![]() | Università: Università degli Studi di Parma Facoltà: Psicologia Corso di laurea: PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO: PROCESSI E CONTESTI EDUCATIVI, SOCIALI E CLINICI Cattedra: Psicologia della Devianza Docente: Lino Rossi Anno accademico: 2008-2009 Tipologia tesi: Laurea II livello |
| Con l'etichetta di psicopatia si definisce un costrutto la cui validità è stata accertata e supportata da una varietà di studi clinici ed empirici, ma al quale, tuttavia, non è stato dato spazio nei manuali diagnostici sino ad oggi pubblicati. Infatti sia il DSM-IV-TR, sia l’ICD-10, continuano ad equiparare il costrutto della psicopatia a quello della personalità antisociale o dissociale, lasciando, quindi, in ombra gli aspetti salienti e distintivi del disturbo da me preso in esame. La mia tesi è, essenzialmente, una meta-analisi della letteratura recente, che cerca di mettere a fuoco, appunto, le caratteristiche peculiari della psicopatia, partendo dal lavoro clinico di Hervey Cleckley e arrivando alle teorizzazioni, maggiormente supportate empiricamente, di Robert Hare e coll., i quali hanno costruito lo strumento che, ad oggi, si può definire come il più valido ed utile nell’assessment della psicopatia, per discriminare tra questo disturbo e la sociopatia. La nascita della PCL, ha segnato infatti un punto di svolta: esistono ormai, infatti, numerose evidenze empiriche che la PCL-R e gli strumenti derivati da essa siano, attualmente, i più validi a nostra disposizione per discriminare soggetti psicopatici da quelli che non lo sono e per questa ragione vengono inclusi in molte procedure di assessment e di valutazione del rischio per i pazienti forensi. Nonostante, infatti, la PCL-R non sia stata costruita per la valutazione del rischio, molte ricerche hanno dimostrato la sua validità predittiva e hanno contribuito all’estensione del suo utilizzo clinico, sia da sola sia in aggiunta ad altre strategie di valutazione. Il trattamento della psicopatia appare tuttora difficoltoso e costoso, ma alcune iniziative recenti che si basano sulle ultime ricerche e teorie e le più efficaci metodologie correzionali potrebbero aiutare a ridurre l’impatto sociale negativo del comportamento degli psicopatici. | |
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