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Visualizzazione risultati 1 fino 7 di 7
  1. #1
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    12-07-2006
    Messaggi
    72

    Progetto scolastico valutazione e sostegno "bambini difficili". Suggerimenti?

    Ciao a tutti, forse (e sottolineo forse) potrebbe esserci la possibilità di effettuare qualche incontro con dei bambini di prima e seconda media "difficili".
    Questi bambini non sono certificati, ma mi è stato accennato che presentano problemi di attenzione, iperattività, ansia e anche tratti depressivi in un caso.
    L'idea della preside sarebbe quella di fare qualche incontro di "valutazione" delle loro difficoltà, in modo da poter restituire ai genitori un quadro della situazione e cercare in questo modo la loro allenza per la costruzione di un percorso comune, arrivando quindi a lavorare sui genitori stessi.
    Infatti si tratta di famiglie con situazioni multiproblematiche, ma finora i tentativi di convincere i genitori ad essere regolarmente seguiti hanno dato scarsi risultati ("E' mio figlio che ha dei problemi, non io.").
    La richiesta nasce dalle difficoltà che stanno incontrando gli insegnanti in classe con questi bambini.
    In seguito, qualora ci fosse la possibilità, si potrebbe pensare a lavorare con i bambini stessi o con i genitori (la vedo dura, vista la loro negazione..)
    Chiedo a qualcuno di voi che ha esperienze in merito, sia dal punto di vista strutturale che formale/deontologico: avevo pensato appunto ad un primo colloquio di presentazione con i genitori, ovviamente spiegando chi sono e quali sono gli obiettivi degli incontri.
    Pensavo poi ad un incontro di conoscenza con i bambini e dopo magari qualche test, come il test dell'albero o quello della famiglia...Sarebbe interessante valutare il tipo di attaccamento e le problematiche edipiche (magari con il Blacky Pictures) ma temo possa divenire eccessivamente pesante..suggerimenti?
    Qualcuno ha esperienze simili, scalette da seguire, indicazioni anche pratiche da darmi (materiale utilizzabile ad esempio)?

    - Tre incontri potrebbero essere sufficienti? (escluso quello con i genitori iniziale e finale)
    - Essendo incontri di tipo clinico pensavo di far firmare l'informativa privacy ai genitori durante il primo incontro, giusto?
    - Per quanto riguarda il pagamento si pensava di far pagare direttamente i genitori: in questo caso che tariffa dovrei tenere, dal momento che sono un libero professionista? La tariffa che chiedo ai pazienti privati? Mi sembra un pò tanto all'interno di una scuola...
    Se invece gli incontri avverrebbero tramite collaborazione con la scuola e quindi come servizio fornito da loro quanto potrei chiedere, considerando sempre che la collaborazione esterna sarebbe tramite partita iva?

    Grazie a tutti per l'attenzione, accetto suggerimenti!

  2. #2
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    21-06-2005
    Residenza
    toscana
    Messaggi
    490

    Riferimento: Progetto scolastico valutazione e sostegno "bambini difficili". Suggerim

    A che contesto sociale appartengono i ragazzi?
    Quali sono i problemi delle famiglie?
    Sono ragazzi che sono stati seguiti dai servizi sociali e hanno già avutointervento su di se o la famiglia o è la prima volta che si presentano problematici? E Quali sono stati eventualmente gli interventi ?



    Un attento esame del contesto ti aiuterà a valutare le situazioni. Di più non poso dirti poichè lavoro nei servizi sociale e non sono psicologa...

    Il fatto poi di coinvolgere i genitori che per varie problematiche si disinteressano ai figli è veramente dura ( per il pagamento se loro possono permetterselo perchè no? anche se è una cosa piuttosto innovativa che dei genitori paghino per un intervento privato fatto a scuola )

    Auguri perchè è un bel progetto e sarà interessante e stimolante portarlo avanti
    Ultima modifica di monicadal : 09-02-2010 alle ore 14.01.52

  3. #3
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    12-07-2006
    Messaggi
    72

    Riferimento: Progetto scolastico valutazione e sostegno "bambini difficili". Suggerim

    Citazione Originalmente inviato da monicadal Visualizza messaggio
    A che contesto sociale appartengono i ragazzi?
    Quali sono i problemi delle famiglie?
    Sono ragazzi che sono stati seguiti dai servizi sociali e hanno già avutointervento su di se o la famiglia o è la prima volta che si presentano problematici? E Quali sono stati eventualmente gli interventi ?



    Un attento esame del contesto ti aiuterà a valutare le situazioni. Di più non poso dirti poichè lavoro nei servizi sociale e non sono psicologa...

