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  1. #1
    Matricola
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    14-11-2009
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    Cari colleghi, urge consiglio professionale/deontologico su un grave episodio...

    Cari colleghi, vorrei esporvi un caso spiacevole capitatomi di recente per sapere come vi comportereste al posto mio o se magari qualcuno è già passato attraverso un'esperienza simile. Mi scuso per la lunghezza, ma ringrazio di cuore sin da ora chiunque avesse la pazienza di leggere e volesse darmi un parere.

    Ho svolto una consulenza finalizzata a verificare se un bambino frequentante la prima elementare avesse problemi di memoria perchè, a detta della sua insegnante, non assimilava niente e, per quanto assurdo, sin da novembre
    dichiarava lo avrebbe bocciato (novembre, avete capito bene...). La fonte di tale informazione è duplice e disinteressata, quindi la do per buona. Il consulto mi è stato chiesto dalla mamma su invito dell'insegnante stessa (che, prima, le aveva detto di andare dall'oculista e poi dal pediatra. Non soddisfatta, pure lo psicologo...tanto mica pagava lei, pagava la mamma). Tra l'altro ne è emerso un deficit ottico di due diottrie e mezzo per occhio, che hanno dunque reso difficoltosi i primi mesi di apprendimento del bambino.

    Questi, di sei anni tondi tondi appena fatti, non ha mostrato deficit significativi in nessuno dei test di memoria, se non una immaturità (secondo me non sufficiente alla bocciatura) dovuta anche all'aver fatto un solo anno d'asilo ed aver anticipato l'ingresso alle elementari. Ma non è questo il problema.

    La madre del bambino, sin dall'inizio, ha espresso la volontà di portare la mia relazione finale all'insegnante per fargliela vedere, così da "accontentarla". Conscio della questione privacy, ho così redatto due copie della relazione: una standard per la famiglia, una con le sole iniziali del bambino senza alcun ulteriore riferimento anagrafico, indicazione della scuola, di altre persone a lui legate e persino senza specificare quanto fatto durante le sedute. Erano incluse soltanto le osservazioni e le mie conclusioni sulla memoria, ivi incluse poche righe standard nella quale sottolineavo come eventuali ritardi di apprendimento a questa età possano essere anche normali e solitamente si risolvano spontaneamente in seconda elementare. Ho aggiunto tale nota visto che di frequente lo scopo è appunto quello di sapere se convenga o meno bocciare il bambino per aiutarlo a rimettersi in pari con la classe di appartenenza. Un eccesso di zelo, insomma.

    Come temuto, la mamma del bambino non solo le ha portato la suddetta relazione ma l'ha anche lasciata alla maestra. Questa, leggendo la parte suddetta sulla bocciatura, avrà realizzato di avere il carbone bagnato (perchè oggettivamente l'idea di bocciarlo dopo un mese di scuola è grave) ed è partita al contrattacco. Essendo la relazione stampata su carta intestata, mi ha telefonato e ha cominciato a chiedermi conto e ragione di quanto scritto nella relazione, specie la storia della bocciatura. Le ho ovviamente risposto che per questioni deontologiche non potevo riferirle nulla ma che, relativamente alla nota sulla bocciatura, era una mia prassi standand. Lei ha insistito per incontrarmi per "farmi vedere cose che in due o tre sedute mica si possono vedere" ma ho rifiutato categoricamente la cosa, affermando che il mio lavoro era terminato con lo svolgimento della richiesta fattami (ossia un check della memoria).

    Per farla breve, ho realizzato che la maestra (che a giudicare dai quadernoni del bambino, zeppi in modo incredibile e spesso immotivatamente di note a caratteri cubitali anche solo per aver saltato una pagina, ha decisamente preso di mira il bimbo) sperava in una mia diagnosi relativa ad un deficit qualunque per avere un motivo ufficiale per bocciarlo.

    Avendo avuta tutt'altro cos'ha pensato bene di fare?

