Definizione
Nella nuova cultura organizzativa del sistema formativo il formatore è un docente che opera in ambiti pluralistici (agenzie formative, strutture aziendali, società di consulenza e di formazione). In altri termini, il ruolo del Formatore è di costruire e/o consolidare i legami tra formazione e lavoro, nel qualificare, riqualificare e aggiornare le forze di lavoro.
Il Formatore può assumere funzioni più o meno ampie o specializzate a seconda della richiesta, delle sue competenze e dell'ampiezza e differenziazione funzionale presente nell'équipe in cui opera. In ragione della organizzazione necessaria al perseguimento degli obiettivi formativi può cioè, occuparsi solo della gestione didattica oppure dell'analisi dei fabbisogni, della progettazione, della selezione dei candidati, della valutazione, del monitoraggio, etc. Un Formatore può trovarsi a realizzare iniziative di formazione anche molto diverse tra di loro (quanto a contenuti, destinatari, etc.) e deve essere in grado di individuare le metodologie e gli strumenti più adeguati per fronteggiare le necessità della committenza e dell'utenza.
Attività e compiti
Il Formatore deve essere in grado di riconoscere e individuare modalità formative finalizzate a mettere in relazione le dinamiche qualitative della domanda e dell'offerta di lavoro. Questa figura professionale elabora, realizza e controlla le azioni formative individuando e attuando obiettivi, contenuti, metodologie, procedure, strumenti e forme di verifica delle attività di formazione, collegandole all'evoluzione del panorama professionale e del mercato del lavoro.
Può curare direttamente il progetto formativo (assumendo le funzioni e i compiti del progettista di formazione), il coordinamento tecnico e pedagogico del progetto (assumendo i compiti e le funzioni del coordinatore della formazione), la gestione delle azioni formative (lezioni, esercitazioni, etc.) e la valutazione dei risultati. Partecipa, inoltre, in collaborazione con lo staff di gestione, progettazione ed analisi alla elaborazione di progetti formativi nonché alla gestione delle attività formative in aula relativamente all'erogazione di competenze trasversali e di base previste nel progetto formativo. Qualora tali funzioni e compiti siano distinte, il Formatore (cui spetta il compito specifico della gestione didattica degli interventi) deve essere in grado di entrare in relazione con gli altri esperti e specialisti della formazione.
I compiti del Formatore - qualora non intervengano altri specialisti nelle diverse fasi del processo di programmazione, gestione e valutazione degli interventi - consistono nel: comprendere e interpretare le esigenze della committenza ed effettuare una analisi dei bisogni formativi dei destinatari; predisporre un progetto formativo coerente con le finalità, i tempi e le risorse disponibili; identificare e contattare le persone necessarie per realizzare il progetto, discutere e decidere con i formatori e gli esperti i tipi e le modalità degli interventi, i sussidi didattici, gli strumenti di valutazione e deve predisporre quanto necessario in termini di articolazione didattica e di valutazione dei risultati. Egli interviene, in situazione reale, in qualità di formatore o esperto di un particolare settore. Inoltre ha il compito di: verificare la coerenza delle risorse e predisporre, se necessario, un rendiconto amministrativo; stendere una relazione pedagogico-didattica sull'andamento e i risultati dell'intervento formativo; utilizzare, a scopo di autoformazione e come sussidi per la professione, reti di informazione nazionali ed internazionali, selezionare documenti e bibliografie, utilizzare riviste specializzate; curare i rapporti interpersonali con i responsabili e i singoli componenti dell'équipe o del Centro di formazione.
Situazione di lavoro
Il Formatore può operare come libero professionista (in maniera del tutto autonoma oppure all'interno di una società di consulenza e di formazione o, ancora, collaborando con enti e istituti pubblici di formazione come quelli gestiti dalle Regioni) oppure alle dipendenze (di un'impresa, di un'agenzia formativa, di una società - anche a carattere cooperativo - specializzata): attualmente, circa metà dei formatori lavora all'interno di una organizzazione mentre l'altra metà opera come consulente, cioè come libero professionista. I dipendenti di imprese private sono spesso inquadrati a livelli elevati (anche nelle fasce dirigenziali) a cui corrisponde una retribuzione piuttosto consistente. Per quanto riguarda i liberi professionisti, i livelli retributivi dipendono dal volume d'affari e dalla quotazione individuale di mercato. Ai massimi livelli della professione è possibile percepire fino ad oltre 1000 euro al giorno (al lordo delle imposte) anche se in media i compensi sono assai meno elevati (a partire da un minimo di circa 50euro l'ora). In ogni caso, l'attività svolta dal Formatore richiede uno stretto contatto con gli altri componenti dell'équipe di lavoro, i committenti e, ovviamente, i destinatari finali della propria azione (gli utenti). Il carico e gli orari di lavoro dipendono dal tipo di impegno. Sono comunque caratterizzati da forte flessibilità (soprattutto per i consulenti). Il contratto collettivo di lavoro in vigore per i formatori del sistema pubblico stabilisce un orario di 36 ore settimanali, suddivise tra attività di docenza (18/22 ore) e attività complementari (18/14 ore).
