Tesi di laurea in Psicologia: "Chiedere la tesi"

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Chiedere la tesi

Pubblicato da Redazione
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Scritto dal prof. Felice Perussia. Cattedra di Psicologia della Personalità - Torino

Tutti i professori (ordinari e associati), e gli altri docenti (professori a contratto, ricercatori con un corso in affidamento) possono essere relatori di Tesi. L'elenco dei docenti di psicologia è facilmente accessibile, assieme a tante altre informazioni, presso il sito della tua Facoltà di Psicologia.

Nell'ambito della Facoltà viene compiuto uno sforzo per distribuire equamente le Tesi fra tutti i docenti. Tuttavia: alcuni ricevono molte richieste, altri poche; alcuni credono nelle Tesi e le seguono con passione, altri non ci credono e cercano di ridurle al minimo

Ciascun docente può avere suoi criteri per assegnare le Tesi. Ad esempio: un determinato punteggio medio, il fatto di avere sostenuto certi esami, ecc

In particolare: è obbligatorio che il Tesista abbia sostenuto almeno un esame nella disciplina in cui intende laurearsi. Può anche essere che il docente segua già molte Tesi, per cui non ne assegna di nuove fino a che le precedenti non sono state discusse.

Nel caso specifico di chi scrive, ad esempio, per poter chiedere la Tesi in Psicologia della personalità, occorre prima (quanto meno) superare un piccolo esame, direttamente con me, in cui dimostrare una conoscenza precisa di quanto esposto in queste stesse "Brevi istruzioni dettagliate", così da cominciare subito la Tesi sapendo bene come fare.

Ciascun docente (ciascun Relatore) ha una propria impostazione teorica, epistemologica e di ricerca. E' verosimile, e per molti aspetti giusto e necessario, che questi richieda al Tesista di seguire almeno indicativamente i criteri in cui crede, pur nel rispetto delle opinioni di ciascuno. Per certi aspetti la sua funzione è quella di fornire testimonianza di uno stile originale di lavoro. Ne consegue che la Tesi andrà impostata anche considerando la filosofia psicologica del Relatore.

Considerate anche che, con una certa frequenza, vengono assegnate, e quindi prodotte, tesi a più mani (da due o anche da tre tesisti insieme). La tesi rimane comunque un lavoro individuale, come paternità-maternità e come responsabilità, benchè possa risultare utile e produttivo collaborare con altri su uno stesso tema, sotto il coordinamento del Relatore.
Capita spesso che lo Studente vaghi per il Dipartimento chiedendo Tesi a destra e a manca. Studiate bene la strategia di richiesta della Tesi e non farete troppa fatica.

Non chiedete la Tesi a tutti quelli che incontrate. Perdete tempo voi e lo fate perdere agli altri. Se proprio non trovate nessuno che vi assegni la Tesi, esiste anche uno Sportello Tesi, presso il Dipartimento di psicologia, che vi potrà dare una mano. In ultima istanza, potete sempre andare dal Preside della Facoltà a chiedere aiuto (fatelo con la massima cautela: lui ha un'infinità di cose da fare per tenere in piedi la Facoltà stessa, cioè nell'interesse di tutti).

Se avete parlato a un Relatore per la Tesi e poi cambiate idea, è cortese dirglielo, poichè ciò gli permette di programmarsi meglio (e di lavorare meglio con gli altri Tesisti). Ricordate che, se vi ha firmato il foglio di assegnazione della Tesi, non potete più cambiare Relatore senza una sua dichiarazione liberatoria.

Argomento della Tesi

L'argomento della Tesi può essere proposto dallo Studente, oppure dal Relatore, oppure anche emergere da una discussione-trattativa fra i due.

Se avete una bella idea, proponetela. Tenete conto, però, che il Relatore segue gli argomenti che conosce, per cui occorrerà in genere adattarla alla sua competenza, alla sua filosofia scientifica e al suo stile.

Proponete comunque, eventualmente, un tema che abbia a che fare con il corso che il Relatore tiene in università, o almeno con i suoi interessi di ricerca, deducibili dalla sua immagine di studioso ovvero dalle sue pubblicazioni.

Considerate però anche che gli interessi scientifici di ogni ricercatore evolvono di continuo, per cui il vostro beniamino potrebbe avere studiato a lungo un argomento che ora non gli interessa più, ovvero essere preso da nuove ricerche non ancora pubblicate.

Aspettativi insomma che vi proponga qualcosa, più che seguire le vostre proposte, magari in una direzione che non avevate previsto (potrete dunque avere delle sorprese, a volte un po' deludenti ma a volte entusiasmanti). Pensate comunque anche una vostra ipotesi. Tenete conto dei vostri interessi psicologici, ma anche di aspetti esistenziali e magari (ma non necessariamente) delle idee che avete sul vostro futuro professionale.

Considerate che in psicologia ci sono tre dimensioni principali di approccio: le teorie (ad esempio: la psicoanalisi, piuttosto che il modello della terza forza), i metodi (ad esempio: il laboratorio, piuttosto che le rilevazioni con questionario), gli oggetti (ad esempio: i disturbi alimentari, piuttosto che le tendenze aggressive).