    Il fatto poi di coinvolgere i genitori che per varie problematiche si disinteressano ai figli è veramente dura ( per il pagamento se loro possono permetterselo perchè no? anche se è una cosa piuttosto innovativa che dei genitori paghino per un intervento privato fatto a scuola )

    Auguri perchè è un bel progetto e sarà interessante e stimolante portarlo avanti
    Si, è un bel progetto: speriamo vada in porto..i casi vanno differenziati, nel senso che ad esempio una bambina credo sia già seguita dai servizi sociali e anche da una psicologa, ma pare non esserci collaborazione con la scuola, mentre il bambino non è mai stato seguito. Chiaramente nel primo caso dovrò porre molta attenzione alle dinamiche e a non creare interferenze con i servizi.
    Quando capirò meglio il contesto chiaramente potrò strutturare meglio il mio spazio di movimento, in ogni caso dalle informazioni che ho si tratta generalmente di ceti sociali medi/elevati e di quadri familiari caratterizzati da famiglie "aperte" (in un caso quindi compresi amanti, etc.), conflitti, abbandoni, separazioni coniugali, rifiuto di ciò che rappresenta il bambino in un caso (rappresenta, ad una prima impressione, il legame con un marito che si è poi spezzato) e assoluto rifiuto di una qualche responsabilità nel disagio dello stesso da parte della madre.
    La bambina (che mi è stata descritta con spunti depressivi e problemi relazionali) pare vivere una situazione di abbandono simile da parte della madre, tanto che se ne occupano in toto i nonni.
    Ancora non ho informazioni dettagliate, chiaramente fondamentali.

    D'altro canto devo tenere conto delle aspettative della direttrice, in particolare di quelle, anche inconscie, di un "messia" che venga a risolvere magicamente la situazione dei bambini difficili (e quindi delle insegnanti in difficoltà con loro), purtroppo ancor più facilitate essendo io un uomo quando in quella scuola il personale è praticamente interamente costituito da donne.

    Per quanto riguarda il pagamento, la preside mi proponeva una differenziazione tra le famiglie che possono permettersi di pagarmi privatamente e quelle che non riescono, poi si vedrà..

  4. #4
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
    Messaggi
    743

    Riferimento: Progetto scolastico valutazione e sostegno "bambini difficili". Suggerim

    Mi sembra un pò azzardato se devo essere sincera.
    Ho esperienza sia di lavoro a scuola sia di lavoro in neuropsichiatria e posso dirti che si tratta di contesti molto diversi fra loro e difficilmente sovrapponibili, mentre ciò che la preside propone (sulla base delle sue fantasie e del desiderio di aggirare il problema della mancata collaborazione con i genitori) è di fatto una sovrapposizione fra i due contesti.
    Attenzione a non farti tirare dentro un progetto che parte su delle basi non solide e che collude con il desiderio della preside senza tener conto della realtà:
    -non si può fare diagnosi a scuola.
    -3 incontri sono niente in casi difficili: bisogna raccogliere l'anamnesi, osservare il bambino, le relazioni familiari, sentire gli insegnanti, somministrare test cognitivi e proiettivi.... mi sembra impossibile farlo in 3 incontri, anche se mi rendo conto che un numero maggiore di incontri presso un privato diventerebbe una spesa difficilmente sostenibile.
    Inoltre casi difficili prevedono grande competenza/esperienza anche in altri settori, nel senso che potrebbe essere necessario l'intervento di un neuropsichiatra, di un'assistente sociale,... insomma mi sembra un carico eccessiva pesante per una sola persona.
    -Blacky e i test che proponi non ti diranno nulla a livello scolastico (nè dell'attenzione nè dello stato degli apprendimenti nè di eventuali problemi cognitivi o DSA), ti daranno informazioni per dei colloqui di sostegno psicologico o per una terapia, ma è questo quello che ti viene richiesto?

    Io riparlerei con la preside per cercare di capire cosa vuole e modulerei un progetto magati meno grandioso ma più reale e puntuale:
    -vuole coinvolgere le famiglie nel seguire i figli? Proponi uno sportello che faccia "mediazione" fra istituzioni e famiglie, aiutandole a reperire i servizi appropriati e spiegando ai genitori contesti e funzioni (spesso ad esempio non capiscono perchè gli si facciano domande sulla storia del figlio e lo vivono come un'intrusione, o sentono neuropsichiatra e pensano "mio figlio non è pazzo, non ha bisogno dello psichiatra)
    -vuole creare uno spazio per supportare questi ragazzi?
    Si crea un doposcuola in cui potenziare le abilità carenti (che possono essere "misurate" ma con i test/questionari adatti e soprattutto progetti concreti e fattibili: si lavora su 1 abilità, non su 10.000): un training metacognitivo sulle strategie di studio, incontri sulla motivazione allo studio, training sulle abilità sociali e relazionali, educazione all'affettività...

