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Scuola di Psicoterapia Interattivo Cognitiva
Indirizzo: Via Longhin 83 - Padova [visualizza mappa]
Inizio nuovo primo anno: Novembre 2011 Il modello di Psicoterapia Interazionista
Le Scuole di Specializzazione in psicoterapia interazionista, svolgono un’attività di formazione in cui si integra, entro un riferimento epistemologico costruttivista le metodiche cognitive, strategiche e narrative. Il modello configura i comportamenti e gli stati mentali problematici come tentativi disfunzionali di adattamento dell’organizzazione individuale ai diversi sistemi interattivi ed ai relativi contesti, siano essi intrapersonali o interpersonali, psico-biologici o socio-psicologici. L’ottica interazionista attribuisce un ruolo significativo ai processi linguistici e pragmatici, culturali e situazionali attraverso cui le persone costruiscono le forme del loro disagio e le loro soluzioni devianti. L’obiettivo della psicoterapia interazionista e’ pertanto quello di modificare il sistema di costrutti, personale e/o contestuale, presenti nell’organizzazione mentale e comportamentale, generativo di situazioni conflittuali, di sofferenza soggettiva o di inadeguata integrazione sociale. L’intento delle Scuole è anche quello di indurre i propri Specializzandi a elaborare una ricerca personale, al fine di realizzare un sempre maggior sviluppo teorico e scientifico delle proprie potenzialità. Obiettivo realizzabile sia attraverso l’apprendimento delle strategie cliniche più adatte alla diversa natura dei problemi, sia attraverso la comprensione dei processi attraverso cui si ottiene il cambiamento e gli sfondi sociali e culturali che lo rendono possibile.
Obiettivi formativi della Scuola
Attraverso questo programma didattico le Scuole intendono mettere lo Specializzando nella condizione di realizzare una specifica capacita terapeutica, sostenuta da un’adeguata competenza teorica, metodologica e personale. Nei quattro anni, lo Specializzando deve maturare le conoscenze e le capacità che lo mettano in condizione di pianificare e di gestire, in modo autonomo, una relazione psicologica di tipo terapeutico. Al termine del corso, lo Specializzando dovrà aver acquisito le competenze necessarie per modificare - in coloro che lo richiedono e là dove sia possibile - gli schemi d’interazione e i processi mentali disfunzionali, unitamente al disagio individuale e interpersonale. Inoltre, lo Specializzando dovrà essere in grado di rispondere, non solo alla domanda di una terapia adattativa e indirizzata al superamento del problema e del comportamento disfunzionale, ma anche di rispondere alla richiesta di una terapia indirizzata allo sviluppo, accettazione e realizzazione della diversità personale.
Primo obiettivo
lo Specializzando deve far propri i presupposti del modello interazionista, che può essere articolato su tre livelli complementari: a) epistemologico, attraverso una prospettiva antropomorfica, di realismo concettuale e di costruttivismo radicale; b) teorico, facendo riferimento agli assunti dell’interazionismo semiotico e dell’orientamento cognitivo socio-fenomenologico; c) metodologico - operativo, attraverso metodiche costruttiviste, narrative, olistiche, strategiche e di terapia breve individuale e di gruppo.
L’intento propedeutico del progetto formativo è di mettere lo Specializzando nella condizione di saper desumere dai presupposti teorici e metodologici e operativi le tattiche e le strategie d’intervento più adatte, adeguandole alle diverse situazioni. Per cui lo Specializzando deve essere in condizione di comprendere, replicare ed adattare gli schemi e i protocolli terapeutici, riuscendo a dedurli, in modo coerente, dalla matrice teorico-concettuale del modello di psicoterapia proposto dalla Scuola. Per riuscire in questo passaggio lo Specializzando deve superare alcune difficoltà; oltre all’apprendimento convenzionale dovrà impegnarsi nella riorganizzazione linguistico - concettuale nel suo modo di percepire, definire e valutare i processi che come psicoterapeuta sarà chiamato a modificare.
