Nonostante i numerosi problemi che accompagnano le donne verso l’autoimprenditorialità (la difficile conciliazione tra impegno professionale, impegni familiari e vita affettiva) le donne sono sempre più protagoniste di attività indipendenti in ambiti e settori differenti, e spesso i risultati sono soddisfacenti.
Le caratteristiche vincenti risultano essere: capacità e preparazione, un’innata tenacia di fronte alle difficoltà e un approccio tutto “femminile" alle sfide.
I motivi che possono condurre ad intraprendere un’attività imprenditoriale possono essere diversi: l’autonomia professionale, la necessità di soddisfare una propria esigenza creativa, le possibilità di guadagno e di affermazione economica e sociale.
Ma per capire se le intuizioni personali possono avere un futuro è bene conoscere quale è la realtà dell’impresa “al femminile” e quali sono gli strumenti che si devono possedere per affrontare consapevolmente e con successo questo percorso.
Imprenditrici: una realtà dinamica
Unioncamere ha recentemente diffuso i dati raccolti attraverso il monitoraggio permanente delle imprese attive a prevalente conduzione femminile (nelle quali, cioè, la partecipazione delle donne è superiore al 50%).
L’indagine, aggiornata al 30 giugno 2003, indica che alla guida del 23,9% delle imprese italiane attive, c'e' una donna. Questo sta a significare in termini quantitativi che nel 2003 le donne imprenditrici erano quasi 1 milione e 191mila: 866 mila titolari di ditte individuali, 228 mila erano le società di persone a prevalente componente femminile, 83mila le società di capitali e 12 mila le cooperative. L'attività delle imprenditrici si concentra prevalentemente nel settore commerciale e agricolo, ma di rilievo è anche la presenza nel settore manifatturiero, nell'informatica e servizi e nei servizi alle persone.
La regione leader di questo dato risulta essere la Lombardia, seguita dalla Campania e dal Piemonte. Fanalini di coda di questa classifica risultano essere la Valle d'Aosta e il Molise.
Alcuni problemi sono proprio di genere....
Il Ministero delle Pari Opportunità evidenzia come nel nostro Paese ogni 10 imprenditori, 3 siano donne. La realtà, soprattutto nella piccola impresa, evidenzia alcune differenze di genere, che il presidente di Unioncamere Carlo Sangalli descrive così: “ll quadro che emerge dall'indagine è quello di una …impresa 'in rosa', sempre più dinamica…ma che soffre di una certa fragilità strutturale. La dimensione media delle imprese femminili risulta inferiore a quella delle imprese maschili, il fatturato è mediamente pari ad un terzo della media ed il tasso di mortalità è ancora molto elevato…". Significa che le imprese al femminile incontrano maggiori ostacoli nell’accesso al credito e ai finanziamenti agevolati e nell'accesso alle informazioni strategiche per l'impresa.
La preparazione delle imprenditrici non è sufficiente e la propensione a produrre reddito è minore rispetto a quella degli imprenditori maschi.
Questi problemi sono causati soprattutto dalla mancanza di informazione e formazione: molte imprenditrici non sanno come elaborare un business plan, come svolgere le pratiche amministrative e finanziarie, e anche la gestione della leadership è un elemento di criticità.
...e così si sostengono le pari opportunità
Contribuire all'integrazione delle donne nel mondo dell'economia e nel processo decisionale è l'obiettivo del progetto europeo proposto da Eurochambres, l'Associazione dei sistemi camerali di 41 paesi europei.
Approvato recentemente dalla Commissione europea, il progetto Eurochambres Women Network, si propone tre finalità: contribuire al raggiungimento degli obiettivi di crescita economica europea promuovendo la diffusione dell’imprenditorialità femminile e la presenza delle donne nel mondo del lavoro; sostenere il principio delle pari opportunità; individuare e realizzare forme di valorizzazione e di sostegno adeguati alle specifiche necessità delle imprenditrici.
A livello nazionale (ma ora di competenza regionale) è invece da tempo operativa la legge 215, che concede fondi per la formazione imprenditoriale, la qualificazione/riqualificazione professionale femminile e per la costituzione di nuove società composte in maggioranza da donne. Le agevolazioni finanziarie possono essere concesse sotto forma di contributi a fondo perduto e finanziamento a tasso agevolato per gli investimenti e di credito di imposta equivalente al contributo a fondo perso.
Informarsi e formarsi: la chiave per riuscire
Chi possiede una buona idea imprenditoriale e magari particolarmente innovativa, puoi rivolgersi ad un Centro di impresa e di innovazione, alle Camere di Commercio, alle numerose Agenzie specializzate.
Tali enti sono in grado di sostenere le nuove imprese nei loro primi passi attraverso una serie di azioni di informazione, formazione e accompagnamento consulenziale.
Perchè sono importanti? Perchè non ci sono corsi universitari dedicati alla formazione di imprenditrici e poi perchè consentono di accedere a network di altre imprenditrici o aspiranti tali, con cui confrontarsi e con cui operare.
E' fondamentale non sentirsi sole: creare la propria attività, realizzare il proprio sogno professionale è estremamente "romantico", ma la realtà del mercato e la vita di tutti i giorni non lo sono per niente.
Bisogna avere passione per resistere alle difficoltà e competenze per avere buone possibilità di successo, mantenendo la propria individualità e trovando un buon equilibrio tra la vita professionale e quella familiare.
Articolo tratto da www.jobonline.it
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