    Comunque ricordati che per un lavoro più "clinico" come quello che mi sembra ti sia stato proposto, la scuola non è il contesto adatto.
    Proponi invece il tuo studio e magari una "convenzione": la dirigente ti segnala alla famiglia e quella, se e quando decide si venire in studio (le terapie coatte sono complesse) usufruirà di una tariffa di favore.
    Ma non ti aspettare che un genitore venga a parlarti della sua separazione conflittuale nei locali scolastici o su pressione del dirigente: non sarebbe giusto perchè non è il luogo e perchè mancherebbe la motivazione, verrebbe vissuto come un "compito" e genererebbe più danni che benefici.
    Vimae

  5. #5
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    12-07-2006
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    72

    Riferimento: Progetto scolastico valutazione e sostegno "bambini difficili". Suggerim

    Citazione Originalmente inviato da Vimae Visualizza messaggio
    Mi sembra un pò azzardato se devo essere sincera.
    Ho esperienza sia di lavoro a scuola sia di lavoro in neuropsichiatria e posso dirti che si tratta di contesti molto diversi fra loro e difficilmente sovrapponibili, mentre ciò che la preside propone (sulla base delle sue fantasie e del desiderio di aggirare il problema della mancata collaborazione con i genitori) è di fatto una sovrapposizione fra i due contesti.
    Attenzione a non farti tirare dentro un progetto che parte su delle basi non solide e che collude con il desiderio della preside senza tener conto della realtà:
    -non si può fare diagnosi a scuola.
    -3 incontri sono niente in casi difficili: bisogna raccogliere l'anamnesi, osservare il bambino, le relazioni familiari, sentire gli insegnanti, somministrare test cognitivi e proiettivi.... mi sembra impossibile farlo in 3 incontri, anche se mi rendo conto che un numero maggiore di incontri presso un privato diventerebbe una spesa difficilmente sostenibile.
    Inoltre casi difficili prevedono grande competenza/esperienza anche in altri settori, nel senso che potrebbe essere necessario l'intervento di un neuropsichiatra, di un'assistente sociale,... insomma mi sembra un carico eccessiva pesante per una sola persona.
    -Blacky e i test che proponi non ti diranno nulla a livello scolastico (nè dell'attenzione nè dello stato degli apprendimenti nè di eventuali problemi cognitivi o DSA), ti daranno informazioni per dei colloqui di sostegno psicologico o per una terapia, ma è questo quello che ti viene richiesto?

    Io riparlerei con la preside per cercare di capire cosa vuole e modulerei un progetto magati meno grandioso ma più reale e puntuale:
    -vuole coinvolgere le famiglie nel seguire i figli? Proponi uno sportello che faccia "mediazione" fra istituzioni e famiglie, aiutandole a reperire i servizi appropriati e spiegando ai genitori contesti e funzioni (spesso ad esempio non capiscono perchè gli si facciano domande sulla storia del figlio e lo vivono come un'intrusione, o sentono neuropsichiatra e pensano "mio figlio non è pazzo, non ha bisogno dello psichiatra)
    -vuole creare uno spazio per supportare questi ragazzi?
    Si crea un doposcuola in cui potenziare le abilità carenti (che possono essere "misurate" ma con i test/questionari adatti e soprattutto progetti concreti e fattibili: si lavora su 1 abilità, non su 10.000): un training metacognitivo sulle strategie di studio, incontri sulla motivazione allo studio, training sulle abilità sociali e relazionali, educazione all'affettività...

