• 249902 iscritti di cui 14 online

    Avviato studio su effetti affidamento condiviso

    Monitorare gli effetti psicologici, su bambini e genitori, della nuova legge sull'affidamento condiviso dei figli in caso di separazione, in vigore da circa due anni. Obiettivo: avere una fotografia affidabile dei benefici, finora ipotizzati ma non ancora verificati, della svolta normativa. E' l'impegno dell'Associazione italiana di psicologia giuridica (Aipg) che domani a Roma, ha organizzato il convegno "La capacità genitoriale. Aspetti valutativi e peritali", in programma al Centro congressi Hotel Quirinale in via Nazionale, proprio per fare il punto sui primi risultati, in termini psicologici, della legge.

    "Puntiamo ad avere, entro un anno probabilmente – spiega il presidente dell'Aipg, Paolo Capri, all'ADNKRONOS SALUTE – una serie di dati sugli effetti psicologi della legge per i bambini e la coppia. Ma già durante il convegno di domani, i relatori forniranno, attraverso l'analisi di casi particolari, le prime indicazioni per comprendere cosa sta succedendo. Analizzeremo diversi aspetti delle capacità genitoriali che si riflettono, inevitabilmente, sullo sviluppo emotivo, affettivo e sessuale dei minori coinvolti nella separazione". La nuova legge sull'affidamento condiviso – o della 'bigenitorialità' come preferiscono definirla gli psicologi – aveva l'obiettivo "di attenuare la tensione – continua Capri- spesso fortissima che c'è tra i coniugi, quando comincia una separazione, rispetto all'affidamento dei figli".

    Nel precedente assetto legislativo "il bambino veniva affidato nel 92,7% dei casi alla madre. La figura paterna era, dunque, spesso estromessa dagli aspetti educativi sociali e ambientali. La nuova legge, del febbraio 2006, approvata in maniera trasversale, consente oggi la presenza dei due genitori nella vita dei più piccoli". Dal punto di vista teorico, dunque, " i figli dovrebbero stare psicologicamente meglio, perché hanno una maggiore possibilità di 'vivere' la figura paterna. Più precisamente c'è una maggiore responsabilizzazione di ambedue i genitori." Dai dati già a disposizione emerge che in oltre il 90% dei casi i magistrati accolgono la richiesta di affidamento congiunto. "Sono rari i casi – precisa Capri- in cui, per grave disinteresse o comportamenti considerati pericolosi per i minori di uno dei genitori, non si può ricorrere alla nuova legge". Nella quasi totalità dei casi, comunque, il bambino "abita sempre con la madre. Siamo ancora in una fase di cambiamento. Alle novità normative deve, con il tempo, corrispondere anche un cambiamento sociale e culturale" .

    Per l'esperto è ancora troppo presto per indicare gli eventuali effetti positivi della 'bigenitorialità' – che dovranno quindi essere meglio individuati e analizzati nello studio in corso – "ma mi aspetto che emergeranno miglioramenti dal punto di vista dell'identificazione sessuale dei minori coinvolti nelle separazioni, questo perché, semplicemente, il bambino continua ad avere due figure di riferimento". Per l'Aipg, il monitoraggio sul nuovo assetto normativo è solo la continuazione di un percorso avviato da anni. "Con la legge precedente – precisa il presidente dell'associazione – avevamo già fatto uno studio approfondito sulle coppie che si contendono i figli, sulle differenze tra i comportamenti dei genitori e i riflessi sui figli".

    In quel caso era emerso che "i componenti delle coppie che arrivavano alla separazione giudiziale, con grossi conflitti, non erano molto diversi tra loro. In termini psicologici marito e moglie si assomigliavano: il conflitto era legato proprio al fatto di non riuscire ad accettare la separazione". Quelli che, invece, volevano realmente separarsi, "erano 'maturi' per scegliere una strada diversa e optavano per la separazione consensuale, con minori danni per i figli. Paradossalmente i più litigiosi erano quelli fondamentalmente più simili tra loro e ancora molto legati. Proprio per la difficoltà di separarsi arrivavano a conflitti sempre più forti, una escalation che pesava fortemente sul minore che aveva disturbi affettivi e di sviluppo della personalità".

    Articolo tratto da: http://www.adnkronos.com/IGN/hp/

    Per lasciare un commento è necessario aver effettuato il login.

    Aree riservate agli abbonati di liberamente