Tesi di laurea in Psicologia: "Una volta che la Tesi è stata assegnata"


 

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Una volta che la Tesi è stata assegnata


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Scritto dal prof. Felice Perussia. Cattedra di Psicologia della Personalità - Torino

Adempimenti formali

Quando la Tesi è stata assegnata, e ne è stato definito il titolo, occorre prendere in Segreteria, e lì consegnarlo una volta compilato, il modulo che certifica l'avvenuta assegnazione della Tesi da parte del Relatore (nonchè il deposito del titolo).

Il modulo deve essere depositato in Segreteria almeno sei mesi prima della data di consegna del libretto e del volume della Tesi per essere ammesso all'esame di Laurea.


La data da cui partono i sei mesi minimi per lo svolgimento della Tesi è la data di consegna materiale del modulo (il timbro di avvenuta ricezione) in Segreteria, non quella che il Professore scrive sul foglio e che coincide con la firma appunto da parte del Relatore (quindi: consegnate il modulo immediatamente dopo che è stato firmato, senza attendere oltre).

Ricordo, una volta di più, che per tutti gli adempimenti formali (i quali subiscono continue modifiche, nel tentativo di migliorare sempre di più la situazione) è bene verificare sempre le ultime indicazioni presso la Segreteria o presso il Punto Informativo.

Contatti con il Relatore

Il confronto con il Relatore è un aspetto importante del lavoro di Tesi. Questi svolge infatti, si è detto, la funzione di supervisore, e spesso anche di direttore di ricerca, per il vostro lavoro.

Lo Studente incontra il Relatore, quanto meno: nel suo corso di lezioni e all'esame; per un primo colloquio di richiesta della Tesi; per colloqui successivi di focalizzazione dell'argomento; per firmare il foglio di presa in carico della Tesi; per verifiche successive del progredire del lavoro e per porre domande specifiche; per avere l'approvazione del testo finale; prima della discussione di Laurea per eventuali precisazioni e rassicurazioni.

Molti incontri sono individuali. Altri possono essere collettivi, nel senso che alcuni professori organizzano dei gruppi-tesi (generali o su aspetti particolari) per trattare insieme aspetti comuni a diverse Tesi.


Ogni volta che vi recate dal Relatore per la Tesi, ricordategli sempre, in apertura (e nel vostro interesse): chi siete; qual'è l'argomento della vostra Tesi; cosa avete prodotto dall'ultima volta che vi siete visti; a che punto siete.
E' verosimile che il Relatore segua varie Tesi e si occupi di varie altre faccende, per cui si ricorderà di voi, anche molto bene, ma non necessariamente nei minimi dettagli.

Ogni volta che incontrate il Relatore, portate con voi tutto quello che avete prodotto fino a quel momento. I materiali possono essere presentati su dischetto, ma, perchè il Relatore possa osservarli con facilità, è bene che glie ne sia fornita una copia su carta (che è consultabile in modo più immediato). E' bene che il materiale scritto sia sempre corredato dell'indice.

Potete chiedere liberamente al Relatore tutto ciò che vi pare utile, esprimendo dubbi e ipotesi.

Per rendere l'incontro più produttivo, presentatevi già con degli appunti scritti, in cui avrete segnato le varie questioni mano a mano che vi vengono in mente durante il lavoro.

Il computer

La Tesi si scrive al computer, pare quasi pleonastico dirlo (ma mi capita ancora oggi di seguire tesisti ben poco pratici di questo strumento).
Ciò permette di lavorare meglio, di gestire il testo apportandovi modifiche fino all'ultimo momento, di sviluppare con facilità elaborazioni dei dati della ricerca (calcoli, tabelle, statistiche).

Al giorno d'oggi, con l'uso del computer, produrre la Tesi significa anche familiarizzarsi con uno strumento e una tecnica (il computer, appunto) praticamente indispensabile in qualsiasi contesto di lavoro.

Esistono due famiglie principali di personal computer: Apple e PC. Vanno bene tutti. Se approfittate dell'occasione per procurarvi un computer, è senz'altro consigliabile acquistarne uno che disponga di un lettore di CD Rom e che permetta l'allacciamento alla rete Internet (dotato cioè di un modem).


