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  1. #1
    Partecipante Affezionato
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    14-12-2008
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    70

    Da volontario a lavoratore....

    ciao a tutti!vorrei sapere da qualcuno se conosce qualche cooperativa,associazione, centro in cui iniziare come volontario, e che ti danno una reale probabilità di inserimento lavorativo....cioè qualcuno di serio, che non ti sfrutta soltanto, ma che poi alla fine ti puo anche premiare!
    Qualcuno ha avuto esperienze dirette? grazie mille a tutti

  2. #2

    Riferimento: Da volontario a lavoratore....

    ciao Flashbulb io più o meno sto come te! sto inviando curricula alla ricerca di colloqui e occasioni nelle cooperative o nelle associazioni anche perchè è in questi contesti che mi vorrei formare veramente ma mi rendo conto che non è semplice in quanto non offrono tutte queste possibilità lavorative! io cmqe continuo la ricerca se so qualc in più ti aggiorno. ciao a presto

  3. #3
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
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    743

    Riferimento: Da volontario a lavoratore....

    Io credo che finchè ci proporremo come volontari per essere poi "premiati" con un lavoro non si andrà tanto lontano...
    Il lavoro non ci deve essere dato come premio o carità perchè siamo stati bravi e gli abbiamo fatto un favore (e ora loro ce lo restituiscono con un lavoro).
    Un lavoro lo si ottiene perchè si è bravi e competenti professionisti e quindi siamo noi a fare un favore a loro mettendogli a disposizione la nostra professionalità (che se ha un valore DEVE essere pagata, gratis si offrono cose che non valgono molto).

    Se io avessi una cooperativa e mi si proponesse un volontario che vuole imparare il lavoro probabilmente per me rimarrebbe sempre quello che sentiva di non sapere far niente, tanto che non voleva nemmeno essere pagato!
    E farei fatica, anche dopo tempo, a vederlo come un professionista e affidargli mansioni di rilievo: rimarrebbe sempre uno che deve imparare...

    A volte penso che oltre alla mancanza di lavoro, ci sia anche un vizio di fondo nel nostro modo di proporci che fa sì che gli altri ci etichettino (e già lo psicologo spesso parte con una serie di etichette: il quasi medico ma non è come un medico quindi tanto vale prendere un medico vero/quello che lavora con le parole e quindi con l'aria fritta/quello che tanto anche io sono un pò psicologo e quindi posso benissimo pensarci io/...), perchè aggiungere anche l'etichetta di quello che considera il suo lavoro così inutile e privo di valore da aver bisogno di regalarmelo?
    Vimae

  4. #4
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    14-12-2008
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    70

    Riferimento: Da volontario a lavoratore....

    Io credo invece caro/a Vimae che si debba parlare con cognizione di causa, ed è quello che ho fatto io!!! E' ovvio che se il lavoro lo si trovasse senza prima dover fare una gavetta(volontariato) di mesi o addirittura anni, la situazione, soprattutto di noi psicologi non sarebbe cosi disastrosa!Forse tu parli cosi perchè sei riuscito/a ad ottenere subito un lavoro che ti gratifica, ma io personalmente che sono laureata da ORMAI due anni con lode, con vari corsi alle spalle e con la PAURA di aver sbagliato tutto, visti gli scarsi risultati lavorativi in vista, bhè, sai che c'è, che inizierei a fare anche la volontaria(si badi bene però, in qualche struttura seria, che non ti da un calcio quando non ha + bisogno di te...); ecco perchè, prima di buttarmi nel volontariato,chiedevo qualche info a chi magari aveva gia potuto avere esperienza!

  5. #5
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
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    743

    Riferimento: Da volontario a lavoratore....

    Probabilmente il fatto di lavorare ormai già da qualche anno e in diversi ambiti mi dà delle sicurezze, ma anche una conoscenza da dentro di certe dinamiche.
    Se la struttura è seria il rischio di porsi come volontario è quello che ti ho detto: dove lavoro ne sono arrivati e a nessuno è stato proposto di fermarsi, mentre è stato proposto a persone valide (ma magari lo era anche chi si era proposto come volontario) che erano arrivate lì tramite tirocinio.
    E' proprio un modo diverso di presentarsi.
    In altre strutture ho visto che praticamente si sopravvive grazie ai volontari: il fatto di averne non spinge ad ingegnarsi per trovare fondi o modalità per pagare un professionista perchè tanto si è "coperti".