Lo stesso oggetto (ad esempio: le relazioni interpersonali) può essere affrontato secondo teorie diverse (ad esempio: cosa ne dice Kohut, piuttosto che Heider) e con metodi differenti (ad esempio: storie di vita, presentazione di fotografie).

La stessa teoria può affrontare argomenti diversi con metodi diversi. Lo stesso metodo è usato da teorie diverse.

Insomma: tenete conto di tutti e tre gli aspetti, che giocano dialetticamente tra loro.

Un punto da cui partire può essere anche la disponibilità di un'occasione (specie: di un campione particolare). Ad esempio: se conoscete molti peruviani, potete studiare la loro immagine dell'Italia, oppure vedere se rispondono in modo diverso rispetto agli svedesi (posto che abbiate accesso anche a un club di svedesi) a una scala di stili amorosi. Pensateci bene, potrebbero venirvi idee interessanti.

E' bene considerare che qualsiasi argomento, se affrontato con serietà, sistematicità ed eleganza, diventa più interessante (e più coinvolgente a livello personale) ogni giorno in più che gli si dedica, anche se all'inizio poteva sembrare solo una fantasia maniacale del Relatore.

Il Relatore

Il Relatore per metà si sceglie e per metà si prende quello che c'è.

Anche se possono esservi delle preferenze, tutti i docenti della Facoltà possono essere ottimi relatori.

Il Relatore svolge una funzione di catalizzatore e di supervisore. Segue la Tesi da vicino, con indicazioni, consigli, revisioni, ma soprattutto aiuta lo Studente in un percorso che è principalmente suo.

Lo Studente (l'essere umano) nutre spesso una naturale predisposizione affiliativa, per cui capita che si affidi al docente un po' come al proprio salvatore. La funzione del Relatore è invece quella di un tutore, o di un mèntore, piuttosto che di un produttore di regole e ricette da seguire pedantemente.

Indipendentemente dalla simpatia personale (ogni Relatore stima e ama tutti i suoi Tesisti allo stesso modo), il Relatore è anche il giudice della Tesi. Agisce dunque anche da coscienza critica, talvolta con severità. Non sarebbe un buon formatore se si identificasse troppo con il Tesista, ovvero se ritenesse che il giudizio sulla Tesi sia un giudizio su di lui (Relatore), invece che sullo Studente.

Presso alcuni insegnamenti, può succedere che il Relatore si faccia aiutare da un Assistente o collaboratore, con varia qualifica, nel seguire la Tesi. In questi casi, potrà capitare di frequentare soprattutto tale Assistente. Il responsabile della Tesi rimane comunque il Relatore.

Titolo

Il titolo della Tesi rappresenta la sintesi, il progetto, del lavoro di Tesi. Va scelto con oculatezza e con convinzione, in accordo col Relatore. Deve essere breve, semplice, chiaro e riassuntivo del senso della Tesi.

E' un momento molto importante della Tesi. Nel titolo viene sintetizzato lo sforzo di un anno, ovvero la prima vera occasione (protetta) di essere attore più che spettatore del movimento psicologico.Il titolo della Tesi, una volta che è stato definito, va considerato definitivo. Esso rappresenta il nucleo centrale attorno a cui si struttura tutto il lavoro. E' l'obiettivo da raggiungere, il simbolo, la bandiera del proprio sforzo. Va dunque preso con molta serietà.

Il titolo va riportato nel modulo di assegnazione della Tesi da depositare in Segreteria e deve essere approvato e firmato dal Relatore.

Il titolo non si cambia se non per stretta necessità, cioè possibilmente mai. Per cambiarlo, è comunque necessario ripresentare in Segreteria il modulo di assegnazione della Tesi, con il nuovo titolo, controfirmato dal Relatore (che lo controfirma solo se ritiene che il cambiamento sia veramente necessario, cioè di rado).

Ricordate, lo ripeto, che, una volta firmato, il titolo vi vincola al Relatore. Non potete cioè depositarne un altro, se non in accordo col quel Relatore.

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"Lo Studente (l'essere umano) nutre spesso una naturale predisposizione affiliativa, per cui capita che si affidi al docente un po' come al proprio salvatore." Ahahahah mi ha fatto ridere questo... [leggi tutto]
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Titolo: grazie articolo interessantissimo [04-02-2013]
Autore: angycicalina [ Vedi profilo - Invia PM ]
articolo molto interessante, a me è servito molto per chiarirmi alcuni dubbi quando chiesi la tesi, consiglio a tutti la lettura.... ciao e grazie dei preziosi consigli
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Titolo: grazie [20-05-2012]
Autore: matto87dalegare [ Vedi profilo - Invia PM ]
devo dire che questa guida, sebbene molto generica, mi sarà di sicuro aiuto una volta mi troverò ad iniziare l'arduo percorso che porta alla discussione finale della Tesi; spero di arrivarci... [leggi tutto]
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Titolo: grazie! [06-09-2011]
Autore: ari.anna.89 [ Vedi profilo - Invia PM ]
articolo molto interessante! mi ha schiarito un pò le idee su quello che devo fare per chiedere la tesi..sono d'accordo su tutto tranne che sul fatto che tutti i prof sono disponibili..oppure... [leggi tutto]
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