    SCREDITARMI di fronte alla madre. Non solo ha messo in dubbio che, essendo giovane non avrò esperienza (uno: avrò una voce giovanile, visto che non mi conosce - due: da che pulpito viene la predica, visto che la laurea in psicologia, lo sbattimento per diventare psicologo e la gavetta l'ho fatta io, mentre lei non ha i titoli tali da poter obiettare la mia professionalità) ma è persino arrivata a dirle una cosa di una gravità spaventosa, vale a dire che durante la telefonata le avrei riferito cose personali sulla madre e sul bambino violando il segreto professionale! Quindi esattamente l'opposto di quanto accaduto! Le ha anche fatto qualche esempio...peccato che tutto quello che lei sapeva (praticamente nulla, solo che "il bambino ricorda correttamente i nomi dei familiari"...senza che venisse specificato alcun nome, era solo un fatto oggettivo comprovante l'integrità della MLT) proveniva dalla mini relazione che la madre le aveva lasciato!

    Ora ovviamente parlerò quanto prima con la madre del bambino perchè è stata praticamente plagiata dalla suddetta maestra. Dovrò però stare attento a cosa dire, visto che a quanto pare sarebbe capace di riportare all'insegnante cose travisate, col rischio di buttare altra benzina sul fuoco.

    Alla luce di questa situazione, al posto mio, ora come vi muovereste?

    Vi ringrazio tanto.

  2. #2
    Partecipante Super Esperto
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    Riferimento: Cari colleghi, urge consiglio professionale/deontologico su un grave epi

    Prima di sbilanciarti a dire se il bambino poteva essere bocciato o meno, gli hai fatto un test intellettivo?
    Perchè magari ha molta memoria ma un ritardo mentale...
    Se ti viene chiesto un check sulla memoria (ma qui ci sarebbe comunque da riflettere su quanto la valutazione di una singola abilità isolata dal contesto abbia senso), conviene attenerti a quello: le considerazioni sui tempi individuali di apprendimento (che anche io a quest'età comunque condivido) vanno però fatte con un quadro più chiaro.
    Una volta visto che non ci sono ritardi mentali (test di QI alla mano), che non ci sono problemi di apprendimento (test sui prerequisiti alla mano), che non ci sono problemi neurologici (test neuropsicologici alla mano) e problemi emotivi (osservazione del bambino, gioco, test proiettivi) ti sbilanci (se proprio ritieni che sia necessario), altrimenti fai una conclusione su ciò che hai visto e cioè che il bambino ha un adeguato livello cognitivo, che non si riscontrano deficit nei prerequisiti, che non vi risultano problemi percettivi/di memoria,...

    Comunque in questi casi conviene avere anche un colloquio con l'insegnante (previo permesso dei genitori) proprio per capire come lei vede il bambino: non sempre i genitori riferiscono le cose in modo imparziale e non sempre hanno la lucidità/competenza di accorgersi dei ritardi del figlio...

    Inoltre non capisco la relazione con le iniziali: capisco di separare quella della famiglia da quella della scuola, ma questo come contenuti nel senso che ci sono aspetti (vedi test proiettivi) che alla scuola non interessano...
    E' ovvio che se fai una relazione su un alunno che viene consegnata a scuola ci sia il nome completo dell'alunno...

    Comunque se l'insegnante ha riferito solo quella cosa e tu sai di non averle parlato di aspetti personali non vedo dove sia il problema: dirai con calma e fermezza, qualora la madre ti contattasse per chiederti spiegazioni, che non hai riferito dati personali e basta.
    Non vedo perchè la madre dovrebbe dare più credito all'insegnante (con cui è in contrasto) che a te.

