Parlare di psicoterapia è un’operazione alquanto complessa a causa della molteplicità e diversità di orizzonti, vale a dire di teorie, modelli, scuole o indirizzi.
Non esiste, tuttavia, un orizzonte privilegiato di cura, ma differenti forme di psicoterapia le cui diversità vanno rintracciate in una teoria, in una pratica di lavoro e in un apposito training di formazione.
Tutte le forme di psicoterapia si basano su una relazione terapeutica che utilizza strumenti psicologici e tutte sono interessate a rimettere in moto un processo di sviluppo che si è arrestato all’interno degli individui o fra gli individui. Ciascuna persona costruisce, in base alle proprie esperienze e bisogni, un’immagine della realtà, tale immagine altro non è che il modo in cui ciascuno si racconta dando senso alle cose di cui si fa esperienza.
Il sintomo/disagio deriva proprio dalla mancanza di senso, da una perdita di armonia e di intelligibilità delle cose che accadono, e quindi consiste nell’interruzione dell’esperienza. Le organizzazioni terapeutiche si inseriscono proprio nel punto in cui l’esperienza si interrompe; per tutte il problema è la comprensione e la traduzione della sofferenza/sintomo in un nuovo significato che dia senso all’esperienza interrotta; le differenze tra un orientamento e un altro risiedono nel linguaggio e nella sintassi adoperata per farlo.
In un lavoro individuale di matrice psicoanalitica l’attenzione dei terapeuti è focalizzata sulla comunicazione inviata loro dal paziente all’interno della situazione terapeutica, quindi il materiale su cui si lavora è quello che emerge all’interno del rapporto terapeutico, e la lettura e la comprensione di tale materiale avviene attraverso la gestione della dinamica del transfert. Tutte le psicoterapie analitiche o dinamicamente orientate si basano sulla gestione della dinamica di transfert e controtransfert da parte del terapeuta, le differenze risiedono nei livelli cui tale materiale è utilizzato.
I terapeuti della famiglia, invece, sono più interessati ai rapporti interpersonali e sociali della persona. Il disturbo per tale orientamento è l’espressione di un’alterazione che si sviluppa in termini di rapporto interpersonale, quindi, il terapeuta della famiglia cercherà di cogliere il senso dei comportamenti sintomatici mettendoli in rapporto con la situazione concreta nella quale nascono.
Nelle terapie dinamiche la crisi è tutta giocata sulla relazione di transfert, il terapeuta utilizza se stesso come punto di riferimento per riattivare emozioni e comportamenti che il paziente aveva precedentemente rivolto ad altre figure significative, i terapeuti attuali fanno rivivere in termini di conflitto attuale fra i membri della famiglia, fra loro e terapeuti, una vicenda che aveva portato alla crisi. E' ugualmente attraverso gli eventi che si svolgono in terapia, cioè, è dall’esperienza concreta nel setting, che si sviluppano elementi di una nuova conoscenza o di una nuova interpretazione. L’attenzione all’esperienza concreta, cioè al qui ed ora, non è esclusivo della Terapia della Famiglia, ma è presente anche in altri orientamenti come la Gestalt-Terapia e il modello Cognitivo Comportamentale.
Per la Gestal-Terapia l’esperienza avviene al confine contatto con la realtà e questo diventa un elemento importante sia nel processo diagnostico sia terapeutico. La chiave della cura sono le cose che accadono all’interno della relazione terapeutica, cioè il confine contatto che si stabilisce tra terapeuta e paziente: le emozioni che il paziente prova non sono la ripetizione del transfert ma una risposta specifica modulata per quel terapeuta in quel contesto di riferimento, e queste diventano la porta per dare un nuovo significato all’esperienza sia all’interno di un contesto individuale che gruppale.
Nella psicoterapia cognitivo-comportamentale il focus terapeutico è costituito dalla modificazione cognitivo emotiva che avviene soprattutto attraverso la modificazione dei pensieri e del comportamento; il terapeuta cognitivo-comportamentale, pur considerando gli eventi passati come utili fonti di informazione circa lo sviluppo e l’evoluzione del sintomo, lavora prevalentemente su ciò che nel presente contribuisce a mantenere la sofferenza. Il paziente è allenato a prendere consapevolezza del proprio funzionamento mentale all’interno di un setting terapeutico strategicamente costruito anche attraverso l’utilizzo di esercizi ed esperimenti.
Il modello Analitico Transazionale è una “griglia di analisi” che permette di cogliere le relazioni per come si manifestano nel comportamento attraverso gli eventi che accadono nel qui ed ora (transazioni). L’originaria impostazione del modello Berniano è andata incontro ad evoluzioni e integrazioni tali per cui il lavoro Analitico-Transazionale, attualmente, si riconosce sia su un livello interpersonale che intrapsichico. L’analisi di questi due livelli è parte integrante sia del processo diagnostico che terapeutico. L’analisi transazionale sia individuale che di gruppo, risponde bene anche a contesti di lavoro che non sono strettamente clinici e psicoterapeutici.
