![]() | Università: Seconda Università degli Studi di Napoli Facoltà: Psicologia Corso di laurea: Psicologia della Prevenzione del Disagio Individuale e Relazionale Cattedra: Neuropsicologia Docente: Massimiliano Conson Anno accademico: 2005/2006 Tipologia tesi: Laurea I livello |
Oggetto di questa tesi di laurea è lo studio della coesistenza di due patologie, depressione e demenza, con un particolare riferimento alla malattia di Alzheimer. La tesi è articolata in vari capitoli che partono da una descrizione generale della demenza e nello specifico dell'Alzheimer, con i vari stadi della malattia e i disturbi che ne conseguono. In seguito vengono esposte le caratteristiche della depressione, con riferimento ai sintomi, alla classificazione dei vari tipi di depressione esistenti, alle terapie farmacologiche e non. Una particolare attenzione è rivolta alla depressione in età senile, disturbo troppo spesso sottodiagnosticato, sia per la tendenza a isolarsi tipica dell'anziano, sia per la frequente coesistenza con altre patologie mediche. Vengono successivamente indicate le caratteristiche tipiche della depressione in corso di demenza, che presenta delle differenze con il disturbo depressivo classico e per la quale esistono appositi strumenti di rilevazione. Viene inoltre esposta la classificazione di Feinberg e Goodman (1984) riguardante le modalità con le quali le due patologie possono presentarsi e coesistere. Lo scopo della tesi è chiarire la relazione esistente tra depressione e demenza. Si tratta di una semplice associazione o esiste una qualche interazione tra i due disturbi? Esistono a riguardo varie ipotesi che tengono conto in particolare del fattore tempo. Vengono poi indicati i criteri diagnostici per la depressione in corso di Alzheimer, per la quale sono sufficienti solo tre sintomi, a differenza dei cinque richiesti per la diagnosi di depressione. Nel corso dell'Alzheimer, inoltre, i sintomi depressivi possono andare e venire, mentre i disturbi cognitivi sono sempre presenti. Le donne affette da Alzheimer sembrano sviluppare maggiori segni tipici della malattia, e cioè più placche amiloidi e grovigli neurofibrillari, e quindi più sintomi di demenza rispetto agli uomini. È risultato inoltre che soltanto il 10% dei pazienti affetti da Alzheimer sono privi di disturbi psicopatologici, i quali possono essere quindi considerati come rientranti nella norma di questa malattia. La depressione sembra avere un ruolo attivo nell'avanzamento dell'Alzheimer, infatti i pazienti nei quali sono presenti entrambi i disturbi presentano una degenerazione più rapida del cervello. È possibile intervenire contro i sintomi depressivi che compaiono nei malati di Alzheimer con delle terapie sia psicologiche che farmacologiche. Esistono vari tipi di farmaci antidepressivi, la cui funzione rimane comunque quella di controllare il livello dei neurotrasmettitori nel cervello. Naturalmente la scelta della terapia deve essere effettuata in maniera scrupolosa e personalizzata di volta in volta in base all'efficacia del farmaco sul soggetto in questione. | |
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