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    Come gli psicologi nel mondo stanno affrontando il COVID-19

    Quando l’American Psychological Association nel novembre del 2019 ha riunito in Portogallo i leader di oltre 40 associazioni psicologiche di tutto il mondo, l’obiettivo era discutere sul cambiamento climatico e su come gli psicologi possono fornire il loro contributo. Con l’arrivo del COVID-19, l’attenzione si è spostata sulle pratiche per mitigare l’impatto psicologico della pandemia sulla popolazione.

    Arthur Evans, presidente dell’APA afferma che “Questa situazione evidenzia l’importanza della conoscenza psicologica nell’affrontare i grandi problemi che il mondo sta affrontando e ci sprona ancor di più a lavorare insieme in modo collaborativo per affrontare tali sfide”.

    Condivisione delle informazioni

    Il sito web COVID-19 della Psychological Society of Ireland offre un’accurata raccolta di risorse e diversi video su come gestire lo stress, le relazioni e affrontare il dolore. Altri video offrono consigli a studenti e genitori di bambini con malattie croniche, nonché approfondimenti su come il COVID-19 può colpire maggiormente le persone con affezioni neurologiche e quelle con ansia compulsiva e disturbo ossessivo-compulsivo.

    Aiutare il pubblico a trovare supporto psicologico

    Le Associazioni in tutto il mondo hanno creato centri per il supporto psicologico, online e via telefono che spesso prevedono sessioni di psicoterapia gratuite per il pubblico. Ad esempio, la Korean Psychological Association (KPA), ha installato tre linee telefoniche dedicate per un servizio di terapia gratuito e si è avvalso dell’aiuto di oltre 350 psicologi volontari. Finora, hanno fornito quasi 900 sessioni di supporto, la maggior parte incentrate sulla gestione dell’ansia, dei conflitti con familiari e colleghi, la disoccupazione, le difficoltà economiche.

    Focus sulle popolazioni ad alto rischio

    La British Psychological Society (BPS) ha pubblicato diverse risorse sul suo sito web incentrate sulle persone che hanno contratto il COVID-19 e che si stanno riprendendo, inclusa una guida e un webinar che offre esempi per affrontare i bisogni psicologici di questa popolazione, che tipicamente si configurano come attacchi d’ansia, depressione, stanchezza e problemi cognitivi. Per David Murphy, ex presidente della BPS, due raccomandazioni sono particolarmente importanti in questo momento: essere proattivi nel portare in riabilitazione i sopravvissuti al Covid e utilizzare un approccio integrato e olistico all’assistenza. “Poiché il COVID è una nuova malattia con una costellazione unica di sintomi, il BPS ha collaborato con il servizio sanitario nazionale del Regno Unito per costruire da zero un nuovo pacchetto di riabilitazione multidisciplinare, che va dalla riabilitazione polmonare, al trattamento dell’ansia, alla gestione della fatica cronica e alla neuroriabilitazione”.

    Supportare gli operatori sanitari in prima linea

    Gli operatori sanitari devono affrontare fattori specifici di stress, come ad esempio i turni lunghi, la paura di infettarsi e le preoccupazioni su come riuscire a fare bene il proprio lavoro. In questo senso, la Canadian Psychological Association ha lanciato un sistema di assistenza telefonica gratuita per gli operatori sanitari dche sono prima linea. Circa 400 psicologi in rappresentanza di ogni provincia si sono offerti volontari per rispondere alle chiamate entro 24 ore e fornire sessioni di consulenza gratuita. L’associazione ha anche prodotto un webinar ad uso degli psicologi, sugli aspetti specifici da considerare quando si lavora con gli operatori sanitari.

    Aiutare gli psicologi a lavorare a distanza

    A differenza degli psicologi operanti negli Stati Uniti o in Australia, gli psicologi europei avevano poca esperienza con la psicoterapia e la consulenza online quando la pandemia ha colpito a marzo scorso. In Belgio, ad esempio, oltre il 90% degli psicologi si è affidato a consulenze online durante la pandemia. “Per oltre il 70% dei professionisti, era la prima volta che veniva utilizzata questa modalità”, afferma Tom Van Daele, coordinatore del Project Group on eHealth per la Federazione europea delle associazioni di psicologi. Per aiutare, la federazione ha creato un centro di supporto per psicologi con linee guida da seguire, una serie di FAQ e raccomandazioni per le consulenze online in base a diverse tipi di malattie e fasce di età.

    Guidare i praticanti attraverso nuove realtà

    La pandemia ha portato a situazioni nuove come il lockdown e un alto numero di morti, che molti psicologi potrebbero non essere preparati ad affrontare. Questo è particolarmente vero nei paesi in cui gli psicologi hanno meno formazione, come ad esempio il Brasile. Ronaldo Pilati, presidente della Sociedade Brasileira de Psicologi afferma che: “Abbiamo una comunità professionale davvero enorme, con oltre 360.000 psicologi che lavorano in Brasile, ma solo un piccolo numero di loro ha una laurea”. Per fornire un aiuto, la società ha prodotto schede informative su come ridurre al minimo gli effetti dello stress sugli operatori sanitari, sulla gestione dei disturbi del sonno o come sostenere i genitori di bambini di età compresa tra 0 e 11 anni.

    Psicologi ed emergenza sanitaria in Italia

    L’ordine psicologi italiano ha predisposto sul proprio sito una sezione specifica con informazioni e materiali dedicati ai professionisti e una sezione dedicata ai cittadini per fornire un orientamento psicologico, allo scopo di promuovere atteggiamenti più adeguati e responsabili.

    Per saperne di più sulle risorse relative a COVID da parte di psicologi di tutto il mondo o per condividere risorse con colleghi internazionali, accedi alla raccolta di contributi su Google Drive di APA.

    Fonte: www.apa.org

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