Penso dunque sono, parlo con il corpo e scrivo con l'anima
Breve introduzione:
Nel suo funzionamento psico-fisico l’essere umano è un’unità: psicologia, scienza, arte e filosofia hanno da secoli unito le loro forze per ricucire lo strappo inferto dalla speculazione Platonica e Cartesiana a tale sua unitarietà.
Emozioni e cognizioni di fatto si nutrono a vicenda incarnandosi in una dimensione che è al tempo stesso sia psichica che corporea e, servendosi di meccanismi espressivi più o meno consapevoli, tendono ad emergere in ogni momento. Il silenzio dei pensieri e la segretezza dei sentimenti fendono infatti il mondo interiore attraverso i gesti, lo sguardo e il tono della voce con cui ci esprimiamo. Le pose che assumiamo con il corpo ed il ritmo locutorio che usiamo con le parole costituiscono un mezzo di comunicazione parallelo a quello vocale, lo anticipa, lo accompagna e a volte lo trascende: persino le malattie, come rilevò Freud, hanno una funzione comunicativa (il soggetto isterico studiato dal fondatore della psicoanalisi vuol sempre dire qualcosa, il sintomo corporeo sarebbe un conflitto psichico che per esprimersi utilizza la via somatica).
La comunicazione verbale rappresenta dunque solo una delle infinite modalità espressive dell’uomo -e non necessariamente la più importante- e, proprio sulla componente “orale”, si innestano quella “paraverbale” o comunque “meno” verbale, costituita dall’intonazione e dalla modulazione della voce e quella “corporea”, costituita dalla mimica e dalla prossemica.
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