Con l’Analisi Bioenergetica si passa dal livello verbale a quello corporeo; la distanza analitica scompare e il terapeuta entra in relazione diretta con il paziente permettendosi anche un contatto corporeo ed emotivo.
Il linguaggio del corpo diventa la strada per comprendere la sofferenza dell’altro e il campo energetico relazionale diventa un’opportunità per il paziente di esplorare esperienze nuove e correttive di sé.
Ciascuna organizzazione terapeutica, dunque, si riconosce in un particolare metodo di lavoro che potrà essere interpretativo, esperenziale, educativo e prescrittivo; ma, tali metodi sono l’espressione dei fondamentali processi di pensiero con cui gli individui organizzano l’esperienza: il pensare, il sentire sensoriale, l’intuire e il simbolizzare. Le diversità tecniche in sede clinica sono, dunque, l’espressione di un uso privilegiato del sentire, del pensare, dell’intuire o del simbolizzare.
Poiché la psicoterapia non è mai l’applicazione di tecniche e protocolli, ma un processo interattivo di costruzioni di realtà attraverso un coordinamento di azioni e significati, lo strumento di lavoro fondamentale è la relazione terapeutica e quindi, lo psicoterapeuta con la sua storia e la sua soggettività.
La psicoterapia, al di là delle tecniche e delle metodologie, risiede soprattutto nella dinamica del terapeuta: l’osservazione di se stessi, il riconoscimento delle proprie emozioni costituiscono la chiave del processo terapeutico e per ogni psicoterapeuta sarà importante sapersi soffermare sulla propria personale arte di fare e di narrare.
A cura di Lucia Anna Lombardo
www.orientamenti.it
BIBLIOGRAFIA
H. BRUCH “APPRENDERE LA PSICOTERAPIA” BOLLATI BORINGHIERI.
L .CANCRINI “GRAMMATICA E SITASSI” CAROCCI.
L. CANCRINI “ GUIDA ALLA PSICOTERAPIA “ EDITORI RIUNITI.
L. CIONINI “PSICOTERAPIE: MODELLI A CONFRONTO” CAROCCI.
A. FERRO “TECNICA E CREATIVITA” CORTINA.
E. GIUSTI-V. ROSA “PSICOTERPIA DELLA GESTALT” COLLANA D I E .GIUSTI.
J.HILMAN “LE STORIE CHE CURANO” RAFFAELLO CORTIN AEDITORE.
L.GAMBINI “PSICOLOGIA DELLA FAMIGLIA” FRANCOANGELI.
S. MINUCHIN “ FAMIGLIA E TERAPIA DELLA FAMIGLIA” ASTROLABIO.
S.A. MITCHELL “GLI ORIENTAMENTI RELAZIONALI DELLA PSICOANANLISI” ASTROLABIO
M .NOVELLINO “L’APPROCCIO CLINICO DELL’ANALISI TRANSAZIONALE” FRANCOANGELI.
G. JERVIS “FONDAMENTI DI PSICOLOGIA DINAMICA” FELTRINELLI.
SPAGUOLO-LOOB “PSICOTERAPIA DELLA GESTALT” FRANCOANGELI.
I .STEWART-V. JOINES “L’ANALISI TRANSZIONALE “ GARZANTI.
U. PARISLELLA “ORIENTAMENTO ALLA PSICOTERAPIA” VOL I –II SCIONE EDITORE.
PSICOBIETTIVO: IL SETTING NUM 2 MAGGIO-AGOSTO 1991.
PSICOBIETTIVO: LA DIAGNOSI NUM 3 SETTEMBRE – DICEMBRE 1998.
PSICOBIETTIVO: FORMAZIONE PSICOTERPIA NUM 1, GENNAIO-APRILE 2002.
ANALISI TRANSAZIONALE: UN MODELLO IN EVOLUZIONE. ATTI CONVEGNO NAZIONALI DI ANALISI TRANSAZIONALE 1991.
IDEE IN PSICOTERAPIA VOL 1, NUM 1-GENNAIO-APRILE 2008.
IDEE IN PSICOTERAPIA VOL 1, NUM 1- MAGGIO- AGOSTO 2008.
IDEE IN PSICOTERAPIA VOL 1, NUM 1 –OTTOBRE –DICEMBRE 2008.
Fast Link: help esame, appunti di psicologia, help tesi, articoli di psicologia, progetti, casi clinici, corsi psicologia, master psicologia, scuole psicoterapia , autopromozione, esame di stato di psicologia, corsi ecm psicologi, profili professionali, normativa professione, e-book gratuiti, eventi per psicologi, la psicologia psicologia, lavoro per psicologi, libri di psicologia, tesi di laurea in psicologia, psicologia giuridica, counseling psicologico
© 2001-2012 Obiettivo Psicologia srl. p.iva 07584501006 Tutti i diritti riservati