Transfert e controtransfert con il paziente narcisista secondo un approccio psicodinamico
Breve introduzione:
“….Il paziente comunica un senso di lontananza ed esclusione: non ci fa sentire terapeuti. È però anche possibile l'idealizzazione reciproca (Kohut 1971) oppure un clima di sfida in cui il paziente mette in dubbio la capacità del terapeuta o l'utilità della terapia. Tipica la delusione del terapeuta che si è affezionato ad un paziente (spesso brillante) e che viene molto freddamente liquidato. Queste persone devono essere dominanti in tutte le relazioni, se non ci riescono se ne tirano fuori. È evidente la difficile compatibilità con il ruolo di paziente in psicoterapia.”
Nelle personalità narcisiste il transfert presenta delle caratteristiche diverse dagli altri tipi di persone. Anche se, inizialmente, il paziente avendo un lato funzionamento appare collaborativo e presente nella relazione, la motivazione è diversa da quella dei pazienti a funziona,mento sano-nevrotico. La prima cosa che si osserva è che, nel momenti in cui il transfert viene interpretato e chiarificato al paziente, il paziente narcisista non prova alcun interesse e non ne trae insight o “illuminazione”. Il paziente si focalizza solo sul suo problema e non ritiene importante lavorare sui suoi sentimenti nei confronti del terapeuta: si sente irritato, insofferente e annoiato. Il paziente pensa che il terapeuta usi il transfert per esprimere le sue competenze e per “pavoneggiamento” . i primi psicoanalisti affermavano che il pazienti narcisisti proiettavano il loro senso di se grandioso sul terapeuta e che non avevano il transfert poiché troppo concentrati su di loro. In realtà i pazienti narcisisti hanno un forte e intenso transfert nei confronti del terapeuta,
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