Per scrivere, si possono utilizzare svariate applicazioni. Si suggerisce comunque di scegliere l'applicazione più diffusa attualmente, e cioè "Word", anche perchè è quella meglio gestibile in Dipartimento (e più facilmente trasferibile da una famiglia all'altra di computer).

E' consigliabile studiare Word (ovvero il programma di scrittura che si usa) con una certa attenzione, poichè contiene alcune funzioni, magari non diffusamente conosciute ma molto efficaci e che conviene sforzarsi di utilizzare.
Una funzione fondamentale è il sommario impostato in modo automatico (che in realtà ho scoperto non essere molto utilizzato dagli utenti).

Si consiglia di utilizzare il sommario automatico fin dalle prime righe della Tesi e nel modo più analitico possibile (producendo molti titoli e sottotitoli). Esso svolge infatti sia la funzione di tenere sotto controllo la distribuzione delle dimensioni dei capitoli, sia di avere costantemente sotto mano la scaletta del lavoro che si sta realizzando, sia di produrre facilmente in gni momento (e quindi anche alla fine) un indice preciso e completo.


Un'altra funzione molto utile è il foglio degli stili. Questa permette di impostare in modo autonomo e uniforme ogni singola parte di testo (normale, titoli, citazioni, bibliografia, ecc), modificandoli a discrezione e con facilità.

Per l'elaborazione dei dati si possono utilizzare diverse applicazioni.
Un modo molto efficace è quello di lavorare in Excell, usando formati standard, ed elabolarli successivamente con qualsiasi applicazione statistica. Anche per i dati, la compatibilità tra famiglie di computer è quasi totale.


Per quanto riguarda il software, tenete conto che dalla rete è possibile scaricare una quantità di programmi gratuiti più che sufficienti per lavorare al meglio. Un'ampia gamma di tali applicazioni può essere raggiunta anche partendo da questi link.


La lingua inglese

La stesura di una Tesi di Laurea presuppone la conoscenza dell'inglese (o meglio: dell'americano o dell'inglese internazionale). Il mondo scientifico si esprime in questa forma di latino moderno.
Si utilizzano talvolta anche altre lingue, ma piuttosto marginalmente. La gran parte dei manuali più ricchi e aggiornati, ovvero delle riviste scientifiche, in psicologia, è scritta in inglese. Anche le riviste pubblicate in altre lingue contengono generalmente dei riassunti in inglese.
La Tesi è dunque anche una occasione per rinverdire la propria conoscenza di questa lingua indispensabile.


Fonti dei dati

Nel lavoro di Tesi ha molto rilievo la raccolta di dati già disponibili in letteratura. Qualsiasi sia l'argomento trattato, occorre sempre conoscere bene il quadro di quanto è già stato rilevato dagli altri ricercatori.

Le fonti dei dati possono essere diverse. Avvicinare tali fonti è sempre il primo indispensabile passo nel lavoro di Tesi, anche prima (ma soprattutto dopo) avere definito il titolo.


Occorre in primo luogo andare in biblioteca (in particolare, ad esempio: quella del Dipartimento di psicologia; la biblioteca nazionale; la biblioteca del luogo in cui si risiede; ecc).

In biblioteca, si consulta il catalogo per argomenti, in tutte le voci che possono avere a che fare, più o meno direttamente, con l'argomento della propria Tesi. Si consultano quindi, inizialmente un po' a caso e successivamente in modo più mirato, i principali testi che vi si trovano.

La seconda fonte cui attingere è rappresentata dalle banche dati. Le più utili contengono, in forma elettronica digitale, repertori di lavori pubblicati. Si possono trovare banche dati in diversi contesti (Internet compresa). Presso il Dipartimento di psicologia ve ne sono diverse, tra cui: Ergonomics, Eric, La Stampa, LLBA, Pollicino, PsychLIT, Social Science, Sociofiles, ecc.

La più utilizzata (ma non certo l'unica) per una Tesi in psicologia è quella, gestita dalla American Psychological Association, detta "PsychLIT". Essa contiene, più o meno, tutti i riassunti degli articoli (decine e decine di migliaia) riportati negli Psychological Abstracts, oltre al sommario (a volte con brevi abstract) di molti libri recenti.

