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    Bonding perinatale: la funzione dello psicologo a sostegno della relazione madre-bambino

    PARTE 1

    L’importanza della relazione madre-bambino nella pancia

    Tutti i maggiori studiosi del prenatale sottolineano che la qualità della Relazione Primaria con la madre sia un fattore importante per un armonioso sviluppo psicofisico del nascituro.
    “Il feto è un piccolo essere umano, in grado di provare sentimenti ed emozioni, udire, gustare, reagire coerentemente agli stimoli ed interagire con i genitori” (G.A. Ferrari, 2010).

    Il feto
    , già a poche settimane di gestazione, possiede tante competenze: gioisce e soffre, è socievole e comunicativo.
    Sin dall’inizio della gravidanza percepisce i sentimenti di accettazione, gioia e amore della madre, elementi indispensabili per il suo equilibrio psicologico.

    Vari studi e ricerche, inoltre, riferiscono che la madre comunichi col nascituro sin dalle prime settimane di vita a vari livelli (cognitivo, ormonale e tramite il battito cardiaco) e quindi non soltanto verso l’ultimo trimestre di gravidanza quando questi scambi hanno effetti più evidenti.
    L’ansia e lo stress materno produrranno una serie di ormoni che arriveranno al bambino influenzandone lo stato di attivazione nervosa.

    È importante specificare che non sono gli stress occasionali o i momenti di ansia o di paura transitori ad influenzare negativamente lo sviluppo psicofisico del feto ma l’intensità di uno stress prolungato, accompagnato dal senso di abbandono, che la madre potrebbe comunicargli se in quella circostanza interrompesse per molto tempo o del tutto il contatto psichico affettivo con lui.
    È importante che i futuri genitori vengono messi a conoscenza di queste scoperte e di come l’atteggiamento triste o gioioso, di rifiuto o di accettazione della gravidanza da parte della madre, venga recepito dal feto attraverso le variazioni ormonali e la comunicazione psichica sin dall’inizio della gestazione.
    A questo proposito il Bonding Prenatale rappresenta un fattore protettivo importante sia per la madre che per il figlio.

    Il bonding prenatale: perché è importante e come si crea

    Per Bonding Prenatale si intendono l’insieme delle modalità relazionali e comunicative tra madre e bambino durante la gestazione.

    Il legame col figlio rappresenta un fattore protettivo per la madre che, qualora dovesse trovarsi in uno stato di depressione, sofferenza o stress acuto, potrà ricevere conforto da quel legame, e riuscirà a gestire meglio le forti emozioni che sente.
    Il Bonding produce inoltre risposte più efficaci della madre ai bisogni del bambino.

    A gravidanza iniziata, il bonding si crea con appropriate stimolazioni, carezze e pensieri positivi. A nascita avvenuta, nelle due ore successive al parto, si rinforza praticando il “pelle a pelle” (mettere il neonato sul dorso della mamma, posticipando, se possibile, il taglio del cordone ombelicale e lasciando che il bimbo si attacchi al seno in un’atmosfera intima nella quale genitori e bimbo possano incontrarsi con dolcezza).

    Medici e psicoterapeuti già da tempo includono il periodo gestazionale, la nascita e la prima accoglienza nell’anamnesi dei loro pazienti riconoscendo l’importanza di questo periodo nella strutturazione e manifestazione dei disturbi mentali e psicosomatici.

    Il professor Fedor Freyberg dell’università di Uppsala, medico, filosofo e studioso del prenatale dice:

    “È giunto il momento per una nuova presa di coscienza da parte della società, in cui lo stadio prenatale e perinatale venga riconosciuto come il periodo più cruciale e decisivo della vita umana.”

    I protocolli sperimentali per la promozione del bonding prenatale

    I protocolli sperimentali del professor René Van der Karr evidenziano quanto finora esposto.
    Le gestanti che hanno seguito i Corsi di preparazione al parto presso la Clinica Ostetrico-Ginecologica dell’Università di Harward in California, applicando il programma giornaliero di accudimento (dialogo, carezze, ninnenanne), mettevano al mondo bimbi con precoci capacità cognitive e verbali e una crescita precoce (dimostrata dal punteggio Apgar e dalla crescita dei dentini).

    In linea con questo lavoro anche la psicologa Beatriz Manrique è giunta ai medesimi risultati.Inoltre, le madri che avevano partecipato al suo corso e appreso tecniche di comunicazione con il bimbo nella pancia, una volta nato, avevano un legame più intenso e sicuro con il loro bambino oltre che un maggior successo nell’allattamento al seno.

    Verso nuovi corsi preparto

    Alla luce di quanto detto sull’importanza del bonding prenatale sarebbe importante che lo Psicologo Perinatale divulghi queste conoscenze nei corsi di preparazione al parto.
    Ciò porterebbe enormi benefici ai futuri genitori che, apprendendo importanti informazioni relative alla vita intrauterina, avranno maggiore attenzione verso il bambino e desiderio di relazione affettiva con lui, rispondendo così a quel suo bisogno di amore e di dialogo che oggi sappiamo rappresentare il principale nutrimento per la sua crescita.

    Il compito dello Psicologo Perinatale sarà proprio quello di insegnare ai futuri genitori che l’imprinting della personalità del nascituro si struttura già a partire dal concepimento e che il bimbo è in grado di relazionarsi con loro nutrendo il bisogno di sentirsi riconosciuto, accettato e accudito.
    I genitori apprenderanno la corretta modalità di comunicazione con il figlio e una buona qualità di ascolto, fattori che miglioreranno la comprensione dei messaggi che ricevono e la coerenza nelle risposte che gli forniscono.

    Il professionista sarà una preziosa risorsa anche nelle situazioni problematiche in cui per vari motivi e difficoltà psicologiche la coppia si trovi ad avere difficoltà ad avviare questo sano e importantissimo legame col nascituro.

    Leggi la 2° parte dell’articolo


    Articolo scritto dalla dott.ssa Mariarosaria Rapisarda, tutor nel “Master breve in psicologia perinatale” organizzato da Obiettivo Psicologia.

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