    Come esperienza concreta posso raccontartene 2, in ambiti diversi.
    La prima è una struttura pubblica: io ho fatto lì il tirocinio di specializzazione e ho incontrato una ragazza che, dopo il suo tirocinio, si era fermata come volontaria.
    Quando io ho iniziato il mio (4 anni) si era già fermata ed è rimasta circa 3 anni in attesa che uscissero i fondi per qualche progetto in cui inserirla.
    Dopotutto le veniva sempre detto che c'era tanto bisogno di personale in più, erano oberati,...
    Lei non aveva altri lavori e quel volontariato era anche la sua unica occasione di avere pazienti.
    Alla fine si è trovata un altro lavoro e intanto sono veramente arrivati i fondi.
    Ebbene sono stati "assunti" gli attuali tirocinanti e hanno telefonato per avvisare di portare il curriculum ad alcuni vecchi tirocinanti che avevano già terminato (e nessuno di loro aveva mai fatto volontariato: tutti quelli chiamati avevano altri lavori e per questo avevano subito chiarito che alla fine del tirocinio non si sarebbero fermati).
    Lei non è stata avvisata.

    Altra storia, questa mi riguarda in prima persona.
    C'è un'associazione in cui ambisco entrare da anni: si occupano proprio del campo in cui lavoro e sono piuttosto famosi.
    Ho conosciuto altra gente che ha provato ad entrare come "volontaria": non sono neanche arrivati al colloquio.
    Dato che, per i motivi che ho esposto, non credo alla politica del volontario mi
    sono iscritta ad un corso che prevedeva un breve tirocinio proprio nell'ambito di cui si occupano.
    Poi ho chiesto di svolgerlo da loro perchè per motivi "legali" non avrei potuto farlo nella struttura in cui lavoro.
    Hanno accettato e, alla fine del tirocinio, mi hanno offerto una collaborazione.
    Probabilmente si è trattato di fortuna (avevano bisogno in quel momento e avevo l'esperienza adatta), però credo che presentarsi da professionista aiuti ad essere trattati da professionisti.

    Perciò, ovviamente secondo me, troverei un'altra forma per cercare strutture con cui collaborare:
    -ti presenti con un tuo progetto/idea che vorresti sviluppare (magari qualcosa in cui i fondi vengono dal tuo lavoro, come ad esempio dei gruppi in cui si paga una quota di iscrizione e da quella si ricava il tuo onorario, dato che potrebbero non aver voglia di "rischiare" denaro su uno sconosciuto)
    -ti informi sui vari bandi regionali/comunali, individui strutture che abbiano i requisiti per partecipare e ti offri di preparare un progetto per accedere al bando: in questo caso se il progetto viene approvato (e pagato) lavori, altrimenti no.
    -provi con lo studio privato prendendo una stanza da un medico, che potrebbe inviarti pazienti
    -cerchi un corso con tirocinio da svolgere e provi ad entrare come tirocinante, che ha una valenza diversa dal volontario: ti fai conoscere lo stesso ma non sei tu che "regali" la tua professionalità perchè non sai che farne, è il sistema del corso che ha previsto che per conseguire l'attestato tu svolga un periodo di "lavoro" non pagato (in che sottintende che altrimenti tu, conscio del tuo valore, ti faresti pagare...)
    Vimae

  6. #6
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    14-12-2008
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    70

    Riferimento: Da volontario a lavoratore....

    Quindi il tuo consiglio sarebbe quello di presentarsi come tirocinante...però ti pongo un altra questione Vimae:molti corsi sono aperti a tirocinanti che devono ancora completare il loro percorso di studio,quindi spesso sono le associazioni che cercano persone a cui far fare il tirocinio. E tutti quelli come me, che lo hanno già fatto, perchè hanno già terminato il percorso di studio o hanno proposto dei progetti senza avere risposte affermative???che fare, quale strada intraprendere?

  7. #7
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
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    743

    Riferimento: Da volontario a lavoratore....

    Non ho capito molto la storia del tirocinio di chi deve completare il percorso di studi...
    Comunque master e perfezionamenti sono solitamente aperti a laureati e danno la possibilità di effettuare tirocini.
    Prima di tentare così però io continuerei con la strada dei progetti e delle collaborazioni, nel senso che secondo me presentandosi come volontari si rischia di rimanerci a vita in quanto si viene etichettati come non professionisti...
    Questa è l'impressione che creiamo nell'altro e difficilmente ho conosciuto volontari che sono stati "premiati" con un lavoro, proprio perchè passa l'idea che il lavoro non lo meriti per la tua professionalità ma per il volontariato, come se fosse qualcosa destinato a chi è stato buono e non a chi sa fare il proprio lavoro.
    Inoltre uno dei criteri con cui si valuta un bravo professionista è proprio il suo riconoscimento come tale dagli altri: nel senso che se uno già lavora per conto suo o di altri allora significa che un minimo ci sa fare perchè qualcun altro si è accorto che è in gamba.
    Ma se uno già lavora nel campo solitamente non ha tempo e voglia di fare il volontario (nel suo campo professionale, servire il pranzo alla mensa dei poveri invece è una cosa che esula dal lavoro e che puoi fare per rilassarti).
    Quindi il presentarsi come volontari credo sia controproducente perchè rischia di attivare nell'altro un'idea di scarsa professionalità, di uno che non riesce a lavorare in altro modo.
    Anche se purtroppo non è sempre vero ma si tende ad essere valutati in base a ciò che appare e non a ciò che si è.
    E di questo dobbiamo tenerne conto in ambito lavorativo...