    Comunque ricordati che per un lavoro più "clinico" come quello che mi sembra ti sia stato proposto, la scuola non è il contesto adatto.
    Proponi invece il tuo studio e magari una "convenzione": la dirigente ti segnala alla famiglia e quella, se e quando decide si venire in studio (le terapie coatte sono complesse) usufruirà di una tariffa di favore.
    Ma non ti aspettare che un genitore venga a parlarti della sua separazione conflittuale nei locali scolastici o su pressione del dirigente: non sarebbe giusto perchè non è il luogo e perchè mancherebbe la motivazione, verrebbe vissuto come un "compito" e genererebbe più danni che benefici.
    Ciao, ti ringrazio per le utili informazioni: il rischio di fare caos con rapporti con le istituzioni già presenti o di collusione con i desideri "messianici" della preside li avevo visti anch'io..non avevo valutato adeguatamente però l'incompatibilità tra un lavoro di valutazione clinica e il contesto scuola, pur ben comprendendo la differenza rispetto al setting dello studio privato, in quanto mi era stato chiesto qualche incontro di valutazione/osservazione...
    Credo che l'ipotesi dello studio privato sia da scartare in quanto viene privilegiato il lavoro all'interno del contenitore scolastico; al momento attuale non mi viene richiesto di fare sostegno o psicoterapia, ma solo qualche incontro di valutazione per poi riconsegnare ai genitori le mie osservazioni al fine appunto di aumentarne la collaborazione...
    Va bene che forse non è possibile fare diagnosi in pochi incontri e all'interno del constesto scolastico, però come potrei creare un doposcuola per potenziare le abilità carenti senza partire da una valutazione delle stesse?

    Per quanto riguarda lo sportello di mediazione tra i genitori e le istituzioni effettivamente mi pare una buona idea, ma non di semplice realizzazione nel caso specifico visto che mi sembra di capire che non ci siano rapporti felici tra scuola-famiglia/servizi sociali-asl, ma è anche vero che non per questo posso entrare a far parte di una "guerra" tra di loro...cercherò di capire meglio la situazione e le richieste, magari appunto tirando le fila su qualcosa di più realizzabile..Grazie ancora per la disponibilità.

    Ah, perdonami: mi potresti indicare anche eventuali tariffe sia per gli incontri con i bambini sia per gli eventuali incontri di mediazione con i genitori, in un primo caso privatamente da parte mia e in un secondo caso tramite collaborazione con la scuola?
    Ultima modifica di blackpsiko : 10-02-2010 alle ore 01.09.42

  6. #6
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
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    743

    Riferimento: Progetto scolastico valutazione e sostegno "bambini difficili". Suggerim

    Un conto è una valutazione/consultazione con test proiettivi (che sono altamente sconsigliati nel contesto scolastico), un conto è una rilevazione di partenza delle conoscenze metacognitive o delle motivazioni (questionari), che non avviene spesso a tu per tu ma in somministrazione collettiva.
    In pochi incontri rischi di comprendere molto poco e quindi di restituire aspetti o marginali (nel migliore dei casi) o distorti, andando ad ingigantire la conflittualità.
    Se comunque c'è una conflittualità pregressa è vero che lo sportello diventa di difficile realizzazione ma è anche vero che la mediazione serve proprio là dove c'è conflittualità...

    In quanto alle tariffe io farei riferimento sia a quelle dell'ordine, sia alla tua esperienza (vale il principio che l'esperienza si paga mentre se si è alle prime armi magari si sta su cifre più basse, visto che la qualità del lavoro dipende anche dalle competenze), sia al contesto (quanto la scuola è realmente disponibile a dare? Quanti incontri ritieni di dover fare?), sia soprattutto al tipo di lavoro: la formazione richiede tot e un certo lavoro di preparazione, lo sportello tot perchè non c'è lavoro pregresso ma può esserci bisogno di contattare istituzioni e gli incontri di valutazione ancora una cifra diversa perchè ci sono i test e lo scoring.

    Comunque in studio puoi chiedere (tenendo conto dei fattori precedenti e di quanto dicevo a proposito della "convenzione") starei su una cifra fra i 35 e i 45 euro, con la scuola fra i 25 e i 40 euro a seconda del tipo di lavoro (25 per incontri di classe collettivi o il doposcuola in piccoli gruppi di 5/6 alunni, anche se in quest'ultimo caso tenendo conto che c'è bisogno di organizzare le attività chiederei una quota di partecipazione ad ogni ragazzo così viene una cifra più alta...e 30 per lo sportello).
    Sulla valutazione veramente rifletterei perchè il rischio di colludere e fare un pessimo lavoro mi sembra alto e se ne saranno delusi puoi "bruciarti" il nome, mentre facendo un buon lavoro anche se diverso da quanto chiesto (ma motivandolo in quanto l'esperta qui sei tu e quindi tu sai se si può fare o meno una cosa), farai in modo che ti facciano invii per le situazioni che non rientrano nei limiti che hai dato.

    A me di solito capita così: sono molto chiara in quello che a scuola posso e non posso fare, lo motivo con chiarezza e forse anche rigidità (non mi lascio convincere a fare vie di mezzo, dico che io lavoro così perchè altrimenti il lavoro viene male e piuttosto mollo) e poi succede che mi inviino in studio i casi che pensavano di "offrirmi" a scuola (le diagnosi di DSA, i casi problematici,...).