La si consulta (come tutte le banche dati) utilizzando parole chiave (si scrive la parola e il computer seleziona immediatamente tutti i lavori in cui quella parola compare), secondo criteri molto semplici contenuti in un help di istruzioni presso la banca dati stessa. Quindi si versano (download) tutti gli abstract degli articoli su un dischetto (floppy HD da 3.5).

Se si va in biblioteca, tale dischetto deve essere portato già formattato (per Windows) da casa. Occorre prenotarsi per la consultazione (poichè sono in molti a farne uso). La lettura degli abstract, che si può compiere tranquillamente sul computer di casa (una volta caricati gli abstract sul dischetto), fornisce un primo quadro fondamentale della situazione.

Si tratterà poi, almeno per gli articoli più importanti (specie le rassegne e le ricerche principali), di andare a cercare le riviste o i libri che contengono per intero i testi che ci interessano.

Quando si studia un articolo, o un libro, è importante fare attenzione alla bibliografia che vi è citata. Essa riporta infatti altre voci bibliografiche rilevanti da consultare.

Un'altra fonte significativa di informazioni è rappresentata dal sistema della rete Internet. Se usata bene, questa può fornire molti dati, permette di lanciare richieste d'aiuto, contiene qui e là siti molto utili (come, ad esempio: alcune banche dati a libero accesso; siti di presentazione o di discussione del tema in oggetto; indicazioni sulle riviste e sulle biblioteche, anche italiane, che contengono le annate, o singoli numeri, delle riviste scientifiche che ci interessano; ecc).


L'impiego di Internet non è un risolutore magico di problemi, ma può rappresentare una via d'accesso rapida e, sempre se avvicinata nel modo più efficace, dalle risorse a volte impreviste.

Per quanto riguarda la ricerca sulla letteratura, spesso capita di identificare alcuni pochi testi veramente importanti, citati costantemente da chi si occupa di quell'argomento, che può valere la pena di acquistare.

Esistono vari modi (sia attraverso Internet che per lettera) con cui si possono acquistare direttamente i libri presso l'editore (in genere straniero) al prezzo di copertina e senza altri sovrapprezzi a parte le spese postali.


Se si ha occasione, vale assolutamente la pena di visitare una biblioteca straniera ben fornita. In particolare: le ricchissime e aggiornatissime biblioteche della gran parte delle università statunitensi (e di qualcuna europea), cui si accede piuttosto liberamente una volta sul posto e dove i testi sono in libera consultazione con accanto delle fotocopiatrici (si entra direttamente nel deposito, senza bisogno di redigere moduli per ogni singolo testo da vedere) rappresentano una occasione eccezionale.Recarsi fino a Columbia o a Berkeley è molto costoso ma, se appena possibile, è consigliabile fare ogni sforzo per provarci.

Molte risorse, disponibili in rete, si possono raggiungere anche navigando a partire dai nostri link.


Struttura della Tesi

Le Tesi di psicologia, e in particolare quelle condotte nell'ambito del Laboratorio di Psicotecnica, hanno spesso un contenuto di ricerca empirica.
La struttura della Tesi è dunque paragonabile a quella di ogni altro lavoro di indagine scientifica, che si compone, immancabilmente, della medesima sequenza rituale: Premessa; Metodologia; Risultati; Commento; Bibliografia.


Nel caso della Tesi di Laurea, tuttavia, viene dato uno spazio particolarmente ampio alla premessa, che negli articoli pubblicati in una rivista scientifica rappresenta invece, solitamente, solo una breve introduzione di inquadramento. In quest'ultimo caso si punta infatti l'attenzione quasi esclusivamente sui dati di ricerca.


Le Tesi si strutturano dunque solitamente in due parti, di peso similare:
1) Rassegna della letteratura scientifica.
2) Presentazione della ricerca empirica.


La Tesi non ha una dimensione predefinita, tuttavia, trattandosi di un saggio in cui mettere alla prova e mostrare la propria competenza, può essere utile rispettare alcuni criteri.

