per tutti coloro che intendono nell’immediato o nel prossimo futuro, partecipare ad uno dei tanti concorsi pubblici per psicologi.
    E’ una breve sintesi tra il manuale di preparazione di oltre 100 pagine che riguarda le varie prove concorsuali (scritta, pratica, orale), gli approfondimenti normativi e il volume sulle simulazioni delle prove che ho scritto sull’argomento.
    Per saperne di più visita la scheda dell’ebook >

    La guida si focalizza su tre aspetti importanti della partecipazione ad un concorso pubblico:

    • lo psicologo nel contesto lavorativo
    • la ricerca dei bandi
    • le regole di base per lo svolgimento delle prove

    La figura dello psicologo nel SSN

    Lo psicologo trova oggi spazio all’interno del SSN (Servizio Sanitario Nazionale) in funzione di una serie di trasformazioni normative che hanno portato al riconoscimento della professione con la L. 56/89. La professione dello psicologo, all’interno del SSN, è esercitata in alcuni contesti ai quali si fa qui riferimento sinteticamente distinguendoli nelle due macro realtà delle Aziende Ospedaliere (A.O.) e delle Aziende Sanitarie Locali (A.S.L.)

    La decisione di partecipare ad un concorso pubblico richiede un’adeguata valutazione in considerazione del tempo e dell’impegno necessario a maturare una preparazione adeguata alle prove da sostenere. Di fronte ad una selezione pubblica, infatti, si può avere la percezione di un elevato grado di difficoltà, se non dei singoli quesiti, delle prove proposte globalmente.
    La difficoltà percepita, relativa alla preparazione e al superamento delle prove, appare congruente rispetto all’importanza del ruolo lavorativo che lo psicologo sarà chiamato a svolgere e all’elevato numero di partecipanti alle prove.
    E’ quindi opportuno dedicare spazio ad una preparazione professionale ampia, rispetto alla quale, sarà poco economico partecipare ad un unico concorso.

    È utile affrontare più selezioni, dal momento che la ripetizione dell’esperienza accresce la consapevolezza del proprio grado di preparazione e degli eventuali errori interpretativi commessi nel rispondere ai quesiti, nonché delle modalità utilizzate nell’affrontare le prove.

    Ciò premesso, il cammino inizia con la ricerca e l’individuazione dei bandi di concorso ai quali si è interessati.
    I bandi sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4° serie speciale”Concorsi ed esami” (www.gazzettaufficiale.it), la quale viene aggiornata il martedì ed il venerdì di ogni settimana.
    Ci sono anche siti internet specializzati e di facile consultazione, i quali traggono le informazioni direttamente dalla Gazzetta Ufficiale.
    Si consiglia di utilizzare il web come forma di ricerca aggiuntiva e non esclusiva dal momento che, spesso, le informazioni fornite dai questi siti sono poco specifiche o risultano meno chiare rispetto a quelle che possono essere ricavate dalla ricerca diretta sulla Gazzetta Ufficiale.

    La normativa e le procedure di concorso

    Le procedure concorsuali per personale dirigenziale del Servizio Sanitario Nazionale sono disciplinate dal D.P.R. 483/1997 .
    Questa normativa regola dettagliatamente ogni aspetto e fase di un concorso pubblico, di cui si riportano brevemente i punti fondamentali, utili a chiarire i dubbi che sorgono quando ci si avvicina per le prime volte a questa esperienza.

    L’iscrizione
    : le modalità d’iscrizione sono riportate nel bando che contiene tra gli allegati, un modulo per la richiesta di partecipazione, uno o più moduli per le autocertificazioni e l’elenco dei documenti da allegare.

    Le modalità d’invio della domanda, specificate nel bando, sono generalmente tre:

    1. consegna a mano,
    2. raccomandata,
    3. invio tramite Pec (Posta elettronica certificata).

    I requisiti di ammissione: sono specificati in ogni bando, la normativa citata prevede, di base, i seguenti:

    • cittadinanza italiana, salve le equiparazioni stabilite dalle leggi vigenti, o cittadinanza di uno dei Paesi dell’Unione europea;
    • idoneità fisica all’impiego;
    • diploma di laurea in psicologia;
    • iscrizione all’albo professionale;
    • iscrizione nelle liste elettorali;
    • non essere stati dispensati dall’impiego presso una pubblica amministrazione;
    • specializzazione nella disciplina a concorso o in disciplina equipollente.

    Le prove di concorso: sono tre (prova scritta, prova pratica e prova orale).

    La prova scritta può consistere in temi (domande aperte) o questionari a risposte sintetiche.

    La prova pratica consiste, di solito, nella presentazione di un caso clinico, dove la consegna il più delle volte riguarda la formulazione di un’ipotesi diagnostica e la descrizione di un piano terapeutico. Il punteggio minimo per il superamento delle prove scritta e pratica è 21/30.

    La prova orale è pubblica ed il punteggio minimo per il suo superamento è 14/20.

    Di seguito si riporta un esempio di descrizione delle prove tratto da un bando di concorso per Dirigente Psicologo nella Sanità Pubblica; la dicitura è pressoché identica nei diversi bandi poiché ricalca il disposto normativo.

    I tempi: il termine per la presentazione della domanda di partecipazione scade il trentesimo giorno successivo a quello della data di pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale e dovrà essere inviata nei tempi stabiliti e con le modalità descritte nel bando, pena l’esclusione.

