Articolo tratto da www.altrapsicologia.it, sito web di informazione e controinformazione psicologica.
L’Università degli Studi di Bari non ha attualmente una Facoltà di Psicologia autonoma, e i Corsi di Laurea di questa Classe, rientrano nella Facoltà di Scienze della Formazione. Come sappiamo, questo comporta una serie di limitazioni, logistiche in primo luogo, ma anche di altro tipo, propriamente legate alla mancanza di indipendenza ed autonomia, che si riflettono evidentemente anche sulle scelte del Consiglio di Facoltà, in merito a Piani di Studio, orari delle lezioni, e altro ancora.
Purtroppo, dovendo dividere gli spazi con gli studenti di svariati altri corsi, i futuri Psicologi hanno a disposizione poche aule, spesso inadeguate dal punto di vista della capienza e della strumentazione tecnica a disposizione, e gli orari delle lezioni ,dovendo essere giostrati sempre nel rispetto degli altri corsi, causano a volte situazioni difficili e pesanti nell’arco della giornata di uno studente; talvolta, infatti, si è soggetti a repentini cambi di orario, non sufficientemente segnalati, che scombinano la giornata, andandosi ad accavallare ad altre lezioni, inevitabilmente perse.
In questo stato di cose è quanto mai necessaria la tanto decantata separazione da Scienze della Formazione. Nel frattempo, un progetto prevede lo spostamento dell’intera Facoltà, e dell’eventuale nascente facoltà di Psicologia presso un’altra sede, a tutt’oggi per metà occupata dal mercato, un po’ decentrata, ma che garantirebbe quanto meno la presenza di un numero maggiore di aule; nell’attesa la situazione è problematica.
La mancanza di autonomia dei nostri Corsi non è l’unico limite. Consideriamo i nostri piani di Studio: da un confronto con le altre Facoltà in Italia, risultano essere inadeguati, sia come insegnamenti, che come programmi degli stessi (i nostri sono ridotti e poco aggiornati); lo scollamento tra la nostra facoltà e le altre si ripercuoterà sicuramente sulla nostra preparazione futura, nelle difficoltà d’inserimento nel mondo del lavoro, ma probabilmente già in quelle relative all’Esame Di Stato. E senza andare troppo lontano, un primo grande scoglio è rappresentato a Bari dall’accesso alle Specialistiche, per le quali è previsto il numero chiuso, che è sì una questione ministeriale (e gli studenti hanno già fatto presente il loro malcontento con un sit-in presso la sede del Senato Accademico, in riunione, il 3 Maggio ), ma a Bari assume contorni poco rasserenanti: abbiamo 120 posti a disposizione per l’indirizzo del lavoro e 120 per quello clinico, a fronte di pochissime decine di triennalisti del primo indirizzo, e, guarda caso, più di 120 tecnici clinici. L’accesso alla specialistica non avviene in base ad un test di ammissione, ma considerando il curriculum (media esami, voto di laurea triennale, tempi della stessa), lasciando probabilmente fuori quanti non riescono a terminare in tre anni o con voti alti, dato l’ “accumulo”, via via che passano le sessioni di laurea, di nuovi laureati. Certo, essendoci un limite ministeriale, un criterio discriminante doveva pur esserci, ed è stato scelto questo. Ma è giusto avere tanti posti vacanti per mancanza di psicologi del lavoro e un numero insufficiente per i clinici?
Dovranno questi ultimi cambiare indirizzo?
E soprattutto: quanti non saranno ammessi qui a Bari alla specialistica e vorranno poi proseguire altrove quanti crediti dovranno recuperare, vista la differenza abnorme di programmi e insegnamenti? Da un calcolo veloce risultano esserci dai 40 ai 60 crediti in meno, quantificabili in una decina di esami, e chissà quanti mesi in più di università.
Altra questione da dibattere in un ipotetico, ma speriamo auspicabile, confronto con gli organi competenti è la situazione dei laboratori, le vecchie EPG, o ADA, che dovrebbero appunto essere esperienze pratiche, con un ruolo attivo da parte dello studente. I nostri laboratori, la cui frequenza è obbligatoria per l’80% del monte ore, ed è anche comprensibile, laddove valesse la pena, sono lezioni frontali neanche troppo mascherate, ma spesso definite così dagli stessi Docenti del Corso; lezioni con 200 studenti, che per 4/5 incontri seguono questi mini-corsi non ancora ben definiti nei contenuti e in continuo mutamento. Tutto questo è certamente comprensibile, ma essendo passati 4 anni ormai dall’istituzione delle nuove classi di laurea, ci aspettiamo laboratori adeguati, dove la partecipazione degli studenti sia attiva, i contenuti utili, tenuti da docenti o esperti del settore; a tal proposito alcuni studenti suggeriscono, per esempio, di suddividere le classi in gruppi più facilmente gestibili e partecipanti in modo attivo e concreto, di variegare il panorama dei laboratori, lasciando la possibilità di scegliere in base alle esigenze personali.
Dulcis in fundo, la trasmissione delle notizie da Università a studenti: pressochè inesistente.
Le cose potrebbero essere più semplici se, per esempio, si rendesse funzionante, oltre che funzionale, il sito di facoltà (quello dell’università di Bari in genere presenta difficoltà legate ad un interfaccia eccessivamente complicata per un profano di internet) dove reperire in tempo reale informazioni su orari, appelli, aule, dove visualizzare gli esiti degli esoneri, da cui poter scaricare modulistica, dove potersi prenotare per gli esami, accedere ai materiali dei docenti, evitando lunghe code in copisteria, viaggi a vuoto a decine di km da casa, mail senza risposta dai docenti, in una parola: rendere più semplice il lavoro dello Studente. Infine segnaliamo altre chicche: le postazioni pc presenti nei corridoi, che dovrebbero addirittura servire alla prenotazione d'esame,sono fuori servizio; la mancanza di vigilanza costante nel piano destinato ai nostri corsi, che spesso ha permesso il verificarsi di spiacevoli e pericolosi eventi, con pochi studenti, prevalentemente di sesso femminile, presenti; la scarsa pubblicità fatta alle isole didattiche dislocate presso altri due dipartimenti della Facoltà con addirittura una postazione pc per i non vedenti mai utilizzata! Perché, qualcuno sapeva della sua esistenza?
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