All’interno del ciclo di vita familiare l’arrivo di un bambino è per la donna, la coppia e la famiglia uno dei periodi maggiormente caratterizzati da cambiamenti e da nuove responsabilità.
Per la maggior parte delle maternità risulta essere un’esperienza psicologica positiva e soddisfacente, ma a volte, i vissuti materni non si configurano all’insegna della felicità e della gioia.
Confrontarsi con i cambiamenti della vita durante e dopo la gravidanza, con la cura del proprio bambino, con i suoi comportamenti e il suo carattere richiede enormi capacità di resistenza fisica ed emotiva.
La depressione è un’esperienza globale che coinvolge sempre la persona nella sua unitarietà somato-psichica e nel suo ruolo di protagonista della propria storia, sia individuale che sociale.
La depressione nel post-partum è stata descritta come “un ladro che ruba la maternità”.
Le madri depresse possono ignorare o minimizzare i vissuti depressivi per vari motivi:
• Alcuni sintomi della depressione sono comunemente associati alla nuova condizione di maternità (es. alterazioni del sonno, calo della libido, bassi livelli di energia);
• Alcuni disturbi internistici come ad esempio l’anemia, l’alterazione della funzione tiroidea, il diabete gestazionale possono rendere più difficile la diagnosi di depressione in questo periodo;
• Erroneamente i sintomi della depressione post-partum vengono attribuiti ai maternity blues.
Occorre fare differenza tra una condizione fisiologica definita baby blues e una patologica rappresentata dalla depressione post-partum.
La maggioranza delle puerpere (70-80%) sperimenta una reazione emotiva che non costituisce un disturbo. Tale reazione è caratterizzata da tristezza, ansia, pianti, ha un picco tra la terza e la quarta giornata e generalmente si risolve spontaneamente. La baby blues o maternity blues rappresenta la più comune delle sindromi del puerperio. Nei primi giorni dopo il parto infatti le angosce di separazione e di perdita sono vissute intensamente, l’orientamento affettivo della donna è mutevole e l’incertezza sulle proprie capacità materne non ancora sperimentate è molto presente.
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