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Dietro adolescenti killer quasi sempre troppi silenzi


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Dietro adolescenti killer quasi sempre troppi silenzi

Adolescenti incubatori di violenza, bombe a orologeria pronte ad esplodere? "Dietro i casi più noti di giovanissimi parricidi o matricidi c'è quasi sempre un retroterra di incomunicabilità con i genitori", silenzi pesanti e annose incomprensioni che alimentano i dissidi. Lo dice Anna Oliverio Ferraris, ordinario di Psicologia dello sviluppo all'Università Sapienza di Roma, dopo che i carabinieri di Desio (Monza) hanno fermato i due figli - di 16 e 18 anni - di Cosimo Agostino, l'operaio di 44 anni ucciso l'altra sera nel Milanese, con tre colpi di pistola.

Se per il momento l'ipotesi di reato per i due giovanissimi sarebbe di omicidio non premeditato, "nulla si può dire ancora a proposito dell'episodio specifico - sottolinea la Oliverio Ferraris - Ma, in generale, le esplosioni di violenza che vedono protagonisti degli adolescenti hanno moventi diversi". E se l'idea di un 'quasi bambino' che uccide lascia sgomenti, "di fatto questo accade perché a quell'età si è fisicamente e mentalmente in grado di uccidere, mentre un bambino non ha ancora la forza o l'organizzazione mentale per colpire a morte un adulto". Insomma, gli adolescenti uccidono perché ne hanno la capacità.

 

"Alcuni parricidi - continua - sono nati senza premeditazione: il figlio si è scagliato contro il padre per difendere la madre". Oltre alla violenza in famiglia, possono esserci motivazioni economiche alla base del delitto, come nel caso di Pietro Maso, il giovane veronese che il 17 aprile 1991, a 19 anni, massacrò i genitori. Ma la cronaca italiana riporta anche omicidi in famiglia nati dopo "litigi violenti, emozioni fortissime", che a un certo punto esplodono. In questi casi, comunque, molto spesso non basta l'ira del momento. "In genere dietro un parricidio c'è un retroterra di incomunicabilità o anni di dissidi. Infine - conclude la Ferraris - l'uso di sostanze stupefacenti facilita l'esplosione delle violenza", conclude la psicologa.

 Fonte: http://www.adnkronos.com/

 

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