Tesi di Psicologia: "La qualità e l'efficacia in ambito penitenziario: un'indagine esplorativa volta a valutare l'efficacia del trattamento all'interno della Casa Circondariale di Bergamo"


 

REGISTRATI AD OPSONLINE.IT
159002 iscritti, di cui 124 online


Obiettivo Psicologia » Banca Tesi Psicologia » Sociale E Comunità

Login su OPsoline.it

Username:
Password:

» Registrati ad OPs
» Ricorda Password

Università



La qualità e l'efficacia in ambito penitenziario: un'indagine esplorativa volta a valutare l'efficacia del trattamento all'interno della Casa Circondariale di Bergamo


Autore: Maria Coelli

Per contattare l'autore è necessario avere Liberamente attiva.
Valuta utilità

Valutazione attuale: 0 (n. voti 0)

Perché valutare gli articoli?

 

La qualità e l'efficacia in ambito penitenziario: un'indagine esplorativa volta a valutare l'efficacia del trattamento all'interno della Casa Circondariale di BergamoUniversità: Università degli Studi di Padova

Facoltà: Psicologia

Corso di laurea: Psicologia clinica e di comunità

Cattedra: Psicologia clinica

Docente: Turchi Gianpiero

Anno accademico: 2007

Tipologia tesi: Laurea V.O.
 