Generalmente si sta fra le 100 e le 150 pagine (al massimo), organizzate secondo i criteri indicati più avanti, nel paragrafo relativo alla impaginazione del testo.
Lo stile in cui scrivere la Tesi si ispira al modello scientifico in uso nei libri e soprattutto negli articoli delle riviste scientifiche.


La Tesi deve essere redatta in forma sintetica e chiara, con frasi corte (non più lunghe di 2/3 righe l'una), periodi brevi (non più lunghi di 10/20 righe l'uno), paragrafi brevi (1/3 pagine al massimo), con molti titoli e sottotitoli. Occorre fare riferimento a tutto ciò che ha rilievo per il tema trattato, ma sempre in forma molto contenuta.


Frontespizio

La Tesi comincia con un frontespizio o intestazione. Questa contiene: l'indicazione dell'Università, quella della Facoltà e del Corso di Laurea, il titolo della Tesi, il nome dell'autore (il Tesista), il nome del Relatore, eventualmente l'anno accademico. Un esempio può essere (su righe una sotto l'altra, generalmente centrato):

Università degli Studi di Torino
Facoltà di Psicologia
LE TECNICHE ATTIVE NELLA FORMAZIONE PERSONALE
Relatore: Prof. Konstantin Stanislavskij
Candidato: Antonin Artaud (n. matricola: 7654321)
Anno Accademico 2001/2002


Indice

La prima pagina dispari (a destra), dopo quella che contiene il frontespizio, presenta l'indice o sommario.
L'indice riporta, in dettaglio e uno sotto l'altro, i titoli dei capitoli e dei paragrafi (nonchè degli eventuali sotto-paragrafi), con accanto, in una colonna, la pagina di inizio per ciascuno.

E' bene che l'indice sia quanto più possibile dettagliato (spesso occupa 2/4 pagine). Esso rappresenta, in un certo senso, la sintesi schematica della Tesi. Serve al lettore (al Relatore) per farsi una prima idea generale del lavoro e al Tesista per tenere sotto controllo quello che ha fatto.

Come già ricordato, per la redazione dell'indice è consigliare utilizzare sin da subito il sistema di sommario automatico presente nel programma di scrittura.

Suddivisione del testo

Le varie parti del testo devono essere identificate in modo chiaro, con un titolo separato per ciascuna.
Il testo può essere suddiviso a vari livelli: parti; capitoli; paragrafi; sotto-paragrafi.
E' bene che i vari livelli di suddivisione siano omogenei, nel senso che i capitoli debbono avere dimensioni relativamente simili (ad esempio: 10/30 pagine) così come i paragrafi (ad esempio: 1/3 pagine).


Le parti della Tesi sono generalmente due:
- Parte Prima, ovvero la rassegna della letteratura scientifica disponibile sull'argomento
- Parte Seconda, ovvero la ricerca.

I capitoli possono essere in numero variabile.

Nella prima parte (Rassegna) ne sarà presente uno per ogni argomento rilevante connesso con il tema della Tesi.
Ad esempio, se il titolo è "Le relazioni di amicizia fra gli attori professionisti", vi sarà, quanto meno: un capitolo sulle relazioni interpersonali; uno sulle close relationships (in particolare: l'amicizia); uno sulla condizione di attore professionista; uno sulle relazioni di amiciza fra gli attori.
Nella seconda parte (Ricerca) ci saranno i capitoli: metodologia; risultati; conclusioni e commento.

I capitoli cominciano sempre dalla cima di una pagina nuova. Il titolo del capitolo va tutto in maiuscolo e in grassetto. E centrato.
I paragrafi continuano, nel testo, uno di seguito all'altro.
Il titolo dei paragrafi è in Maiuscolo/minuscolo (prima lettera maiuscola, il resto minuscolo), allineato a sinistra, sempre in grassetto. Lo stesso vale per eventuali sotto-paragrafi.
Il titolo di ciascun paragrafo (o sotto-paragrafo) è su una riga a parte e, in linea di massima, separato dal testo precedente con due spazi e dal testo successivo con uno spazio.