In altre parole si chiede allo Specializzando, non solo di integrare i suoi modi di configurare l’Altro, modificando anche l’esperienza di sé e del mondo, ma anche di cambiare il ‘paradigma’ a cui può essersi formato (per esempio, determinista, patofilico, nosologico e normativo) e far propria la diversa prospettiva e logica-operativa del modello interazionista. Lo Specializzando deve quindi acquisire una prospettiva e una competenza finalizzata a cambiare l’organizzazione di “processi”, ossia i modi soggettivi e interattivi delle parsone di costruire e affrontare le realtà problematiche.
Secondo obiettivo
Come secondo obiettivo, è chiesto al lo Specializzando di assimilare le competenze necessarie per comprendere: a) come le differenti configurazioni mentali delle persone possano generare peculiari, atipiche e talvolta disfunzionali forme d’esperienza (di sé, degli altri e del mondo); b) come tali esperienze e soluzioni disfunzionali possono essere esplorate, comprese e usate al fine di modificarle; c) come sia opportuno creare ai fini terapeutici un contesto d’azione, semiotico, sistemico e discorsivo, atto a indurre una riorganizzazione dell’esperienza delle persone, utilizzando le molteplici possibilità dell’agire comunicativo (discorsivo, espressivo, somatico, immaginativo).
Il fine è di riuscire a creare, ad esempio, una relazione terapeutica capace di indurre le persone a modificare le azioni, l’organizzazione degli schemi interattivi, le rappresentazioni di sé, le narrazioni personali, e i relativi costrutti di senso e il significato. Perseguendo il risultato di indurre nel sistema interattivo della persona o nell’area problematica un processo di cambiamento. Al termine del corso quadriennale lo Specializzando dovrebbe aver sviluppato una adeguata competenza clinica in almeno una delle seguenti aree: 1) disturbi della relazione sessuale/affettiva e del sistema d’identità; 2) problemi esistenziali connessi con la rappresentazione di sé, i generi narrativi autobiografici e con le situazioni di ruolo e del ciclo di vita; 3) disturbi cosiddetti sintomatici (per esempio ansia, fobie, compulsioni, disforie/depressioni, disturbi alimentari, dipendenze, psicosi reattive, stati persecutori, stati dissociativi e forme egodistoniche); 4) condotte autolesioniste, comportamenti devianti, problemi di adattamento sociale, interpersonale e relative implicazioni somatiche; 5) promozione di stati di euritmia soggettiva e olistica. In relazione alle diverse aree problematiche, lo Specializzando dovrebbe essere in grado di dimostrare di saper utilizzare in modo mirato e coerente le diverse metodiche terapeutiche apprese durante il corso. Infine dovrebbe anche aver acquisito la capacità di valutare come le differenze individuali e culturali, il contesto della richiesta e il tipo di domanda, possano condizionare la configurazione del problema rendendolo più o meno accessibile alla psicoterapia.
Terzo obiettivo
Il terzo obiettivo a complemento dei primi due, è di mettere lo Specializzando in condizione di integrare l’acquisita forma mentis in un saper fare, sostenuti anche da risorse psicologiche personali. Risorse e competenze costruite mediante forme d’apprendimento basate sull’esperienza di sé in situazioni interattive, strutturate e destrutturate. Queste ultime sperimentate in situazioni cliniche interpersonali, riesaminate attraverso la supervisione, o simulate durante le esercitazioni o affrontate durante le dinamiche di gruppo. Lo scopo è di favorire nell’Allievo la costituzione di una condizione di sicurezza professionale e personale, a fronte delle risonanze dell’identificazione terapeutica, dei sentimenti d’impotenza o di onnipotenza, e nella cosiddetta “gestione dell’incertezza”. Tutte le attività di formazione avvengono presso le sedi di Padova e di Mestre. Per gli Specializzandi vengono attivati seminari intensivi di formazione presso il Centro di formazione avanzata a Baia Salinedda (S. Teodoro). In questa sede si svolgono periodicamente anche le attività di formazione avanzata relative all’addestramento intensivo alle tecniche psicoterapeutiche e di dinamica di gruppo.
