Scrivere una lettera di motivazione
Il cv è il principale strumento di marketing personale attraverso cui promuovere le nostre conoscenze, esperienze e capacità. La finalità del cv è infatti quella di stimolare la curiosità del selezionatore, fargli capire che siamo proprio quello che sta cercando e, in ultima analisi, ottenere il tanto auspicato colloquio di selezione. Ma ricordiamo! È molto probabile che il nostro interlocutore riceva decine, se non centinaia, di curriculum al giorno e che non si dedichi più di un minuto a ciascuno di essi. Dovremo quindi essere:
- Completi: toccare tutti gli aspetti della nostra formazione, professionalità e personalità.
- Chiari: la struttura e le frasi devono essere impostate in modo schematico, lineare e preciso così da facilitarne la lettura e la comprensione.
- Sintetici: è una qualità fondamentale per un buon curriculum e per evitare che possa essere cestinato perché troppo prolisso. Si consiglia una, massimo due pagine.
Solitamente al curriculum va allegata una lettera di motivazione e questa è buona abitudine anche nel caso in cui non sia esplicitamente richiesta. Servirà a completare la nostra descrizione ed a valorizzare quelli che riteniamo i nostri punti di forza.
Ovviamente non esiste un cv valido per qualunque occasione, così sarà nostro dovere ed interesse andarlo a calibrare di volta in volta sulla base dello specifico interlocutore evidenziando gli aspetti che possono essere in sintonia con le necessità aziendali. Vi sono tuttavia degli accorgimenti standard che rappresentano la base di partenza di un curriculum vitae accettabile:
- i fogli devono essere bianchi ed in formato A4, l’intestazione deve riportare solo nome, cognome, indirizzo e telefono del candidato;
- deve presentarsi snello, arioso ed ordinato, con ampi bordi e spaziature per le note del selezionatore;
- è opportuno scriverlo nella forma impersonale o in prima persona;
- si può scrivere a mano, ma solo se la scrittura è altamente leggibile, e comunque deve essere spedito in originale e mai fotocopiato;
- i consiglia la stesura su computer per le possibilità date di vivacizzare la grafica (sottolineature, grassetti, font) ed evidenziare le informazioni più importanti, mantenendo in ogni caso ordine e coerenza tra i caratteri;
- non si devono allegare altri documenti se non esplicitamente richiesti (foto, certificati, attestati, …);
- si possono evitare i voti di maturità, in particolare se bassi, mentre il voto di laurea va indicato sempre;
- è sconsigliato inserire giustificazioni per eventuali carenze e difetti, per lavori o studi precedentemente interrotti;
- non è consigliato mettere tutti i corsi fatti e le esperienze avute, ma solo ciò che risulta funzionale a dimostrare la nostra valenza rispetto al posto per cui si invia il cv;
- non inserire dettagli inutili, come il codice fiscale, il numero della patente, la taglia dei pantaloni o il numero di scarpe;
- non scordarsi di autorizzare il trattamento dei propri dati personali ai sensi della Legge n. 675/96;
- evitare assolutamente di mentire (in particolare su esperienze lavorative o su lingue conosciute). Durante il colloquio di selezione è facilmente controllabile e potrebbe risultare controproducente!!!
Bene! Abbiamo visto l’obiettivo del cv, le sue caratteristiche base, adesso andiamo a scoprire quali sono i contenuti che lo caratterizzano.
- Dati personali.
Data e luogo di nascita, stato civile, residenza, domicilio, telefono ed indirizzo di posta elettronica. Può sembrare banale, ma è importante controllare successivamente di averli inseriti correttamente. - Istruzione.
Elencare gli studi in ordine cronologico a partire dalle esperienze più recenti, fino al diploma. È buona regola indicare il nome dell’istituto presso cui si è svolta ogni esperienza, il nome completo del titolo conseguito e l’eventuale titolo di tesi, tesine e/o progetti sviluppati e inerenti a ciò che il nostro interlocutore sta ricercando. Nel caso in cui si sia prossimi alla laurea, indicarne l’argomento, il periodo o la data nella quale prevediamo di laurearci. - Esperienze lavorative.
E' probabilmente la sezione più importante del cv, quella che parla delle nostre reali capacità. Nel caso in cui si abbiano poche o nessuna esperienza attinente al settore in questione è comunque importante segnalare delle esperienze che possano indicare delle particolari attitudini di rapida crescita, di capacità di lavorare in gruppo, capacità organizzativa, flessibilità. Anche qui è buona norma citare la realtà presso cui si è lavorato, cercando di entrare nel dettaglio delle attività e dei progetti seguiti, delle reali competenze acquisite nel corso dell’esperienza. - Lingue straniere.
La sincerità prima di tutto. Nel caso si ottenga il colloquio sarebbe molto complicato mentire. Creare delle aspettative nell’interlocutore che legge il nostro cv per poi deluderle rischierebbe di compromettere l’incontro. - Conoscenze informatiche.
Office automation, gestione della posta elettronica, capacità di navigazione su internet sono oggi requisiti sempre più spesso richiesti anche a noi psicologi. Se ci sono mettiamoli specificando, però, il livello di conoscenza. - Hobbies e interessi. E' la parte finale a completamento del cv. Per noi psicologi, o comunque per persone di estrazione umanistica, potrebbe essere utile indicare un interesse personale per l’informatica e/o per Internet. Inoltre è consigliato indicare se gli interessi indicati hanno portato dei riconoscimenti o permesso di raggiungere traguardi (patentini, premi, attestati, attività).