I capitoli sono numerati progressivamente per tutta la Tesi (1, 2, 3 ... 9, 10, ecc).
I paragrafi sono numerati progressivamente all'interno di ciascun capitolo (1.1; 1.2; 1.3 ... 1.9; 1.10; ecc).
Gli eventuali sotto-paragrafi sono numerati progressivamente all'interno di ciascun paragrafo (1.1.1; 1.1.2; 1.1.3 ... 1.1.9; 1.1.10; ecc).

Riferimenti

Tutto ciò che viene ripreso da una qualche fonte deve essere riportato con esplicito riferimento alla fonte da cui è stato ricavato.
Un lavoro scientifico è solitamente costellato di riferimenti nel testo.
Quanto vi viene affermato deve generalmente essere supportato dalla testimonianza di molti altri studiosi, che hanno condotto ricerche o sviluppato interpretazioni al riguardo. I riferimenti alla letteratura scientifica vanno dunque utilizzati liberamente e ampiamente, tutte le volte che possono risultare utili. Essi rappresentano un po' il pedigree della Tesi.

Il riferimento nel testo segue esclusivamente la regola: Cognome dell'autore, anno di pubblicazione.
Un esempio qualsiasi potrebbe essere:

"Il corso di Laurea in psicologia, in Italia, è molto interessante (Caprara, Dazzi e Roncato, 1989). Alla fine del corso di Laurea è necessario produrre una Tesi scritta, per la redazione della quale è possibile ispirarsi, su di un piano generale, a vari modelli (Eco, 1977; Pozzoli, 1986; Perussia 1997). E' comunque importante, per il futuro psicologo, tenere conto delle indicazioni fornite dal ben noto Manuale redatto dalla American Psychological Association (1994)."

Se vi sono più opere di uno stesso autore pubblicate nello stesso anno, anche nel testo, come in bibliografia, vanno contrassegnate con lettere progressive.
Esempio:

"E stato rilevato sperimentalmente che quando piove ci si bagna (Rossi, 1985a), ma che questo avviene anche quando ci si tuffa in mare (Rossi, 1985b)."

Se gli autori di un articolo o libro citato sono due o tre, vanno tutti ripetuti ogni volta. Ad esempio: (Rossi, Bianchi e Verdi, 1994).
Se gli autori del lavoro sono più di tre, si cita solo il primo seguito da "et al". Ad esempio, per un lavoro del 1988 di Rossi, Bianchi, Verdi, Gialli e Turchini, si citerà: (Rossi et Al, 1988).
Nella bibliografia andranno riportati comunque i nomi di tutti gli autori che hanno scritto il lavoro.

Citazioni

Il contenuto della Tesi consiste esclusivamente di un testo originale prodotto personalmente dallo Studente.

E' assolutamente fuori luogo riportare parti (brani) del lavoro altrui come se fossero proprie (cioè senza dirlo esplicitamente).
Ove ciò avenisse (e venisse rilevato) si tratterebbe di plagio e la Tesi sarebbe automaticamente rifiutata, con conseguenze di vario tipo (ma sempre negative) per lo Studente.
Il comportamento assolutamente più squalificante per un ricercatore è appunto quello di plagiare testi altrui (per inciso: secondo la legge italiana, questo tipo di plagio è anche un reato).

E' invece possibile, e anzi si usa spesso, citare letteralmente, in modo esplicito, piccoli e sintetici brani del lavoro altrui.
La presenza di citazioni utili e puntuali è un fattore di qualità del lavoro scientifico.
Si tratta, in questi casi, di un tipo particolare di riferimento nel testo.
Quando ciò avviene, la parte di testo ripresa dal lavoro di un altro autore deve tassativamente essere messa tra virgolette, indicando, tra parentesi, il riferimento bibliografico e la pagina del testo originale da cui è stata ricavata la citazione.
Esempi:
"Come ha notato Barba (1991, 223): "Inventare il senso, infatti, vuol dire soprattutto saper cercare il modo per trovarlo"."
"Ma perchè dalle pagine scritte i personaggi balzino vivi e semoventi bisogna che il drammaturgo stesso trovi la parola che sia l'azione stessa parlata, la parola viva che muova, l'espressione immediata, connaturata con l'atto, l'espressione unica, che non può essere che quella" (Pirandello, 1908, 214).

