![]() | Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Facoltà: Psicologia Corso di laurea: Scienze e tecniche psicologiche Cattedra: Ricerca psicosociale applicata al marketing Docente: Bosio Anno accademico: 2004/2005 Tipologia tesi: Laurea I livello |
| Mentire è un comportamento diffuso, tipicamente umano. A volte nascondere la verità a noi stessi può aiutarci ad affrontare meglio le situazioni problematiche. L’autoinganno terapeutico è l’abilità di un soggetto a costruirsi visioni della realtà che lo conducano a cambiare le sue disposizioni e reazioni disfunzionali. Una strategia che illusoriamente crediamo ci aiuta a vivere meglio si basa sul fatto che se ad un individuo per esempio piace pensare che un evento è vero può ripeterselo nella mente, scriverlo e citarlo ripetutamente con formulazioni diverse, sino a persuadere altri di ciò di cui vuole persuadere sé stesso. Se riuscirà ad ottenere tale scopo, quello della persuasione altrui, avrà costruito una credenza stabile nella sua mente, ma dovrà poi affrontare lo sforzo continuo di tenere in piedi un castello che può crollare da un momento all’altro. La psicologia da sempre affronta il problema del mentire che spesso è causa di insorgere di gravi patologie. Ovviamente le difficoltà alla base degli psicologi e psicoterapeuti nel far fronte a tale comportamento sono notevoli, soprattutto nell’ambito dell’”e-terapia”, quella che si svolge mediante una emergente forma di comunicazione: via Internet. Inserire un medium all’interno della relazione d’aiuto significa modificare l’interazione stessa: un mezzo di comunicazione non è infatti uno strumento neutro. Esso opera una “riconfigurazione delle opportunità di mediazione culturale a disposizione degli utenti” (Riva, 2004); in altre parole, il mezzo trasferisce nella relazione alcune sue caratteristiche intrinseche e impone degli adattamenti al flusso e allo stile comunicativo. Diventa importante riflettere sulle caratteristiche del mezzo, al fine di utilizzarlo in modo consapevole e funzionale agli obiettivi. Lo scopo dei prossimi paragrafi sarà di analizzare le implicazioni d’ordine etico-professionali del counseling on line dovute proprio al mezzo di comunicazione. In particolare mi concentrerò sull’osservazione di un caso di dipendenza di chat-line per ovviare ad uno dei rischi più frequenti incontrati dai counselors nella terapia on line: la simulazione. | |
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