![]() | Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza Facoltà: Psicologia Corso di laurea: Psicologia Clinica e Comunità Cattedra: Psicologia Giuridica Docente: Volpini Anno accademico: 2007 Tipologia tesi: Laurea V.O. |
L'elaborato si proccupa di sottolineare, un problema di attuale popolarità come l'uso/abuso di alcol fra i minorenni, considerando una regione d'Italia a torto ritenuta isola felice. Si è studiato, il territorio , mettendo in evidenza la mancanza o la presenza di strutture ricreative.In più si è studiato l'assetto economico sociale delle feamiglie. e per ultimo il consumo delle bevande, con preferenze fra interno ed esterno.
INTRODUZIONE Tentare di descrivere e definire i caratteri salienti di una generazione Ed è proprio questo insieme di contraddizioni che ha motivato la nostra indagine. Quello che metteremo in evidenza nella stesura della tesi e che, pur essendo rara una sindrome da dipendenza alcolica in età giovanile, (15 ed i 25 anni) non dobbiamo dimenticare che la dipendenza da parte dell’organismo è frutto di anni di abuso che spesso inizia proprio nella fascia d’età esemplificata. A tal proposito, non possono non suscitare preoccupazioni i dati presentati alla Conferenza di Stoccolma dell’OMS su “Giovani e alcool”(2001) dai quali si rileva come “in Europa, una morte su quattro tra i 15 ed i 29 anni è correlata al consumo di alcool. Nel complesso 55.000 giovani europei sono morti nel 1999 per cause legate all’uso di alcool”. Se le cifre europee risultano allarmanti, quelle italiane non sono da meno: l’Istituto Superiore di Sanità - OSSFAD in collaborazione con WHO, ha recentemente presentato un’elaborazione sui dati Multiscopio Istat dell’anno 2007. Nel periodo 1998-2007, tra i giovani di età compresa tra i 14 ed i 24 anni è complessivamente diminuito il numero degli astemi. L’abitudine al consumo tende ad avvenire fuori dai pasti, accompagnandolo a modalità nocive quali, ad esempio, le quantità inadeguate e la concentrazione in una singola occasione. L’aumento considerevole di giovani che consumano vino, birra e amari si riscontra soprattutto nella fascia di età che va dai 14 ai 17 anni con un incremento costante specie da parte delle teenager. Circa 5.000 maschi e 11.000 femmine dichiarano di bere oltre mezzo litro di vino al giorno, mentre oltre 500.000 maschi e quasi 300.000 femmine consumano birra (Scafato, 2003). Questo incremento di eccesso al femminile risulta estremamente preoccupante, in quanto consente di prevedere una probabilità più elevata di alcolismo cronico nel futuro di queste giovani donne, anche a causa della loro maggiore vulnerabilità. La Prima Parte sarà dedicata alla presentazione della Regione Basilicata. Come punti di debolezza saranno messi in luce, la mancanza di strutture dove i giovani possano trascorrere il tempo libero, la disoccupazione, la migrazione dalla propria terra per proseguire gli studi e trovare occupazione. Tra i punti di debolezza saranno annoverati anche, il contatto con il mondo criminale e l’ utilizzo di sostanze stupefacenti specificando che non parliamo solo di droghe ma anche e soprattutto di alcool. Nel Secondo capitolo sarà approfondito il lavoro delle Asl e dei Sert descriveremo il ruolo attivo che queste hanno all’ interno della regione, e parleremo delle varie iniziative che hanno intrapreso tra le quali la campagne contro l’abuso dell’ alcool da parte dei giovani. Metteremo anche in evidenza che esso è uno strumento di natura qualitativa per cui i dati ottenuti non avranno un valore di tipo statistico ma puramente descrittivo(Operandi,1995). Procederemo con la descrizione dell’ esperienza pratica avuta all’ interno di alcune scuole della Regione Basilicata con lo scopo di verificare quali sono state le motivazioni prevalenti che hanno stimolato i giovani verso il consumo e l’eventuale abuso dell’ alcool. Il risultati che otterremo evidenzieranno che l’alcool viene utilizzato come sostanza ricreativa, associandola quindi ad un concetto di “socialità giovanile” per scelta o per imitazione, atta a soddisfare la necessità di andare velocemente “su di giri”, vincere timidezza ed inibizioni durante una serata in compagnia apparendo più disinvolti, o usato come sostanza obliante, per nascondere un disagio più profondo e diffuso, di un rifiuto nell’affrontare la realtà, di una incapacità ad affrontare le difficoltà insite nella vita quotidiana e, forse, di un’assenza di valori in cui credere. | |
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