Una citazione breve (di una frase o di poche righe) resta all'interno del testo. Una citazione più lunga viene riprodotta sotto forma di capoverso con corpo e formattazione differente (ridotti) in modo da apparire ben riconoscibile.
Esempio:
“Possiamo dunque paragonare lo spirito di un uomo a un teatro di una profondità indefinita, la cui ribalta è molto stretta, ma la cui scena si va allargando a partire dalla ribalta. Su questo proscenio illuminato non c’è posto che per un solo attore. Questi arriva lì, gesticola per un momento, si ritira; ne compare un altro, poi un altro, e così di seguito: ecco l’idea o l’immagine in primo piano. Al di là, sui diversi piani della scena, ci sono altri gruppi, tanto meno chiari quanto più sono distanti dalla ribalta. Al di là di questi gruppi, tra le quinte e il lontano retroscena, si trova una moltitudine di forme oscure che una chiamata improvvisa porta talvolta sulla scena o conduce fin sotto le luci della ribalta, mentre sconosciute evoluzioni si operano costantemente in questo formicolio di attori di tutti gli ordini per fornire i corifei che a turno, come in una lanterna magica, vengono a sfilare davanti ai nostri occhi.” (Taine, 1870, I.278).


Le citazioni devono sempre essere ricavate dal testo originale. Se l'originale è in lingua inglese, lo si riporta in inglese, altrimenti lo si riporta in lingua originale, seguita da una traduzione in italiano.
Se invece si fa riferimento a una traduzione italiana del testo originale, allora la citazione va datata con l'anno originale, seguita dall'indicazione della edizione italiana e dalla pagina dell'edizione italiana
Esempio: "In caso di dubbio, scegliere per il meglio" (Kraus, 1926; edizione italiana, 1985, p.42).

In qualche caso, da ridurre al minimo, può succedere che si riprenda una citazione riportata da un altro autore, che a sua volta cita l'autore che ci interessa.
In tale circostanza, occorre prima di tutto compiere ogni sforzo per andare a ritrovare il testo originale, e citarlo con riferimento a tale testo. Se questo obiettivo risulta ragionevolmente impossibile, si può (con molta moderazione) riportare una citazione da una citazione, sempre esplicitandola nel testo.

Esempio: "Il conflitto è padre di tutte le cose e di tutte è re, e gli uni fece dei e gli altri uomini, gli uni schiavi e gli altri liberi" (Eraclito, Frammento n.14, citato in: Sforzini, 1970, p.15).

Note

Nella Tesi è meglio non introdurre delle note, poichè l'impiego delle note, una volta frequente, è venuto meno nell'uso scientifico contemporaneo, che utilizza generalmente i riferimenti tra parentesi (cognome e anno di edizione, che rimandano alla bibliografia).
Capita tuttavia di usare delle note, all'interno di volumi veri e propri e secondo criteri che sarebbe lungo spiegare qui (meglio seguire, piuttosto, la regola generale secondo cui le note non si fanno).

Ove risultasse veramente indispensabile introdurre una nota, questa va posta a piede di pagina, con un rimando in apice all'interno del testo e una numerazione progressiva.
Nei programmi di word-processing è solitamente presente un comando automatico di impaginazione e di numerazione delle note.

Tabelle (e grafici)

La Tesi contiene spesso delle tabelle (o anche dei grafici), con i dati della ricerca o altri elementi quantitativi di riferimento.
Le tabelle sono in genere scritte in un carattere più piccolo del testo normale e vengono contornate da una gabbia costituita di linee sottili.
Le tabelle si numerano progressivamente nel testo.

Le tabelle devono sempre avere un titolo (generalmente in corsivo) che ne sintetizza il contenuto. La regola è che anche un lettore che guardi solo una tabella (isolata dal testo) possa capire dalla didascalia la sostanza di ciò che la tabella contiene.

La struttura delle tabelle viene organizzata utilizzando gli appositi comandi (“testo in tabella”, “celle di tabella”, “layout di tabella”, ecc) presenti nel programma di scrittura (di solito, nei menù: “inserisci” e “formato”).