Competenze necessarie
Il Formatore deve possedere una buona cultura metodologico-didattica e competenze ed abilità specifiche di carattere sociale, economico e pedagogico. Questo richiede il possesso di competenze disciplinari (in pedagogia, andragogia, elementi di psicologia) e multidisciplinari (in scienze organizzative, discipline "mercatolavoristiche"). In generale, il Formatore ha padronanza degli strumenti di progettazione formativa, conoscenza del quadro normativo - locale, nazionale e comunitario - in materia di formazione professionale, capacità di svolgere ricerca scientifica e capacità relazionali (con gli altri esperti di formazione, con gli utenti, con la committenza, con i soggetti istituzionali, etc.). Egli deve inoltre:
In particolare il Formatore impegnato in attività diretta possiede, oltre le competenze sopra descritte, conoscenze:
In relazione alla centralità del soggetto in formazione e mediante processi di formazione personale permanente e di aggiornamento, il formatore esercita la propria attività:
Percorsi professionali, formazione e titoli richiesti
Nonostante, allo stato attuale, per i Formatori non esista un percorso universitario consolidato, per svolgere questa professione è preferibile essere laureati (ad esempio in sociologia, psicologia, scienze dell'educazione, lettere). Allo stato attuale tuttavia questo titolo di studio è ancora poco diffuso: da un'indagine realizzata dall'ISFOL risulta come solo il 26% dei formatori sia in possesso di una laurea e questo anche perché il Contratto collettivo nazionale di lavoro valido per i formatori che operano alle dipendenze di enti pubblici prevede come requisito minimo (ma, ad oggi, sufficiente) per l'accesso il possesso del diploma di scuola secondaria superiore. Sempre più spesso tuttavia è richiesta una cultura universitaria (prevalentemente) di tipo umanistico oltre a conoscenze relative alla sociologia, alla psicologia ed eventualmente all'economia. E' inoltre necessario seguire corsi di formazione per formatori presso enti specializzati e fare un periodo di pratica sul campo, affiancandosi a chi è già esperto. E' inoltre necessario un aggiornamento continuo delle proprie conoscenze e sono estremamente utili confronti e scambi con altri esperti del settore (anche a livello internazionale). Per quanto riguarda l'accesso al ruolo nell'ambito dei Centri di formazione a carattere pubblico (gestiti da Regioni, Provincie e Comuni) avviene attraverso procedure concorsuali proprie del pubblico impiego mentre per enti privati convenzionati le procedure di accesso vengono contemplate dal CCNL relativamente alla formazione professionale convenzionata (1994/1997) che definisce i requisiti minimi di accesso. L'assunzione avviene per chiamata e selezione nel privato sociale. Diversamente avviene in alcune Regioni dove esiste un "Albo regionale dei formatori operanti nella formazione professionale".
Tendenze occupazionali
Attualmente sono circa un migliaio le grandi aziende che dispongono di personale e strutture organizzative destinate a realizzare iniziative di formazione ad uso interno. Riguardo alle imprese più piccole, le attività di formazione vengono per lo più affidate a società specializzate o a singoli consulenti. E' inoltre sempre più rilevante l'attività di formazione professionale messa in atto da soggetti pubblici e privati per qualificare e aggiornare, non soltanto i lavoratori già occupati, ma anche i soggetti che cercano lavoro, vogliono migliorare o cambiare la loro condizione professionale oppure rischiano di essere espulsi dal lavoro. Se dunque la presenza di Formatori in Italia è stimata dall'ISFOL in 19,300 unità, è presumibile che in futuro tale numero sia destinato a crescere trovando impiego presso enti pubblici e privati, aziende, società di consulenza, organizzazioni datoriali, organizzazioni sindacali, cooperative di formazione o in ambito libero-professionale.
Tratto da www.isfol.it - ISFOL (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori)
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