Il supporto psicologico per le coppie infertili


Affrontare il problema dell’infertilità senza richiamare la dimensione psicologica non è più possibile.
 
È di fatto impensabile separare la dimensione organica da quella psichica, sempre, e a maggior ragione quando la difficoltà del concepimento molto spesso ha una componente psicologica molto importante se non predominante.
 
Colpisce, infatti, l’alta percentuale di coppie che, pur avendo attuato tutti i necessari accertamenti clinici e i conseguenti dispositivi, non riescono a conoscere le cause organiche della loro impossibilità a procreare.
 
Sembra, quindi, che fattori psico-emotivi e stress possano influire sull’infertilità di coppia.
 
Al di là delle cause che portano le coppie ai centri di Procreazione Medicalmente Assistita è risultato importante, sia per il buon esito del trattamento sia per accompagnare questa esperienza difficile, offrire uno spazio di accoglienza per tutti quegli uomini e quelle donne che vedono frustrato il loro legittimo desiderio di divenire genitori.
 
Le fasi d’accertamento intensivo, i periodi d’attesa, un eventuale fallimento nel conseguimento della gravidanza sono fonti di stress per la coppia che non riesce ad avere un figlio.
 
Diversi studi (Andrews et al, 1991; Jordan, Revenson, 1999; Adashi, et al., 2000; Wichman et al, 2011) hanno riscontrato differenze nei livelli di ansia presentati dagli uomini e dalle donne valutando le reazioni emotive delle coppie che hanno ricevuto l’infausta diagnosi di infertilità.
 
Da questi studi è emerso che le donne, rispetto agli uomini, mostrano livelli più elevati di ansia in questa particolare situazione, nello specifico le ricerche hanno rivelato come i trattamenti sono descritti dalla maggior parte delle donne come impegnativi, sia per le conseguenze strettamente fisiche sia per la fatica di mettere continuamente in gioco e in mostra il proprio corpo.  
 
Durante il percorso, in generale, la relazione di coppia si modifica con il possibile sviluppo di una sintomatologia ansioso-depressiva e disordini sessuali.
 
Lo psicologo, chiamato a supportare le coppie con difficoltà procreative, ha il delicato compito di permettere confronti, far accettare le delusioni, superare le ansie, rimuovere gli effetti stressanti, e sviluppare capacità di coping affinchè i partner possano acquisire comportamenti nuovi e più adatti ad affrontare le situazioni problematiche ma anche l’eventuale successo.
 
L’importanza di sostenere psicologicamente le coppie infertili, all’interno di una visione olistica del problema, sembra trovare riscontro in uno studio longitudinale (Righetti, 2001) volto a indagare il beneficio dello stesso sull’esito del trattamento rispetto a coppie che non chiedevano aiuto psicologico.
 
Oltre al fatto che le coppie, supportate nella loro condizione di stress e perdita, riescono più frequentemente ad ottenere una gravidanza rispetto alle coppie che non si sottopongono a consulenza, le coppie supportate da uno psicologo: sono meno isolate e aperte agli altri; hanno una relazione più positiva con il medico e le altre figure professionali del centro di PMA.
 
In un clima empatico e di accettazione la coppia deve avere così l’opportunità e il tempo di raccontare la propria storia e la possibilità di esprimere tutti i problemi sociali ed emozionali legati alla propria infertilità.
 
Del resto il mancato concepimento è un evento luttuoso, la gestione del quale non può essere delegata alla sola coppia, isolandola ulteriormente. I fallimenti dei trattamenti medici provocano, di fatto, incrementi di ansia e di vissuti depressivi, sentimenti di impotenza e perdita, maggiori difficoltà sessuali e di coppia.  
 
Secondo l’European Society of Human Reproduction and Embriology – ESHRE possono essere proposti alle coppie infertili tre tipi di consulenze: decisionale, di sostegno e terapeutica.
 
Con la consulenza decisionale, lo psicologo agevola nella coppia o nel singolo individuo un processo di comprensione e riflessione sulle implicazioni e le conseguenze del trattamento per loro, la loro famiglia e per gli eventuali figli.
 
Con la consulenza di sostegno l’obiettivo principale è offrire il supporto nei momenti maggiormente difficili determinati dai vissuti di cronicità dell’infertilità, dall’esperienza di lutto percepita e dai fallimenti dei trattamenti.
 
Nella consulenza terapeutica, l’intervento psicologico si pone come obiettivo l’acquisizione, da parte delle coppie, di strategie efficaci per affrontare i trattamenti e gli esiti degli stessi.
 
È auspicabile pertanto il “concepimento” di una psicologia dell’infertilità che deve fare “coppia” con le altre figure professionali dei centri PMA, affinchè sia possibile prendersi cura della persona nella sua interezza.
 
 
Autore: Dr.ssa Katia Carlini, Psicologa-Psicoterapeuta, dottoranda presso il Dip. di Psicologia Dinamica e Clinica La Sapienza di Roma con il progetto di ricerca "Legami di attaccamento in uomini e donne infertili", collabora con Obiettivo Psicologia per il webinar: Il supporto psicologico per le coppie infertili in programma il prossimo 23 febbraio.


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