Misurare la Procrastinazione



Il problema procrastinazione è un problema complesso, articolato e arduo da definire e studiare. 

Se è vero che è una tendenza generalmente comune, riscontrabile non solo nel panorama universitario o in quello scolastico, ma anche nella vita lavorativa o nella sfera privata, andrebbe comunque considerato un problema (serio) quando le performances si riducono progressivamente e il risultato finale/obiettivo viene meno. 

Ovviamente, pur non condividendo le restrizioni categoriche o le famose “etichette”, il panorama della ricerca è molto restio a dare peso a esclamazioni filosofiche! E’ necessario, dunque, soffermarci sui fattori che sino ad oggi emergono dalle scarsissime ricerche presenti.
 
Il procrastinatore, oltre ad avere alcune “tipiche” caratteristiche, ha sicuramente, in quanto persona, altri e svariati aspetti peculiari, la cui variabilità è sostanzialmente indefinibile (ad oggi).
Recentemente ho cercato di approfondire la personalità del procrastinatore, riferendomi ad alcune caratteristiche misurabili con alcuni strumenti standardizzati. Pur avendo un campione molto limitato, ho riscontrato che i procrastinatori hanno altri punti in comune: insoddisfazione, bassa forza dell’Io, pensiero astratto, insicurezza, tensione. Le interpretazioni sarebbero, a questo punto, molteplici e creative.
 

Gli ultimi studi (Università di Calgary, Canada) hanno prodotto una vera formula matematica per “calcolare” la tendenza a rimandare: D=ExV/U, dove E è il successo con cui una persona pensa di portare a termine un dato compito, V è legato al modo in cui sarà valutato il lavoro finale e U è la desiderabilità della mansione.
Tale formula enfatizza il ruolo della motivazione. A mio avviso, però, tale tentativo rappresenta una semplificazione della problematica. Oltre al fattore motivazione, al perfezionismo, alle altre tendenze peculiari del procrastinatore, sarebbe opportuno soffermarci anche sui processi decisionali.
 
Secondo i modelli di decision-makin una data scelta è relata sempre alla possibilità di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo (considerando le condizioni di incertezza di un ambiente).
 
Molti studi e ricerche in campo animale evidenziano come particolare zone e attività elettriche del cervello si “attivano” durante una decisione. E’ però anche importante il fattore empirico. I ricordi permettono infatti di creare aspettative su una data possibilità di ottenere o meno un guadagno o un risultato. Ciò comporta che l’aspettativa interferisce in qualche modo su un processo decisionale, quindi su un eventuale comportamento.

E’ molto probabile, allora, che i soggetti procrastinatori si affidino molto alle esperienze passate, le quali, non sono forse troppo incoraggianti o comunque non con valenza positiva. Il rapporto tra processo decisionale e processo mnestico andrebbe sicuramente approfondito. In tale ottica, infatti, il ricordo della non decisione potrebbe andare a rinforzare la non decisione successiva.

Se è vero che si preservano quei comportamenti utili alla sopravvivenza poiché riducono l’incertezza, potremmo azzardare a considerare alcuni processi decisionali come semplici “abitudini” e considereremo come vere e proprie decisioni quelle che nascono invece dalle incertezze.
La realtà della procrastinazione si “complica” sempre di più!
 
In base agli studi presenti ad oggi, alle mie prime ricerche e alla volontà di approfondire la tematica, (in preparazione un secondo libro) ho deciso di elaborare un primo questionario italiano, denominato Inventario Generale sulla Procrastinazione, elaborato in base ad alcuni strumenti stranieri esistenti, in primis, il General Procrastination Scale di Lay.
 
Lo strumento è composto da 30 affermazioni, alle quali il soggetto deve rispondere in base ad una scala pentenaria, con categoria intermedia (da pienamente d’accordo a pienamente in disaccordo). Il punteggio, in base alla valutazione di alcuni intems critici, varia da 15 a 70.  Tramite prime  procedure di correlazione degli items risultati troppo ambigui o difficili (typical respondents) è stata realizzata una nuova versione.

