![]() | Università: Università degli Studi di Cagliari Facoltà: Psicologia Corso di laurea: Psicologia dello sviluppo Cattedra: Statistica psicometrica Docente: Stella conte, carla meloni Anno accademico: 2004-2005 Tipologia tesi: Laurea V.O. |
La tecnologia informatica, in ogni sua forma ed espressione, ha la potenzialità di provocare modificazioni rilevanti e persuasive: modificano le routine personali e sociali, rendono possibili modi di pensare e schemi d’azione inediti, introducono innovazioni sia concettuali che linguistiche prima riferite ad aree specifiche e in seguito dilaganti nel senso comune. E se è vero che le innovazioni incontrano inevitabilmente le opposizioni di patterns già consolidati nel tempo, è anche vero che il nuovo non può passare senza lasciare traccia e che la tecnologia rappresenta il principale elemento di pressione esterna sul sistema scolastico. A questo punto nasce spontaneo chiedersi quali sono gli effetti che l’informatizzazione ha avuto sull’insegnamento e più propriamente, considerando che le tecnologie per la prima volta chiamano direttamente in causa la mente dell’uomo, cioè la sua intelligenza, le sue capacità psichiche in genere, la stessa immagine che l’uomo a di se stesso (Parisi,2000) . Ci si chiede come gli insegnanti affrontino tale fenomeno, da cosa sia determinata la loro intenzione di utilizzare effettivamente il computer sia per svolgere le attività prettamente didattiche, sia per la personale formazione. Per poter dare una risposta a tali quesiti abbiamo deciso di far riferimento ad un particolare modello teorico di riferimento prospettato dalla Teoria del comportamento pianificato di Fishbein e Ajzen, con le adeguate modificazioni effettuate da Bentler e Speckart, che ben si presta a indagare tutte le sfere che possono intervenire nel determinare l’intenzione di una persona di mettere in atto un certo comportamento. Tale modello ipotizza, infatti, che il comportamento sia individuato direttamente dall’intenzione di eseguirlo, e che questa a sua volta sia funzione dell’atteggiamento che un individuo ha verso un certo comportamento (valutazione positiva o negativa circa l’esecuzione di un dato comportamento) , delle norme soggettive (le pressioni sociali che spingono ad attuare o meno un dato comportamento),verso il senso di controllo (percezione che tale comportamento sia sotto il controllo volitivo) e del comportamento passato, e nel contempo prevede che l’atteggiamento, la norma soggettiva e il comportamento passato siano determinate rispettivamente dalle credenze comportamentali, credenze normative e credenze sul controllo. Nel corso dei seguenti capitoli saranno esposte dettagliatamente le motivazioni che ci hanno spinto a portare avanti questa ricerca, una descrizione particolareggiata della condizione scolastica attuale e del ruolo ricoperto dall’insegnante relative all’introduzione del computer, e come, a partire da una preliminare somministrazione di una intervista motivazionale atta ad individuare quelle che sono le credenze pregnanti della popolazione insegnante, sia stato possibile costruire un questionario mirato e capace di indagare tutte le aree previste da tale modello e sottoporre quest’ultimo a verifica empirica. | |
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