    Il calendario delle prove potrà essere comunicato, dalla struttura, con convocazione individuale a mezzo raccomandata o telegramma oppure soltanto attraverso la sua pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale e sul sito della struttura stessa.

    Per poter pianificare l’attività di studio, si dovrà considerare che il tempo tra la data di pubblicazione del bando e la comunicazione del diario della prova scritta è molto variabile: da un minimo di quindici giorni, stabilito dalla legge, ad alcuni mesi o, a volte, un anno!

    La data di svolgimento della prova orale, deve essere comunicata ai singoli candidati almeno venti giorni prima della stessa.

    Gli argomenti da conoscere

    Più che un elenco di argomenti possibili, è importante acquisire un un metodo utile ad individuare i temi di approfondimento per ampliare la preparazione professionale, in considerazione del ruolo che lo psicologo svolge all’interno del SSN.

    Il metodo proposto consiste nel fare riferimento al contesto e alle attività che caratterizzano gli interventi dello psicologo all’interno del SSN, inferendo da queste gli argomenti oggetto di studio; in particolare il contesto, le attività professionale e gli argomenti.

    Il contesto

    Come detto, all’interno del SSN italiano, lo psicologo potrà essere impiegato nelle A.O. (Aziende Ospedaliere) o nelle A.S.L. (Aziende Sanitarie Locali).

    All’interno delle Aziende Sanitarie Locali, gli psicologi sono presenti nei Dipartimenti di Salute Mentale e nei Dipartimenti materno-infantili, dove svolgono attività di presa in carico degli aspetti psicologi che caratterizzano alcune condizioni problematiche lamentate o riscontrate nell’utenza afferente ai Servizi offerti da tali strutture.

    Gli psicologi trovano, inoltre, spazio nei Sert e dei presidi ospedalieri delle A.S.L. stesse, nei distretti,dove operano all’interno dei servizi territoriali tra i quali i consultori familiari e servizi per le disabilità.

    Le attività professionali

    Rispetto al tipo di impegno professionale cui lo psicologo potrà essere impiegato nel contesto che stiamo analizzando, ecco di seguito un elenco delle principali prestazioni offerte dal SSN:

        • Conduzione di colloquio individuale, di coppia e familiare.
        • Conduzione di sedute di osservazione.
        • Redazione e analisi di una relazione psicodiagnostica.
        • Elaborazione di piani d’intervento.
        • Somministrazione, siglatura, interpretazione di test e questionari.
        • Supervisione di altri operatori.
        • Formazione di altri operatori.
        • Conduzione di tecniche di rilassamento.
        • Elaborazione e stesura, in equipe, di diagnosi funzionale,profilo dinamico funzionale piano educativo individualizzato,per alunni con handicap.
        • programmazione di interventi sui disturbi dell’apprendimento scolastico.
        • Elaborazione di programmi di educazione alla salute.
        • Elaborazione di programmi di indagine e prevenzione delle situazioni a rischio di disagio, di maltrattamento, di psicopatologia.

    Laddove le attività che lo psicologo dovrebbe svolgere, richiedessero una formazione che non si possiede, o non si possiede ancora, non sarà necessario seguire corsi specifici ma, si potrà approfondirne la conoscenza attraverso lo studio, tanto da poter avanzare ragionamenti ed ipotesi, condividere idee ed opinioni durante la prova orale o in equipe in un contesto lavorativo.

    Gli argomenti

    Il primo tema da affrontare riguarda l’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Tra gli argomenti da approfondire si potranno pertanto considerare:

    1. La normativa riguardante il SSN.
    2. L’organizzazione della struttura d’interesse (A.S.L. o A.O.).
    3. Leggi regionali sulla salute mentale della regione in cui ha sede la struttura che bandisce il posto a concorso.

    Informazioni di carattere generale circa gli obiettivi del SSN, delle strutture dalle quali è costituito e delle funzioni della sanità pubblica possono essere tratte dal il Patto della Salute 2014-2016che dal 2014 sostituisce il Piano Sanitario Nazionale (PSN).

    Benché gli aspetti normativi siano tra gli argomenti meno amati di un programma di studio per psicologi, la conoscenza di questi, non soltanto è utile da un punto di vista professionale, ma appare indispensabile nella preparazione di concorsi pubblici perché può costituire oggetto dei quesiti proposti. Esempi di domande su tali tematiche sono contenuti nel manuale di preparazione di concorsi pubblici per psicologi.

    Il capitolo della psicologia clinica riveste un’importanza sostanziale ed ingloba alcuni concetti e contenuti cardine tra i quali gli strumenti a disposizione dello psicologo tra questi, il “colloquio”, con i suoi elementi, le sue caratteristiche e le tecniche di conduzione.

    È inoltre richiesta la conoscenza di alcune tra le tecniche più diffuse per il trattamento specifico di certe forme di disturbo o disagio delle le quali, il parent training, le tecniche di rilassamento, il biofeedback, le tecniche di riabilitazione cognitiva rappresentano degli esempi.

    Resta da ricordare che, sebbene le prove vertano prevalentemente su aspetti di tipo applicativo e sulla conoscenza di strumenti e tecniche, non vanno trascurati i temi propri della psicologia generale (attenzione, percezione, memoria, apprendimento, motivazione, pensiero, emozioni, etc.) come parte integrante del bagaglio culturale di ciascuno psicologo.

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