    Ultima cosa: supervisore, evitando gli errori più grossolani ne guadagnerà il tuo lavoro e la tua serenità (anche solo per capire come impostare il lavoro, cosa sia fattibile in quella situazione, quali possano essere i rischi).
    Vimae

  7. #7
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    12-07-2006
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    72

    Riferimento: Progetto scolastico valutazione e sostegno "bambini difficili". Suggerim

    Citazione Originalmente inviato da Vimae Visualizza messaggio
    Un conto è una valutazione/consultazione con test proiettivi (che sono altamente sconsigliati nel contesto scolastico), un conto è una rilevazione di partenza delle conoscenze metacognitive o delle motivazioni (questionari), che non avviene spesso a tu per tu ma in somministrazione collettiva.
    In pochi incontri rischi di comprendere molto poco e quindi di restituire aspetti o marginali (nel migliore dei casi) o distorti, andando ad ingigantire la conflittualità.
    Se comunque c'è una conflittualità pregressa è vero che lo sportello diventa di difficile realizzazione ma è anche vero che la mediazione serve proprio là dove c'è conflittualità...

    In quanto alle tariffe io farei riferimento sia a quelle dell'ordine, sia alla tua esperienza (vale il principio che l'esperienza si paga mentre se si è alle prime armi magari si sta su cifre più basse, visto che la qualità del lavoro dipende anche dalle competenze), sia al contesto (quanto la scuola è realmente disponibile a dare? Quanti incontri ritieni di dover fare?), sia soprattutto al tipo di lavoro: la formazione richiede tot e un certo lavoro di preparazione, lo sportello tot perchè non c'è lavoro pregresso ma può esserci bisogno di contattare istituzioni e gli incontri di valutazione ancora una cifra diversa perchè ci sono i test e lo scoring.

    Comunque in studio puoi chiedere (tenendo conto dei fattori precedenti e di quanto dicevo a proposito della "convenzione") starei su una cifra fra i 35 e i 45 euro, con la scuola fra i 25 e i 40 euro a seconda del tipo di lavoro (25 per incontri di classe collettivi o il doposcuola in piccoli gruppi di 5/6 alunni, anche se in quest'ultimo caso tenendo conto che c'è bisogno di organizzare le attività chiederei una quota di partecipazione ad ogni ragazzo così viene una cifra più alta...e 30 per lo sportello).
    Sulla valutazione veramente rifletterei perchè il rischio di colludere e fare un pessimo lavoro mi sembra alto e se ne saranno delusi puoi "bruciarti" il nome, mentre facendo un buon lavoro anche se diverso da quanto chiesto (ma motivandolo in quanto l'esperta qui sei tu e quindi tu sai se si può fare o meno una cosa), farai in modo che ti facciano invii per le situazioni che non rientrano nei limiti che hai dato.

    A me di solito capita così: sono molto chiara in quello che a scuola posso e non posso fare, lo motivo con chiarezza e forse anche rigidità (non mi lascio convincere a fare vie di mezzo, dico che io lavoro così perchè altrimenti il lavoro viene male e piuttosto mollo) e poi succede che mi inviino in studio i casi che pensavano di "offrirmi" a scuola (le diagnosi di DSA, i casi problematici,...).

    Ultima cosa: supervisore, evitando gli errori più grossolani ne guadagnerà il tuo lavoro e la tua serenità (anche solo per capire come impostare il lavoro, cosa sia fattibile in quella situazione, quali possano essere i rischi).
    Grazie (ah, sono un uomo..se ho capito bene mi sconsigli di procedere con degli incontri valutativi o con l'uso di test, concentrandomi invece o sul lavoro di mediazione con i genitori/scuola/asl o sui bambini stessi ma con finalità meno cliniche-valutative ma maggiormente centrate sul potenziamento di abilità carenti considerando l'inadeguatezza del contesto scolastico..in effetti un lavoro clinico era maggiormente inerente alla mia formazione e alla mia esperienza (svolgo la libera professione già da un pò di tempo).
    Non ho esperienze specifiche nel settore scolastico, e mi chiedevo a questo punto come si struttura solitamente uno sportello psicologico..non ci saranno finalità cliniche come nello studio privato, ma non sono comunque previsti come sostegno/supporto a situazioni problematiche?
    Forse una delle differenze (fermo restando che non stiamo parlando ovviamente di psicoterapia) consiste nella definizione del setting temporale e che non si lavora sempre necessariamente con gli stessi bambini?
    Le tariffe suggerite comprendono la considerazione che dovrei fare una fattura con la mia partita iva (parlo di quelle non nello studio privato)?

    Grazie ancora.

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