![]() | Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza Facoltà: Psicologia Corso di laurea: Psicologia del lavoro Cattedra: Sociologia della comunicazione Docente: Gianni Losito Anno accademico: 2004 Tipologia tesi: Laurea V.O. |
| Il presente lavoro nasce e si sviluppa nel più ampio contesto degli studi relativi alla qualità dei programmi televisivi. Esso si basa sulla premessa che la qualità televisiva e le iniziative che mirano a concretizzarla nella programmazione quotidiana debbano fare costantemente riferimento al pubblico, alle sue aspet-tative ed esigenze reali. L’ipotesi del nostro progetto considera la percezione della qualità televisiva da parte dei singoli fruitori articolata in più dimensioni, di diversa natura e basata sulle motivazioni più varie. L’obiettivo principale della ricerca è individuare queste dimensioni e cogliere eventuali relazioni tra modalità di fruizione del mezzo televisivo, grado di esposizione agli altri media e valutazione della qualità della programmazione televisiva, sia nel suo com-plesso sia per il genere dell’intrattenimento. Inoltre si è voluto investigare l’area dei bisogni e delle motivazioni che sottostanno all’esposizione dei tele-spettatori al mezzo televisivo Il campione utilizzato è un campione per quote, suddivisi per sesso e per età, composto da 240 soggetti. Lo strumento utilizza-to per la raccolta dei dati è un questionario semistrutturato, articolato in varie aree tematiche. I dati raccolti sono stati sottoposti ad elaborazioni statistiche tramite il software SPSS 11.0, con l’analisi delle componenti principali (ACP), si è proceduto all’individuazione delle dimensioni della qualità percepita. I risultati della nostra ricerca hanno confermato l’esistenza di grandi differenze nella percezione della qualità televisiva da parte del pubblico intervistato. In particolare, sono state riscontrate relazioni tra le dimensioni della qualità tele-visiva percepita, relative sia alla programmazione in generale che ai programmi d’intrattenimento, da un lato, e le modalità di fruizione del mezzo televisivo, l’esposizione ai differenti media e la valutazione dell’offerta televisiva dall’altro. Differenti risultano essere anche le motivazioni sottostanti alla visio-ne dei programmi televisivi. Quanto è emerso nell’ambito dei programmi d’intrattenimento rafforza la criticità di alcuni elementi formali, strutturali e di contenuto. Appare altresì confermata l’ipotesi di una duplice finalità di questi programmi, che proprio perchè semplici e informali, vengono percepiti dal pubblico come strumento adeguato per soddisfare attese formative più elevate | |
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