• 241618 iscritti di cui 27 online

    Come ricercare fondi per realizzare progetti nel sociale

    Cosa vuol dire progettare nel sociale?
    Attraverso quali canali e mettendo in pratica quali competenze è possibile accedere ai fondi pubblici per realizzare i progetti?

    In questo articolo darò delle sintetiche linee guida attraverso le quali è possibile dare una risposta a queste domande.

    Realizzare un progetto nel sociale e ricercare i fondi necessari alla sua realizzazione, sono due facce della stessa medaglia che non possono essere attuate se portate avanti singolarmente.

    Per rendere concreto e fattibile il lavoro in ambito sociale è necessario disporre di fondi, perché i servizi si rivolgono a persone che gravano in una condizione economica medio bassa spesso impossibilitate a pagare un ente privato.

    Le istituzioni pubbliche (asl, ospedali, consultori ecc..), che potrebbero rispondere ad una richiesta di assistenza e sostegno sociale, fanno fronte oggi a numerosi tagli ai loro fondi mettendo, queste stesse persone, in una condizione di attesa.
    La riflessione potrebbe sembrare a prima vista banale e scontata ma a mio avviso non lo è se pensiamo al fatto che molti progetti innovativi esistenti oggi, pensati e strutturati con cura, non sono stati avviati per problemi economici oppure al fatto che esistono dei fondi pubblici che non sono stati erogati per mancanza di proposte valide e rispondenti a quanto veniva richiesto nei singoli bandi.


    Per essere veramente concorrenziali e soprattutto utili, le associazioni, le cooperative o altre realtà di partenariato, che vogliono lavorare in ambito sociale, devono saper coniugare questi due aspetti.

    Il primo passo da fare è quello di riunire più professionisti insieme, motivati nel realizzare un servizio sul territorio.

    Il secondo passo è quello di scegliere le direzioni da percorrere.

    Trovare un ente che sovvenzioni il progetto 
    La prima è quella di chi ha elaborato una serie di progetti e desidera trovare un ente che li sovvenzioni; in questo caso il lavoro principale da compiere, sarà quello di stabilire a chi proporre l’idea.

    Alcune grandi aziende possono decidere di utilizzare parte dei loro utili per la realizzazione di “opere” in ambito sociale, soldi che le stesse possono detrarre dalle tasse; questa direzione prevede ovviamente di aver acquisito delle buone capacità di marketing ma anche di non partire da zero.
    Per destare l’interesse delle aziende, un progetto deve, non solo essere innovativo ma anche sicuro dal punto di vista commerciale; chi lo propone dovrebbe avere dei fondi per poterlo avviare e dimostrarne la validità nel tempo o l’utilità sociale. Spesso infatti gli sponsor, vengono contattati quando il servizio è già attivo e necessita di ulteriori fondi per essere ampliato o proseguito. 


    Altra opzione in questa direzione è quella delle Fondazioni o degli Enti Religiosi che mettono a disposizione parte dei loro fondi per la realizzazione di progetti soprattutto in ambito sociale.
    In questo caso il servizio descritto, deve essere flessibile di modifiche in base alla missione dell’Ente a cui si sta chiedendo un finanziamento, per evitare che lo stesso venga respinto.
    Esistono anche altre aziende pubbliche ad esempio l’Ater, che non possono mettere a disposizione soldi ma locali; ovviamente fare richiesta di locali dove poter realizzare il servizio ed ottenerli davvero non è così semplice. Ci sono delle procedure da seguire e tempi da attendere, ma anche questa è una possibilità.
     
    Progettare per accedere ai fondi pubblici
    La seconda direzione è quella di chi vuole gestire un servizio di utilità sociale ma non ha redatto un progetto.
    In questo caso è opportuno decidere dove si vorrebbe aprire il servizio: in Europa o in Italia?

    Nel primo caso si potrebbe iniziare a ricercare in rete tutti i siti che diffondo link utili per accedere ai fondi europei; scaricare la guida per la progettazione europea e soprattutto conoscere bene l’inglese. Questi siti, anche se sono stati tradotti in varie lingue, di fatto rimandano ad articoli, inserti e bandi disponibili solo in lingua inglese.

    Nel secondo caso ci si potrebbe chiedere in quale Regione/Municipio si vorrebbe operare. Vi dico questo in quanto le fonti dei bandi cambiano: esistono bandi regionali, dipartimentali, comunali ecc …

    Ogni comune mette a disposizione dei fondi che eroga attraverso l’apertura di bandi di gara.
    Ogni bando di gara è composto da diverse parti, ognuna delle quali viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.
    Il bando, in ogni sua parte, descrive non solo il tipo di servizio che il comune intende appaltare, ma fornisce anche delle linee guida sul progetto da redigere in ogni suo punto e definisce a monte gli obiettivi e il tipo di sovvenzionamento che intende dare.

    Chi si propone, può scrivere un progetto rispondendo in modo coerente a ciò che nel bando viene chiesto.
    Si partecipa poi ad una vera e propria gara, nella quale a seconda di alcuni parametri valutativi della commissione appaltante (tecnici, economici e formali), viene stabilito il vincitore e quindi chi si aggiudicherà i fondi.

    A volte, il comune mette a disposizione anche i locali per la realizzazione del servizio. Tutte queste informazioni sono contenute nel bando.

    Secondo passo è quello di acquisire le competenze necessarie per saper leggere un bando, valutarne l’attuabilità economica, e la possibilità di rispondere alle richieste in esso contenute. 

     
     
    La Dr.ssa Marelli è docente nel corso: Progettazione nel sociale: come ricercare fondi e scrivere progetti, organizzato da Obiettivo Psicologia. Leggi il programma >      
    Per lasciare un commento è necessario aver effettuato il login.

    Aree riservate agli abbonati di liberamente