    Ti faccio un esempio: una volta nel dare un appuntamento ho dovuto (per motivi personali) fissare il secondo colloquio dopo 3 settimane.
    La signora mi ha detto "caspita, come è presa, allora deve essere proprio brava se è così ricercata!" (in realtà non ci sarei stata per motivi personali... ma da fuori sono semplicemente sembrata iperpresa e iperprofessionale...).
    Vimae

  8. #8
    Venditore Accreditato OPs L'avatar di caramellina84
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    Riferimento: Da volontario a lavoratore....

    Sono d'accordo con ciò che ha scritto Vimae, io ho appena concluso il tirocinio obbligatorio, nella struttura in cui l'ho svolto ci sono 5 ragazze volontarie che sono rimaste lì dopo aver concluso il tirocinio, ci sono ormai da due anni, l'unica cosa che 2 ragazze sono riuscite ad ottenere è un invio di un paziente, dopo 2 anni
    Dato che ci sono le volontarie, la struttura non ha mai nessun bisogno di assumere delle persone..
    Io credo che se nessuno si proponesse come volontario, una struttura sarebbe obbligata ad assumere per forza qualcuno.. ma finchè si continua così, per quale motivo una struttura dovrebbe "premiare" una persona assumendola ,sapendo che tanto quella persona per anni è stata disposta a lavorare gratis, sminuendo la propria professionalità..
    Ultima modifica di caramellina84 : 16-02-2010 alle ore 21.57.03

  9. #9
    Partecipante Affezionato L'avatar di illinois
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    Riferimento: Da volontario a lavoratore....

    Una domanda veloce x Vimae che sostiene che il volontariato svilisca le proprie competenze e l'immagine che offriamo al mondo di noi come professionisti....
    Ma dove e come ce le facciamo le osse noi? Sulle spalle dei pazienti che ci arrivano?
    Io credo che quando si lavora con la salute della gente bisogna essere ipercritici ed iperumili ed iperpreparati e sicuri di non fare danni.
    Questa professione va imparata in un modo o in un altro...sul campo. Sennò andiamoci ad occupare di selezione del personale, che si fanno meno danni, o no?
    Se poi uno deve essere biasimato per la propria coscienziosità e il proprio spirito di sacrificio...c'è qualcosa che non va direi.

  10. #10
    Partecipante Super Esperto
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    Riferimento: Da volontario a lavoratore....

    Direi che il tirocinio serve proprio per questo, per farsi le ossa in un ambito tutelato: perchè se ci pensiamo il volontario in realtà lavora da solo, mica ha in stanza il tutor, quindi di danni può farne tantissimi....
    Ci sono tirocinii post laurea (e anche intra), ci sono tirocini di master e specializzazioni, stage,...
    insomma mi sembra che di occasioni più dignitose e tutelanti (perchè nel tirocinio siamo assicurati e c'è un tutor che ha la responsabilità di ciò che si fa) ce ne siano e si possano creare.

    Si può anche affiancarsi a qualche psicologo più esperto, ad esempio nei progetti: ovviamente la retribuzione sarà in proporzione all'esperienza ma è comunque meglio di lavorare gratis.
    C'è anche la possibilità di fare esperienze in altri ambiti facendole diventare occasione di crescita, ad es con supervisioni anche di esperienze educative...
    Insomma fra il regalarsi e il lanciarsi senza paracadute nel mondo del lavoro penso che ci siano infinite gradazioni... ognuno si costruità la propria.
    Vimae

  11. #11
    Partecipante Super Esperto L'avatar di nena2003
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    Riferimento: Da volontario a lavoratore....

    Flashbulb, non so quanti anni hai, ma se non l'hai fatto ti consiglio di fare il servizio civile, è un'esperienza che ti forma davvero e molte volte ti apre le porte per il lavoro.

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