Riconoscimento del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
La Scuola di Psicoterapia Interattivo-cognitiva è riconosciuta dal MIUR con D.M. del 20.3.1998 e con successivo D.M. del 09.10.2001 ai sensi dell’art.3 L. 56/1989. Il Corso quadriennale di specializzazione in Psicoterapia Cognitiva è riconosciuta dal MIUR con D.M. del 16.11.00-G.U. n. 298 del 22.12.00 ( abilitazione) ai sensi dell’art.3 L. 56/1989.
Equipollenza
Il diploma di Specializzazione è equipollente a quelli rilasciati dalle Scuole di Specializzazione universitarie, e requisito idoneo per l’ammissione ai concorsi del Servizio Sanitario Nazionale (Legge n.31/2008 - G.U. n° 51/2008 art. 24 sexies).
Ammissione
Le Scuole sono a numero chiuso, e sono riservate ai laureati in psicologia e in medicina e chirurgia iscritti ai rispettivi albi professionali (o che perfezionino l’iscrizione entro il primo anno di corso).
Iscrizione e Costi
I Candidati devono inoltrare agli indirizzi e-mail: info@ist-psicoterapia.it e/o info@ psicoterapiacognitiva.it una domanda di ammissione e allegare un curriculum didattico, scientifico e professionale, o collegarsi ai siti www.ist-psicoterapia.it, www. psicoterapiacognitiva.it e inviare richiesta di “iscrizione al colloquio motivazionale”, indicando un proprio recapito telefonico. L’ammissione alle Scuole avviene previo colloquio con il Candidato per valutarne le conoscenze generali nell’ambito della psicologia clinica e della psicoterapia, le motivazioni e le attitudini specifiche. Il costo annuale del corso è di € 4.200 per il I anno, 4.300 per il II anno, 4.400 per il III anno, 4.500 per il IV anno, da suddividersi in tre rate durante l’anno di formazione.
Qualifica di Psicoterapeuta
A chi abbia maturato la formazione quadriennale e superato i relativi esami, le Scuole rilasciano il titolo di Psicoterapeuta necessario per l’iscrizione all’Albo degli Psicoterapeuti presso gli Ordini Regionali degli Psicologi o dei Medici. Tale iscrizione comporta l’abilitazione all’esercizio della psicoterapia (ai sensi dell’art. 3, Legge 56 del 18.2.1989).
Direzione Scientifica Prof. Alessandro Salvini - Dr. Gioacchino Pagliaro Gestione Dott. Radames Biondo Cell. 347/8879031 Segreteria didattica Dr.ssa Cristina Gualtieri Tel/Fax 049 7808204 - Cell. 349 3457626
Docenti Dott. Radames Biondo, Psicoterapeuta, Esperto processi formativi Dott.ssa Botto Monica, Psicoterapeuta, Ricercatrice associata Scuole di psicoterapia interazionista Dott.ssa dall’Igna Valentina, Psicoterapeuta Esperta psicologia giuridica Dott.ssa Bruna Dighera, Psicoterapeuta Esperta Psicologia delle Dipendenze, ASL Provincia di Sondrio Dott.ssa Elena Faccio, Psicoterapeuta Ricercatrice e Docente di “Psicologia clinica”, Università di Padova Dott. Antonio Iudici, Psicoterapeuta Didatta e Ricercatore associato Scuole di psicoterapia interazionista, Esperto Psicologia clinica e Psicoterapia Dott. Diego Luparelli, Psicoterapeuta Esperto comunicazioni sociali Dott.ssa Elisa Martino, Psicoterapeuta Esperta di Psicologia della devianza adulta e minorile, Referente attività di ricerca Dott. Marco Vinicio Masoni, Psicoterapeuta Esperto in Psicologia clinica delle Istituzioni scolastiche e formative Dott. Carlo Massironi, Psicoterapeuta Esperto processi decisionali individuali e di gruppo Dott.ssa Cristina Mazzini, Psicoterapeuta Esperta processi riabilitativi, Az. ULSS 16 Padova Dott. Gioacchino Pagliaro, Psicoterapeuta Direttore della Psicologia Ospedaliera dell’AUSL di Bologna Professore a contratto di “Psicopatologia generale e dello sviluppo”, Università di Padova Dott. Matteo Rampin, Psichiatra