Il presente lavoro si colloca all’interno della cornice teorico-epistemologica del paradigma narrativistico, che si situa a livello di realismo concettuale, secondo cui “la realtà è generata dai discorsi che la nominano e che risultano dei descrittori di senso e di significato”. All’interno del presente lavoro di tesi, dopo aver sostenuto l’importanza della riflessione epistemologica al fine di poter delineare i confini entro cui un atto conoscitivo possa essere definito scientifico (capitolo 1), viene analizzato il costrutto di devianza partendo dal contributo dei teorici dell’etichettamento e successivamente collocandolo nella prospettiva del paradigma narrativistico (capitolo 2). In seguito viene illustrato un breve excursus storico dei concetti di qualità e di efficacia al fine di indagare il fondamento epistemologico degli stessi e per rilevare come si siano generate le definizioni che oggi vengono utilizzate in riferimento ad essi (capitolo 3 e capitolo 4); infine viene presentata la ricerca sul campo (capitolo 5, capitolo 6), i risultati delle analisi (capitolo 7) e le considerazioni conclusive e i principali risvolti operativi che possono essere attuati (capitolo 8). La ricerca sul campo ha come obiettivo generale l’indagine dei processi discorsivi generati dagli attori (Operatori e detenuti) della Casa Circondariale di Bergamo, al fine di rilevare la realtà che viene a generarsi all'interno del contesto intramurario in riferimento ai concetti di qualità e di efficacia. Gli strumenti utilizzati per la ricerca sono stati 3 protocolli a domande aperte, rispettivamente 2 per la popolazione detenuta (tali protocolli, che sono stati tradotti negli idiomi maggiormente presenti all’interno dell’istituto penitenziario, sono stati somministrati uno al tempo T0 e uno al tempo T1, ovvero 5 mesi dopo), ed 1 per gli Operatori della Casa Circondariale di Bergamo. Dunque i gruppi oggetto di indagine sono stati 3: detenuti stranieri (55 soggetti), detenuti italiani (47 soggetti), e Operatori (15 soggetti), per un totale di 117 soggetti. I testi prodotti dalla popolazione detenuta sono stati analizzati con l’ausilio del software informatico SPAD-T mentre i testi prodotti dagli Operatori sono stati analizzati mediante la strategia CARTA-MATITA: in entrambi casi si è proceduto all’individuazione dei repertori discorsivi intesi come modalità finite di costruzione della realtà, linguisticamente intese con valenza di asserzione di verità, volte a generare (costruire) / mantenere una coerenza narrativa. Dai risultati ottenuti analizzando le risposte fornite dai detenuti italiani e stranieri emerge come essi pratichino gli stessi repertori discorsivi nei due tempi distinti, ovvero a distanza di 5 mesi: in altri termini la configurazione della realtà non è stata modificata, ma bensì si è mantenuta nel corso nel tempo. Dunque, se all’interno del paradigma narrativistico l’efficacia di un intervento viene valutata attraverso i cambiamenti all’interno delle pratiche discorsive che prendono la direzione dell’obiettivo stabilito dall’istituzione in maniera condivisa, la mancata rottura della coerenza narrativa degli utenti, è indice dell’inefficacia dell’intervento. D’altro canto l’analisi delle risposte fornite dagli Operatori evidenzia come non vi sia una definizione univoca di trattamento e nemmeno dei concetti di qualità e di efficacia, con una possibile confusione tra i due concetti. Tale analisi mette anche in luce come le azioni degli Operatori si sostanzino nella pratica attraverso aspetti propri del modello medico (diagnosi e cura), sebbene l’oggetto dell’intervento (rieducazione della persona detenuta) sia collocato entro un differente livello di realismo: ciò porta tali figure professionali ad operare in termini di senso comune piuttosto che di rigorosità scientifica. Gli Operatori, possedendo una propria personale teoria in merito ai concetti di qualità e di efficacia, finiscono così con l’operare a fronte di obiettivi personali e non del mandato istituzionale, perdendo di vista la traiettoria che è necessario percorrere per il perseguimento dell’obiettivo generale della struttura. L’assenza di una condivisione in merito alla definizione di tali concetti va ad interferire con la possibilità di valutare un intervento come preferibile ad un altro, ovvero conduce all’impraticabilità della valutazione degli interventi. Emerge dunque l’importanza e la necessità di definizioni fondate e condivise dei termini che vengono utilizzati all’interno del contesto penitenziario: solo così la comunicazione tra le varie figure professionali può essere chiara e priva di interpretazioni personali del termine in esame. In assenza di una definizione di tali concetti infatti, le azioni degli Operatori slittano a livello della pratica (anziché della prassi), che si rifà all’operare del singolo sulla base dell’esperienza personale, e che dunque non può essere trasferibile ad altre realtà. Tutto ciò mette in luce l’esigenza di disporre di un modello gestionale e organizzativo rigoroso e coerente e dunque di formare le figure professionali secondo linee metodologiche coerenti nell’assolvimento del mandato istituzionale: ciò diviene possibile attraverso una condivisione degli obiettivi, delle strategie, degli strumenti e delle definizioni, oltre che attraverso la delineazione di ambiti di competenza specifici per ciascun ruolo. A fronte di quanto detto diviene così possibile attuare una valutazione delle prassi sia nei termini dei risultati, che nei termini del percorso (processo) che viene compiuto per arrivare ai risultati stessi.
 

La tesi di laurea è scaricabile solo dai partecipanti con Liberamente attiva

Attivando Liberamente, in questo spazio ti comparirà il link per scaricare la tesi di laurea

 


Stampa

Segnala

Preferiti

Commenta


Lascia un tuo commento:

Ogni commento ti assegna 5 crediti e deve avere un minimo di 90 caratteri.
Commenti SPAM  ti penalizzano di 30 crediti [Leggi FAQ FAQ]



Titolo:

Testo:
Per poter pubblicare il commento è necessario inserire, nel campo sottostante, la sequenza di caratteri mostrata in figura.
Lettere maiuscole e minuscole sono considerate equivalenti. Cliccando sull'immagine, verra' proposta un'alternativa







Fast Link: help esame, appunti di psicologia, help tesi, articoli di psicologia, progetti, casi clinici, corsi psicologia, master psicologia, scuole psicoterapia , autopromozione, esame di stato di psicologia, corsi ecm psicologi, profili professionali, normativa professione, e-book gratuiti, eventi per psicologi, la psicologia psicologia, lavoro per psicologi, libri di psicologia, tesi di laurea in psicologia, psicologia giuridica, counseling psicologico

© 2001-2012 Obiettivo Psicologia srl. p.iva 07584501006 Tutti i diritti riservati