  1. Spesso combio mansioni che avrei dovuto compiere giorni prima
  2. Non riesco ad andare alle partite, al cinema, ai concerti perché non acquisto i biglietti in tempo
  3. Quando progetto un incontro prendo accordi in anticipo
  4. Quando mi devo alzare al mattino, aspetto sempre un po’ prima di farlo
  5. Dopo aver scritto una lettera, la lascio sul tavolo diversi giorni prima di spedirla
  6. Restituisco generalmente subito le telefonate
  7. Rimando esami o lavori che richiedono anche poco tempo
  8. Prendo decisioni appena possibile
  9. Prima di cominciare un lavoro o prima di studiare, cerco sempre di ritardare
  10. Quando viaggio, leggo velocemente e nel momento opportuno le informazioni che mi servono
  11. Quando devo uscire, raramente devo fare qualcosa all'ultimo minuto
  12. Nella preparazione di un esame o di un lavoro, spreco tempo in altre faccende
  13. Se mi arriva una fattura o una bolletta da pagare, la pago subito
  14. Rispondo ad un invito quasi sempre subito
  15. Spesso finisco un'operazione in anticipo
  16. Concludo un acquisto per un compleanno o anche per Natale all'ultimo minuto
  17. Compro all'ultimo minuto anche un prodotto essenziale
  18. Faccio generalmente ogni operazione di un programma prestabilito
  19. Dico spesso "lo farò domani"
  20. La sera, prima di andare a dormire, analizzo tutte le cose che dovrò fare il giorno seguente
  21. Quando devo affrontare un compito difficile, trovo scuse per rimandare
  22. So cosa devo fare, ma spesso faccio altro
  23. Porto con me libri o appunti, ma spesso no li apro
  24. Rendo meglio quando sono sotto pressione
  25. Ci sono  sempre troppe interruzioni che interferiscono con le mie priorità
  26. Se mi fanno pressione per prendere una decisione che in realtà non desidererei prendere, evito le risposte dirette
  27. Utilizzo "mezze misure" per evitare o ritardare azioni o mansioni che non mi piacciono
  28. Quando devo compiere qualche operazione difficile mi sento nervoso e/o stanco
  29. Gradisco ordinare la mia stanza prima di cominciare un'attività difficile
  30. Prima di compiere mansioni di studio o lavoro, aspetto l'ispirazione giusta

Il questionario  (pre-test) è stato somministrato ad un gruppo ristretto di soggetti autoselezionati (campionamento a valanga) come procrastinatori, studenti universitari di età media 25 anni. 

Il punteggio medio ottenuto è stato 44,85, senza differenze significative tra maschi e femmine. 

Il questionario è stato somministrato nuovamente a distanza di un mese (test-retest), ottenendo un coefficiente di attendibilità elevato (0,91).

Il passo successivo sarà quello di allargare il campione e di approfondire le procedure di standardizzazione. L’Inventario nasce, infatti, con l’obiettivo di poter misurare il livello di procrastinazione indipendentemente dall’età, dal genere o dalla professione. Molto altro lavoro ci aspetta!

Bibliografia

Mirco Turco (2005). Procrastinazione Universitaria e Disorientamento Personale. Clinamen, Firenze.





Fast Link: help esame, appunti di psicologia, help tesi, articoli di psicologia, progetti, casi clinici, corsi psicologia, master psicologia, scuole psicoterapia , autopromozione, esame di stato di psicologia, corsi ecm psicologi, profili professionali, normativa professione, e-book gratuiti, eventi per psicologi, la psicologia psicologia, lavoro per psicologi, libri di psicologia, tesi di laurea in psicologia, psicologia giuridica, counseling psicologico

© 2001-2012 Obiettivo Psicologia srl. p.iva 07584501006 Tutti i diritti riservati