    Inoltre, se non hai ancora parlato con la madre, come sei venuto a conoscenza del fatto che ti ha screditato?
    Vimae

  3. #3
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    Riferimento: Cari colleghi, urge consiglio professionale/deontologico su un grave epi

    non posso che quotare la collega Vimae.
    Nelle relazioni si risponde al quesito posto, che non era "boccaitura sì o no", ma "deficit dimemoria sì o no".
    Il QI effettivamente sarebbe da calcolare.
    In questi casi io quando consegno la relazione da dare alle insegnanti dico ai genitori che, se sono d'accordo, possono dire all'insegnante di prendere direttamente contatti con me.
    Nella sede dell'incontro (che avviene con il consenso e la consapevolezza dei genitori) cerco di capire anche le perplessità delle insegnanti.

    Personalmente, infine, trovo che ci siano un po' di passaggi di informazioni poco chiare (come fai a sapere cosa ha detto l'insegnanbte alla madre se non l'hai ancora sentita; cosa vuol dire che da più parti hai saputo della bocciatura?).

  4. #4
    Matricola
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    14-11-2009
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    Riferimento: Cari colleghi, urge consiglio professionale/deontologico su un grave epi

    Citazione Originalmente inviato da Vimae Visualizza messaggio
    Inoltre, se non hai ancora parlato con la madre, come sei venuto a conoscenza del fatto che ti ha screditato?
    Ciao Vimae e grazie mille per la risposta. I tuoi dubbi sono leciti, nel messaggio (già lungo!) non potevo specificare tutto. Per rispondere ai tuoi interrogativi:

    a) sono venuto a sapere del discredito da chi ha indicato il mio nome alla signora, una conoscenza comune che svolge doposcuola con il bambino e che non concorda affatto col quadro tragico esposto dalla maestra, pur vedendolo forse per più ore al giorno. Al contrario ne apprezza i miglioramenti, specie dopo aver corretto il deficit ottico. La stessa fonte testimonia come ad inizio anno la maestra avesse riservato a lei lo stesso trattamento che sta riservando a me. A novembre, poi, lei si è recata a scuola e le è stato detto che il bambino sarebbe stato bocciato.

    b) lo sbilanciarmi è stato relativo, nella misura in cui ho semplicemente esposto il concetto sui tempi individuali di trattamento, di disturbi di apprendimento specifici eventualmente diagnosticabili dalla seconda o terza elementare ed altri riferimenti teorici standard e non direttamente riferiti al bambino, specificando che, per valutare tutto quanto sopra, sarebbe stata necessaria (come detto chiaramente anche da te) un'analisi più dettagliata.

    c) alla luce della situazione attuale (in situazioni normali sono d'accordo, più informazioni si hanno -e meno di parte sono- meglio è), il colloquio con l'insegnante a cosa servirebbe? Dai toni della telefonata (iniziata e conclusasi da parte di entrambi in toni cordialissimi come se la faccenda fosse finita lì e avessi da lei la piena collaborazione, prima che lei facesse questo voltafaccia) era come se lei volesse convincermi di qualcosa (il fatto che il bambino vada male a scuola) per cui io non c'entro nulla. Anche perchè, parliamoci chiaro, se lei avesse validi motivi per far bocciare il bambino, perchè non farlo e basta? E' come se lei si fosse lamentata del fatto che il bambino zoppica a scuola, avesse ipotizzato un problema tendineo senza alcuna esperienza nel settore e avesse caldamente suggerito alla madre la visita da un ortopedico, senza la quale avrebbe bocciato il bambino. L'ortopedico dice che i tendini sono a posto, che altri esami sono possibilit e che comunque non è da escludere che la possibilità che la causa sia di altra natura. La madre porta il referto alla maestra che, a sua volta, comincia a screditare il professionista perchè sperava in qualcosa che potesse usare a favore della propria tesi.

    d) la relazione famiglia / scuola. Considera che la scuola in sè non ha mai fatto richiesta ufficiale ma che la cosa è venuta dalla maestra. Dunque non sarebbe mai esistita una "relazione per la scuola" se non avessi capito che l'intenzione della madre fosse proprio quella di sbatterla sul grugno dell'insegnante. In un mondo ideale le avrebbe semplicemente detto che non era stato riscontrato nulla di rilevante. Alla luce di ciò, la maestra che diritto avrebbe per convocarmi? Chi pagherebbe il mio onorario (essendo la scuola a trenta chilometri di distanza)?