e Psicoterapeuta Esperto psicoterapia strategica Dott. Antonio Ravasio, Psicoterapeuta Esperto psicologia giuridica Dott. Diego Romaioli, Psicoterapeuta Docente a contratto di “Metodi qualitativi nella ricerca psicosociale”, Università di Padova Prof. Alessandro Salvini, Psicoterapeuta Direttore scientifico Scuole di psicoterapia interazionista Prof. Gian Piero Turchi, Psicoterapeuta Professore Associato di “Psicologia clinica”, Università di Padova Prof. Fabio Veglia, Psicoterapeuta Professore Ordinario di “Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale”, Università di Torino Prof. Bruno Vezzani, Psicoterapeuta Professore a contratto di “Teorie e tecniche delle dinamiche di gruppo”, Università di Padova Le Scuole editano la Rivista di Psicologia Clinica e Psicoterapia “Scienze dell’Interazione”. L’Associazione Italiana di Psicoterapia Interazionista ha sede presso le Scuole di Padova e Mestre. LA DEFINIZIONE DI PSICOTERAPIA INTERAZIONISTA
Si definisce psicoterapia interazionista l’insieme dei metodi e delle tecniche psicologiche che utilizzano, in modo coerente, al modello (teoria della mente e dell’agire umano), i procedimenti relazionali e comunicativi atti a modificare: 1. il sistema di costrutti personali e relazionali, cognitivi e percettivi, emotivi e linguistici, generativi di problemi sintomatici, di difficoltà interpersonali e di sofferenza soggettiva; 2. i modi di agire disfunzionali, rispetto a sé stessi, agli altri e al mondo, a partire da contesti culturali, sociali e relazionali. I metodi e le tecniche fanno riferimento a protocolli di intervento che utilizzano tecniche semiotiche e narrative, interattivo-strategiche e olistiche. Tecniche in cui sono utilizzati procedimenti comunicativi adeguati a modificare l’organizzazione degli schemi relazionali, le rappresentazioni di sé, le narrazioni personali, la gestione dei propri problemi sintomatici e i relativi costrutti di senso e significato.
Il PROFILO DELLO PSICOTERAPEUTA INTERAZIONISTA
Lo Psicoterapeuta interazionista è un professionista opportunamente qualificato da una formazione scientifica personale e operativa. È un Professionista in grado di utilizzare metodi e tecniche atte a cambiare – nelle persone che lo richiedono – schemi e forme di pensiero, stati e processi emotivi, abitudini e comportamenti, ritenuti disfunzionali sul piano soggettivo e dell’adattamento sociale. Lo Psicoterapeuta, in virtù della formazione avuta e del modello operativo, dovrebbe essere in grado di trasferire le sue competenze in contesti non clinici, come nelle organizzazioni (produttive, gestionali e delle comunicazioni sociali) o nelle istituzioni (sociali, sanitarie, giuridiche e formative).
Alcuni riferimenti bibliografici sul modello interazionista
- Salvini A., Dondoni M. (2011) “Psicologia clinica dell’interazione e psicoterapia” Giunti Editore, Firenze
- Pagliaro G., Martino E., (2010) “La mente non localizzata. La visione olistica e il modello mente-corpo in psicologia e medicina”, Upsel Domeneghini, Padova
- Ernst von Glasersfeld, “L’interazionismo costruttivista: l’interazionismo e costruzione della conoscenza”, in rivista Scienze dell’Interazione Vol 1, n1, 2009 da pag 4-11
- Faccio E. (2007) “Le identità corporee quando l’immagine di sé fa star male”, Giunti Editore, Firenze
- Nardone G., Salvini A. (2007) “The Strategic Dialogue”, Karnac, London
- Pagliaro G., Salvini A. (2007) “Mente e psicoterapia”, Upsel Domeneghini, Padova
- Fisch R., Weakland J.H., Segal L. (1983) “Change: le tattiche del cambiamento”, Astrolabio, Roma
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