La famiglia come fattore di rischio nelle problematiche adolescenziali
Breve introduzione:
Malgrado sia o sembri sempre più difficile definire la famiglia e stabilire ciò che è familiare e ciò che non lo è, la famiglia mantiene la sua importanza sia ai fini della costruzione e della definizione della personalità degli individui sia come relazione di mediazione tra gli individui e la società.
Secondo il modello sistemico del ciclo vitale, la famiglia con adolescenti (evento critico) prevede un aumento della flessibilità dei confini familiari per permettere la reciproca “separazione”(processo di regolazione) e la ri-focalizzazione degli obiettivi di coppia da parte dei genitori (compito di sviluppo).
Se da una parte la “separazione” riguarda l’adolescente dai genitori, dall’altra riguarda i genitori dal figlio, spesso emotivamente non disposti ad abbandonare il ruolo genitoriale per reinvestire su quello coniugale o perché inesistente (separazione e divorzio) o perché abbandonato nel tempo (la sindrome dei coniugi in panchina). L’impossibilità di recuperare lo spazio di coppia può allora determinare un eccessivo investimento sulla relazione genitoriale quasi come se si trattasse di un “risarcimento affettivo” per le delusioni coniugali: il rischio è che un coniuge “triangoli” un figlio come distanziatore o separatore ostacolandone l’individuazione.
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