Insegnate di sostegno



Definizione
La figura dell'Insegnante di sostegno è nata giuridicamente con il D.P.R. 970/1975, come docente "specialista", distinto dagli altri insegnanti curricolari ed è stata ulteriormente definita dalla L. 517/77 che ratifica il diritto alla piena integrazione degli studenti con handicap nella scuola pubblica. Con l'introduzione di questa figura si è tentato, infatti, di dare una prima risposta ai problemi legati all'integrazione di studenti con handicap o in condizione di svantaggio culturale.

Attività e compiti
L'Insegnante di sostegno cura e coordina gli interventi volti alla socializzazione, alla formazione e qualificazione e all'inserimento lavorativo di disabili e di soggetti in stato o a rischio di emarginazione sociale e culturale. Egli collabora attivamente - assieme all'équipe dei docenti - alla predisposizione del Piano Educativo Individualizzato sancito nella Legge quadro sull'handicap (L.104/1992) finalizzato a garantire le linee di continuità educativa. In particolare, questa figura professionale svolge compiti di:

Situazione di lavoro
Si tratta in larga misura di docenti di ruolo o incaricati a tempo determinato, in possesso di particolari titoli di specializzazione e conoscenze relative alle condizioni di handicap per le quali sono provvisti gli interventi di sostegno. Gli Insegnanti che scelgono di svolgere questo ruolo sono assegnati per almeno cinque anni consecutivi alle attività di sostegno. Solo di rado è possibile far ricorso a prestazioni d'opera di personale esterno alla scuola. L'Insegnante di sostegno si prende cura di un numero variabile di allievi: di norma si occupa di quattro alunni, tuttavia esistono possibilità di derogare rispetto al numero di studenti assegnati in relazione a particolari necessità. Più di rado, si occupa, oltre che dell'assistenza individuale, di seguire progetti di integrazione a seconda della tipologia di disabilità. Le relazioni che intrattiene nel corso della sua attività riguardano (oltre a quelle con gli allievi), da un lato, gli altri docenti e il personale operante presso il Circolo o Istituto, dall'altro le famiglie degli studenti. L'Insegnante di sostegno è infatti cootitolare delle sezioni/classi in cui opera, partecipa alla programmazione educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei Consigli di interclasse, dei Consigli di classe e dei Collegi dei docenti. Tuttavia la definizione dei Piani Educativi integrati richiedono non solo l'apporto e la collaborazione tra le figure docenti ma anche della famiglia dello studente che potrà, da una parte, fornire le indicazione necessarie per delineare adeguatamente le esigenze dello studente, dall'altra, potrà conoscere quanto la scuola fa per il figlio e quindi essere indotta a collaborare, continuando, ove e se possibile, l'iter educativo proposto.

Competenze necessarie
L'Insegnante di sostegno deve possedere conoscenze e competenze relative a: le problematiche del mondo del lavoro inerenti l'inserimento sociale e lavorativo dei soggetti in situazione di svantaggio e di emarginazione; la legislazione volta a favorire l'integrazione e il lavoro dei predetti soggetti; le problematiche psicologiche e sociologiche connesse alla particolare tipologia di utenza; le metodologie didattiche e le sperimentazioni funzionali alla programmazione di interventi formativi specifici e individualizzati; l'organizzazione e il coordinamento di iter formativi integrati fra struttura formativa e aziende per favorire l'alternanza, la formazione mista in situazione, l'inserimento guidato in ambiente lavorativo.

Percorsi professionali, formazione e titoli richiesti
Per gli Insegnanti di sostegno sono stati predisposti specifici corsi biennali di specializzazione (di 1.300 ore) definito con un preciso curriculum formativo per questa figura. Negli ultimi anni ai corsi di lunga durata per la formazione di questo docente tendono a sostituirsi percorsi formativi professionalizzanti di durata inferiore (450 ore) riferito esclusivamente ai docenti soprannumerari.

Tendenze occupazionali
Alle funzioni di sostegno e integrazione degli studenti in condizione di disagio vengono adibiti prevalentemente insegnati già in servizio nel sistema scolastico nazionale. Solo di rado e al fine di assistere studenti con problemi di particolare rilievo è previsto il ricorso a personale esterno. Questo ambito professionale coinvolge dunque soprattutto soggetti già occupati (sebbene non sempre in modo stabile) e dà luogo in misura estremamente limitata a nuova occupazione.
Inoltre la progressiva riduzione della spesa pubblica rischia di contrarre le iniziative di integrazione, tra le quali le attività svolte da questa figura professionale. Nonostante i vincoli indicati gli insegnati di sostegno non sono ancora presenti in misura adeguata rispetto alle esigenze e questo potrebbe condurre - oltre all'impiego di personale in esubero - alla stabilizzazione dell'impiego per migliaia di docenti abilitati e specializzati ma con impiego precario e intermittente.

Tratto da www.isfol.it - ISFOL (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori)




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