Progetto di sostegno alla genitorialità
PROGETTO DI SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA'
Il contesto sociale e culturale contemporaneo attribuisce un significato alla genitorialità molto diverso rispetto al passato, come frutto di una scelta ed esercizio di controllo; ciò non toglie, anzi a fronte di maggiori aspettative ed investimento emotivo, che la nascita di un figlio rappresenti un evento critico che impone compiti di sviluppo diversificati e che necessiti l’attivazione di risorse che possano trarre potenziale trasformativo funzionale al cambiamento e alla riorganizzazione del sistema familiare nel suo complesso.
Seguendo l’approccio relazionale-simbolico elaborato da Cigoli e Scabini, possiamo identificare i compiti di sviluppo della coppia coniugale nella transizione alla genitorialità:
- come coniugi, è necessario integrare la dimensione coniugale con quella genitoriale, in modo da dar vita a una nuova forma di identità di coppia, in cui ciascun partner riconosca e legittimi l’altro nella sua nuova funzione e responsabilità.
- come genitori, la coppia è chiamata a creare legame con il figlio, dare spazio, calore e fiducia alla nuova generazione; avviare un processo di differenziazione che li conduca a riconoscere nel figlio l’altro da sé; continua protezione e base sicura che consenta al bambino di regolare in modo sempre più adeguato le sue funzioni psicofisiche in rapporto al contesto.
- come figli, la coppia è chiamata a percepirsi in connessione ma distinta dalla famiglia di origine, in una reciproca legittimizzazione di ruolo.
- come membri di una comunità sociale, la coppia è chiamata a gestire la combinazione tra spazi per la famiglia e spazi per il sociale.
Benché la transizione si ripeta a ogni nascita che è sempre in qualche modo unica, la nascita del primo figlio presenta tratti di salienza e sorpresa del tutto peculiari, pertanto, un maggior investimento psichico da parte dei neogenitori.
A fronte della riorganizzazione che il sistema famiglia è chiamato ad affrontare, si propone un progetto di sostegno alla genitorialità, rivolto a coppie di neogenitori al primo figlio che si inserisca all’interno della struttura ospedaliera che li ha avuti in cura durante la gravidanza e il parto.
In fase di attivazione si terrà una riunione dell’equipe professionale per attivare la rete e la cooperazione tra le diverse professionalità, per condividere obiettivi e modalità di attuazione.
Il progetto si propone come obiettivo generale quello di favorire e sostenere il processo di adattamento al nuovo ruolo, in un’ottica di empowerment, orientata all’attivazione delle risorse e all’acquisizione di autonomia e fiducia nelle proprie competenze e capacità.
Obiettivi specifici sono:
- Far emergere le aspettative, le fantasie e i timori relativi al nuovo ruolo genitoriale;
- Facilitare la comunicazione, la condivisione e il sostegno reciproco all’interno della coppia;
- Favorire l’elaborazione di una nuova identità di coppia;
- Favorire il processo di autonomia e fiducia nelle proprie capacità genitoriali;
- Favorire l’integrazione del ruolo genitoriale con il ruolo professionale.
Si propone, pertanto, un ciclo della durata di un anno di incontri di circa 1 ora e mezza ciascuno, in piccoli gruppi con le coppie di neogenitori. Gli incontri avranno cadenza bisettimanale.
Gli incontri vengono strutturati in minicicli di 4 incontri, ciascuno vertente su uno specifico argomento; ogni mini-ciclo si struttura in questo modo:
- Il primo incontro prevede l’utilizzo di brainstorming sull’argomento a cui seguiranno delle lezioni da parte di un operatore specialista nel settore.
- Il secondo incontro prevede l’utilizzo di supporti audiovisivi relativi all’argomento.
- Il terzo incontro vede una discussione di gruppo di quanto emerso nei due incontri precedenti, attraverso l’utilizzo di stimoli quali parole-chiave e immagini.
- Il quarto incontro prevede la discussione di gruppo volta alla condivisione delle proprie esperienze.
Le tematiche affrontate riguarderanno diversi argomenti: la cura e lo sviluppo del bambino; la costruzione dell’identità genitoriale; la modificazione del rapporto di coppia; la formazione della triade; il rapporto con la famiglia d’origine; l’integrazione del ruolo professionale.
Pertanto, si prevede l’intervento e l’alternarsi di diverse figure professionali: ginecologo, pediatra, due psicologi (uno dei quali presente a ogni incontro in veste di osservatore), educatore di asilo nido.
Inoltre, lo psicologo si metterà a disposizione dei genitori per eventuali colloqui di coppia.
Verrà effettuata valutazione in itinere attraverso riunioni di equipe con cadenza mensile per monitorare il percorso e una valutazione finale attraverso focus group.
Oltre ad un momento di restituzione alle famiglie, in cui vengano date anche indicazioni di servizi cui rivolgersi in caso di difficoltà (in modo da dare continuità al progetto e mettere in rete i diversi servizi) è previsto anche un follow-up a distanza di 6 mesi dalla conclusione degli incontri per valutare l’efficacia dell’intervento attraverso un questionario di feedback anonimo inviato per posta.