Articolo: "Su psicoterapia e psicoterapeuti"


 

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Su psicoterapia e psicoterapeuti


Pubblicato da MAURIZIO MOTTOLA
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Su psicoterapia e psicoterapeuti

Venerdì 14 ottobre 2011 si è svolta a Roma, al Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca (MIUR), la riunione della Commissione per la valutazione dell'idoneità delle scuole di formazione in psicoterapia, al cui vicepresidente -l o psichiatra e psicoterapeuta psicoanalitico Piero Petrini - abbiamo posto alcune domande.

- Come mai nel 2011 la Commissione si è riunita solamente una volta a maggio ed una volta ad ottobre: cosa si sta verificando?

Non ci sono i soldi per convocare le commissioni, non solo questa per la valutazione dell'idoneità delle scuole di formazione in psicoterapia del Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca (MIUR).

- Al 31 dicembre 2010 le scuole di formazione in psicoterapia, con autorizzazione ministeriale, sono risultate 351 (204 le sedi principali e 147 le sedi periferiche): come va il trend delle nuove domande oppure siamo quasi alla saturazione?

C’è una flessione delle domande legate, a mio parere, alla crisi delle iscrizioni degli studenti nelle scuole di specializzazione in psicoterapia ed alla crisi di impresa (da alcuni così è considerata l’apertura di una scuola).

- Decine di migliaia di psicoterapeuti (in prevalenza con laurea in Psicologia e però pure un consistente numero con laurea in Medicina e Chirurgia): come poter utilizzare questo patrimonio di competenze per incrementare il benessere psichico e la salute mentale dei cittadini?

Come abbiamo detto al grande convegno della Sipsic (Società Italiana di Psicoterapia, 4000 Iscritti) è necessario inserire la psicoterapia nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). E’ necessario capire che l’intervento psicoterapico integrato con i farmaci è alla lunga più conveniente economicamente della sola terapia farmacologica o dell’abbandono del paziente nel “terricomio”. Bisogna comprendere l’importanza, poco conosciuta, della psicoterapia nei trapianti e nelle malattie cardiache (infarti), nonché nelle malattie psicosomatiche e nella prevenzione e recupero dei giovani problematici. Lo sviluppo delle tecniche di psicoterapia e la dimostrazione della sua efficacia permettono oggi l’intervento con pazienti più gravi (anche aiutati dalle nuove molecole farmacologiche, meno sedative) ed il recupero di “parti della mente” (che in passato venivano lasciate e perdute) e di persone, che in passato sarebbero state “perdute” nella malattia mentale e nello stigma sociale. Il cambiamento delle patologie e l’intervento precoce nei disturbi alimentari, nei disturbi di personalità e specialmente negli esordi psicotici permettono il recupero alla vita di relazione e sociale di casi che ieri sarebbero finiti in carcere, in manicomio o abbandonati a loro stessi. Tutto questo è lasciato al “buon lavoro” quasi volontario di psichiatri, psicologi, psicoterapeuti e neuropsichiatri infantili ed alla loro volontà di intervenire per il bene del paziente. Io credo che un investimento economico nel campo della psicoterapia potrebbe dare risultati sorprendenti in pochi anni, in molti campi della salute, non solo in quello della mente. Inoltre è importante distinguere ed evidenziare l’intervento di psicoterapia da interventi che non hanno una reale ricaduta nel benessere del paziente, anche se vengono “spacciati” come interventi di psicoterapia. Occorre puntare sulla “qualità”, sulla “formazione” chiara ed efficace, sull’ “aggiornamento continuo” e sulla “supervisione” degli psicoterapeuti già formati, se vogliamo che il nostro unico obiettivo (il benessere e la crescita del paziente) sia sempre visibile ed in primo piano. Gli ordini professionali dei medici-chirurghi e degli psicologi e le società scientifiche del settore debbono vigilare che questo avvenga. Se perdiamo di vista l’obiettivo principale (il paziente, utente, cliente) e ci perdiamo dietro a logiche di setta o dietro narcisismi di presunti capiscuola, finiremo per distruggere la psicoterapia, a favore di tecniche selvagge e “psicotrallalà”.
 
Fonte: http://www.agenziaradicale.com

 

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