![]() | Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza Facoltà: Psicologia Corso di laurea: Scienze e tecniche psicologiche della valutazione e consulenza clinica Cattedra: Dinamiche familiari Docente: Maurizio Andolfi Anno accademico: 2006/2007 Tipologia tesi: Laurea I livello |
| Da quando l’omosessualità non è più considerata una patologia da curare ( 1974 l'APA -American Psychological Association- ha cancellato dal DSM l'omosessualità egosintonica come patologia ) ma una variante del comportamento umano e da quando essa è diventata più visibile socialmente,la psicologia ha contribuito, specie negli USA,nel lavoro culturale di abbattimento del pregiudizio e degli stereotipi. Attraverso gli studi e le ricerche scientifiche la psicologia omosessuale è stata determinante nel formare quel substrato culturale che ha permesso una ristrutturazione dell’immagine di un’omosessualità che non merita l’ostracismo e la condanna sociale:essere omosessuale non significa essere malati , deviati o perversi , a far parte di una minoranza che vive le relazioni intime in modo diverso, che può essere felice e che si integra socialmente. Ma il pregiudizio e la condanna forse oggi non si esprimono più a livello dei mass-media ,ma sono certamente ancora radicati nella micro comunità del singolo (famiglia,amicizia,lavoro) Nel corso di questo lavoro cercherò di rispondere ad alcune domande: che cosa rende omosessuali? L’identità è una struttura rigida o immutabile? L’omosessualità,esattamente come l’eterosessualità, ha una determinazione multifattoriale, dovuta all’interazione circolare di diverse istanze,biologiche,genetiche,psicologiche,culturali, antropologiche. E’il rifiuto sociale che spesso rende l’omosessuale patologico. Questa tesi compilativa è strutturata in modo da fornire all’inizio gli elementi principali dello sviluppo dell’identità omosessuale in modo da poter analizzare poi nel terzo e più ampio capitolo,nello specifico la coppia omosessuale e la sua forma familiare,valutando anche la crescita di un bambino all’interno di una famiglia omosessuale,in particolare quella femminile. Nel primo capitolo sono prese in rassegna e s’illustrano le diverse teorie elaborate nel corso del tempo sulla condizione omosessuale,nell’ambito di diverse discipline e scuole di pensiero,dalle teorie biologiche,passando per quelle psicoanalitiche e soffermandoci particolarmente su quelle psico-sociali e multifattoriali. Nel secondo capitolo è affrontato un processo cruciale nella formazione dell’identità omosessuale: il “coming out”,letteralmente il “venir fuori”,inteso come un lungo e doloroso processo che va dal primo desiderio omoerotico alla dichiarazione della propria identità,processo reso più semplice o più complicato in base a fattori sociali e familiari. Infatti la sfera dei rapporti con la famiglia d’origine condiziona profondamente le vite degli individui omosessuali e incide fortemente sui loro stati psicologici. Nel terzo capitolo viene affrontato il tema centrale su cui si svolgerà la discussione finale:la coppia omosessuale. Come già detto,nello specifico la coppia omosessuale femminile e la possibilità di costituire un vero e proprio nucleo familiare,analizzando l’evoluzione della coppia dalla sua nascita, e i principali problemi d’insicurezza e stabilità a cui va incontro,esplorando la possibilità di una paternità e maternità omosessuale. Ho descritto la coppia omosessuale nelle sue numerose sfaccettature più o meno piacevoli e socialmente accettabili,valutando con le teorie di riferimento,quanto da un punto di vista evolutivo e psicologico, possa essere possibile crescere un bambino all’interno di una coppia omosessuale e quindi costituire un Nuovo Modello Familiare. Concludendo si può affermare che la coppia omosessuale non è molto dissimile da quella eterosessuale. C’è da dire che nella coppia femminile durevole e monogama la coesione e l’uguaglianza rivestono un ruolo centrale : la parità è spesso totale,anche se a volte la dipendenza affettiva tende a creare disomogeneità nella distribuzione del potere decisionale .Si evidenzia la sua diversità soprattutto nella mancanza di un problematico riconoscimento sociale,nell’accettazione difficile che si ha da parte della propria famiglia di origine,e come abbiamo già detto porta notevoli difficoltà la mancanza di modelli di riferimento differenti da quello eterosessuale e non di meno la mancanza di un’adolescenza omosessuale che permetta uno sviluppo più sereno e consapevole della propria identità . Tutti questi fattori complicano la nascita e lo sviluppo di una coppia omosessuale e, infatti, anche nel momento di stabilità e forza della coppia subentra la mancanza di una progettualità comune che di solito nella coppia eterosessuale si completa nella scelta di procreare un figlio e nella conseguente nascita di un nuovo nucleo familiare. Ho indagato tale problematica basandomi sulle ricerche finora effettuate riguardanti la possibilità di far crescere un bambino all’interno di una coppia omosessuale,arrivando alla conclusione che in base a quanto emerso, in questo modello familiare omosessuale il bambino ha uno sviluppo psicosessuale normale,soprattutto in una coppia omosessuale femminile con una madre biologica e una figura maschile di riferimento anche marginale. L’unica reale difficoltà è di ordine sociale,infatti l’ostracismo della comunità eterosessuale omofobica condiziona e rende più difficile l’inserimento sociale di un bambino figlio di una coppia omosessuale,come avviene per qualsiasi individuo che provenga da una minoranza non accettata e non del tutto integrata. | |
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