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    Blog, psicologi e gioco di squadra: il segreto della vittoria

    E' riuscito a recuperare 26 punti percentuali in 50 giorni. Dietro la vittoria di Alemanno un lavoro di squadra perfettamente coordinato, uno studio di psicologi e una preparazione che non ha lasciato nulla al caso. Umberto Croppi, responsabile della strategia di comunicazione di Gianni Alemanno, non aveva dubbi che la vittoria ci sarebbe stata e lo andava dicendo da giorni anche se non tutti erano pronti a scommeterci. Ora, a vittoria consumata, il «Karl Rove» di Alemanno svela il segreto della vittoria del candidato sindaco del Pdl: «Siamo partiti nella prima parte della campagna elettorale – racconta Croppi – con indagini di tipo motivazionale, dunque non solo sulle intenzioni di voto ma sugli aspetti valoriali e sul rapporto delle persone con i problemi della città.

    Questo è servito per aggiustare il tiro, poi una volta al ballottaggio abbiamo creato dei focus group selezionati di 8-9 persone intervistate da psicologi per capire le ragioni che determinano le intenzioni di voto. Questi dati incrociati con quelli quantitativi hanno costituito una sorta di test della campagna per il ballottaggio. Abbiamo quindi deciso che gli argomenti forti, se si voleva aggredire parte dell'elettorato di Rutelli, andavano veicolati con una campagna soft, utilizzando ad esempio immagini di bambini per la campagna sulla sicurezza e il degrado».

    Informazioni che sono state alla base della comunicazione adottata nei due confronti tv con Rutelli a Ballarò e a Matrix: «Abbiamo suggerito ad Alemanno risposte e argomenti specifici – dice Croppi – che non mirassero ad accattivarsi il conduttore o i giornalisti in studio, ma che andassero ad agire su determinate nicchie di voto». Parallelamente, spiega ancora Croppi, importante è stato «un uso innovativo di internet» accompagnato da una sorta di «guerriglia» condotta attraverso i blog. «Rutelli ha utilizzato il suo sito come un manifesto – continua – noi invece abbiamo puntato sull'interattività, utilizzando anche sul sito principale di Alemanno la versione 2.0, consentendo ad esempio ai vari candidati di stamparsi il fac simile delle schede elettorali».

    Poi c'è stato il mailing, «mentre quasi tutti usavano le tradizionali lettere», e l'azione sui blog per far penetrare il messaggio in profondità sulla rete: «Abbiamo ingaggiato una squadra di blogger con il compito di orientare la discussione sui blog più frequentati, come quelli di Beppe Grillo, di Di Pietro, oppure blog politici come quelli dell'Udc e della Sinistra Arcobaleno, in una specie di 'guerriglia informaticà». Oltre a questo, continua Croppi, importante è stato «l'utilizzo mirato dei call center e del telemarketing, e quello di un media tradizionale come il free press 'Roma Puntò, del quale in 50 giorni sono state distribuite 5 milioni di copie, circa 100.000 al giorno, garantendo la copertura di ogni angolo della città».

    «Tutto questo lavoro – conclude Croppi – ci ha fatto capire che tra gli elettori c'era un atteggiamento quasi rassegnato sul quale, più o meno consapevolmente, giocava Rutelli. Quando siamo riusciti a far passare il messaggio che a Roma si poteva cambiare, riassunto nello slogan 'Roma cambià, una fetta cospicua di persone è uscita dalla rassegnazione e ha deciso di votare per Alemanno».

    Fonte: http://www.ilmessaggero.it/

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