La struttura di tabella risulta utile anche per presentare schemi e tavole di sintesi per particolari aspetti del lavoro.

Illustrazioni

Nelle Tesi si utilizzano in genere poche illustrazioni. La presenza di illustrazioni nasce infatti solo dalla necessità di presentare qualcosa di indispensabile per la comprensione di quello che la Tesi descrive.
Non ha senso proporre illustrazioni a scopo decorativo (del tipo: foto generiche di bambini, se la Tesi tratta di soggetti in età evolutiva).

In pratica: anche le illustrazioni, per stare nella Tesi, devono essere originali e funzionali allo svolgimento della Tesi stessa (ad esempio: foto del reparto psichiatrico in cui si è lavorato; foto del pattern sperimentale utilizzato; pianta del laboratorio in cui è stata condotta l'esercitazione sperimentale; ecc).

Anche le illustrazioni devono essere numerate e accompagnate da una didascalia esplicativa.

Altri particolari

Nel testo non devono esserci abbreviazioni (ad esempio: APA). Occorre invece fare riferimento a ogni concetto per esteso (ad esempio: American Psychological Association), anche se la voce si ripete nel testo.
Fanno eccezione casi particolarissimi di sigle molto conosciute (ad esempio: MMPI), da usarsi con grande moderazione e comunque da citare anch'esse per esteso almeno la prima volta in cui compaiono nel testo (ad esempio: Minnesota Multiphasic Personality Inventory).

Nel testo possono essere utilizzati i corsivi (specie per le parole straniere di uso poco comune o per i titoli di libri e riviste), ma occorre evitare decisamente le sottolineature.
Il grassetto viene impiegato soltanto per il titolo dei capitoli, dei paragrafi e degli eventuali sottoparagrafi.
Non si usano parole in tutto maiuscolo.

Appendici

La Tesi può contenere delle appendici, che svolgono la funzione di documentazione rispetto al lavoro svolto. Ciò accade qualche volta, ma non è affatto indispensabile.
Si tratta, in genere, di elementi della ricerca che sono necessari per testimoniare una parte del lavoro svolto o per rilevare aspetti molto particolari, ma che risultano anche troppo analitici ed estesi per venire riportati nel testo.
In generale, comunque, il testo deve essere organizzato con sufficiente chiarezza da risultare completo e comprensibile anche senza appendici.

Tipici contenuti della (o delle ) eventuali appendici possono essere, se del caso: la trascrizione letterale delle interviste registrate; una copia del questionario utilizzato; alcuni dati statistici molto dettagliati e pedanti, ancorchè utili; il testo completo di una legge o di un documento che riguarda il tema della Tesi; ecc.

Sintesi

E' utile che, alla fine della Tesi, venga prodotta una sintesi del lavoro svolto. Questo non avviene spesso nelle Tesi italiane, ma può risultare particolarmente utile.
Nel caso delle Tesi in Psicologia, a Torino, si va consolidando l'uso di produrla abitualmente, così da poterla consegnare a tutti i membri della Commissione in sede di esame di Laurea.

La sintesi consiste, in sostanza, di un riassunto che presenta, in forma breve, tutto quello che nella Tesi è stato descritto analiticamente. Essa svolge la stessa funzione degli abstract presenti negli articoli pubblicati sulle riviste scientifiche, ma utilizzando un formato un po' più ampio e completo.

La sintesi deve contenere, quanto meno: una breve indicazione del quadro di riferimento da cui si è partiti (la rassegna); indicazioni sulla metodologia (specie: le modalità di raccolta dei dati, il campione, le elaborazioni statistiche effettuate); i risultati principali; un riassunto delle conclusioni.
La sintesi, delle dimensioni di dieci righe, più o meno, può servire al Relatore, come al Correlatore e agli altri membri della Commissione d'esame, per avere un'idea immediata del lavoro. Essa serve anche allo Studente come falsariga su cui organizzare la presentazione della Tesi in sede di esame di Laurea.
La sintesi viene stampata separatamente, per cui non entra a far parte del volume della Tesi.
Nelle Tesi prodotte all'interno dell'Unità di ricerca di psicologia sociale e della personalità, la produzione della sintesi è obbligatoria.

 

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