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    La sirena che gioca, Padiglione (Università la Sapienza di Roma)

    Area tematica
    Antropologia
    Università
    Università degli Studi di Roma La Sapienza
    Facoltà
    Psicologia
    Corso di laurea
    psicologia
    Esame
    Antropologia culturale
    Docente
    Padiglione
    Tipologia elaborato
    Riassunto di libro
    Descrizione

    Rielaborazione del libro La sirena gioca

    SERT
    Istituzioni disposte ad accettare in tempi brevi il t. che decide di entrare anche se la su scelta appare estemporanea, prodotta in seguito ad una brutta crisi

    COMUNITA’  si dichiarano terapeutiche, l’inserimento è rallentato.
    Si vuole implicitamente evitare che il t. viva la comunità come un evento fatale come altri e quindi gli si richiede di superare prove di pazienza, di esibire motivazioni  ed impegno adeguati, capacità di prendere le distanze dall’urgenza che uniforma le sue modalità di relazione.
    queste comunità prefigurano una temporalizzazzione forte,  articolata su due caratteri di base: il tempo scorre in modo rigido e totalmente prefissato ( tempo qualitativamente diverso rispetto al mondo esterno) . Per esempio il rispetto degli orari non è negoziabile ed è una norma la cui violazione comporta l’espulsione.
    -La pressione del gruppo può aiutare nel rispetto delle regole.
    -La comunità non richiede , a differenza del sert, progetti costruiti in autonomia, ma solo la partecipazione al ritmo della vita comune. La routine così creatasi è accettata dal tossico inquanto offre una speciale esperienza temporale ( irrealizzabile nel mondo esterno ) definita TEMPO SACRALE, che è vista come un vivere un modello ideale di società ( in contrasto con il tempo catastrofico). Inoltre questo tipo di scansione del tempo riconnette simbolicamente l’individuo ai eventi sociali esterni in un modo che egli si sente appagato dalle potenzialità creative del nesso individuo gruppo. Il rinforzo positivo prima consistente nell’effetto della droga è ora sostituito dal contatto interpersonale .
    -Recupera i ritmi alternati in una chiave solidaristica e non più individualistica.

    Gli operatori dei vari sistemi di sostengo non credono più in un’approccio unico e definitivoin grado di riabilitare il tossico. I diversi interventi vanno alternati in base alle specifiche condizioni dell’individuo, che man mano vanno configurandosi.

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