    Grazie ancora per la tua risposta.
    Ultima modifica di convinto : 06-02-2010 alle ore 13.17.05

  5. #5
    Partecipante Super Esperto
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    26-07-2003
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    Riferimento: Cari colleghi, urge consiglio professionale/deontologico su un grave epi

    L'insegnante non ha alcun diritto di convocarti, così come tu però non hai alcun diritto di consigliarle se bocciare o meno un alunno sulla base di una sola valutazione della memoria e avendo raccolto informazioni solo dalla madre.

    Il bambino potrebbe (a meno che tu non l'abbia valutato o visto) non essere in grado di tener in mano la matita, potrebbe non riuscire a stare seduto e a seguire le lezioni... insomma prima di "schierarti" forse conveniva capire perchè lei ritiene di doverlo/volerlo bocciare...
    Magari ne risultava che invece di un esame della memoria bisognava approfondire altri aspetti.
    Per riprendere il tuo paragone l'insegnante ha detto alla mamma che il bambino muove male il piede destro ma magari la madre non ha ben capito e va dallo specialista a dire che il bambino muove male la mano sinistra.
    Questi, dopo aver visto che la mano funziona (e quella mano ha visto perchè quello gli è stato chiesto), prepara una relazione che la madre sbatte sul grugno dell'insegnante (predisponendola magari ad incavolarsi anche con chi ha scritto la relazione permettendo alla madre di sbatterle con orgoglio un referto dove si dice che si è sbagliata) e già che c'è aggiunge che è comunque chiaro e conosciuto al mondo che a volte i bambini sono pigri ad usare le mani o comunque hanno dei tempi propri, facendo una trattazione teorica sui movimenti delle mani che nessuno aveva chiesto (e che magari l'insegnante conosce...).
    Capirai che l'insegnante a questo punto si sente presa in giro...

    Inoltre, se posso permettermi di consigliarti (mi sono capitati tanti casi di conflitto scuola-famiglia), mai farti un'idea preconcetta sulla base di informazioni avute da terzi e relazioni comuni.
    Se la madre si lamentasse del fatto che hai parlato di suo figlio all'insegnante senza il suo consenso avrebbe torto, ma se invece lamentasse il fatto che comunque ne hai parlato a terzi (la conoscenza comune) probabilmente saresti sanzionabile (a meno che lei non ti abbia autorizzato a parlare con questa persona di suo figlio).
    E comunque raccogliere informazioni da una persona che, per il trattamento ricevuto, è già entrata in contrapposizione con l'insegnante temo che finisce per deformare e filtrare le informazioni stesse...

    Comunque se la telefonata è stata cordiale e se la mamma non ti ha detto nulla, lascia perdere: per quanto ne sai potrebbe essere un pettegolezzo della conoscenza in comune.

    Sempre se posso permettermi: la prossima volta chiedi PRIMA di parlare con l'insegnante e magari segui questi primi casi con un pò di supervisione, ti aiuterà ad ampliare la prospettiva e metterti meno dalla parte dei genitori...
    Vimae

  6. #6
    Partecipante Super Esperto L'avatar di PiedPiper
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    Riferimento: Cari colleghi, urge consiglio professionale/deontologico su un grave epi

    Citazione Originalmente inviato da convinto Visualizza messaggio
    d) la relazione famiglia / scuola. Considera che la scuola in sè non ha mai fatto richiesta ufficiale ma che la cosa è venuta dalla maestra. Dunque non sarebbe mai esistita una "relazione per la scuola" se non avessi capito che l'intenzione della madre fosse proprio quella di sbatterla sul grugno dell'insegnante. In un mondo ideale le avrebbe semplicemente detto che non era stato riscontrato nulla di rilevante. Alla luce di ciò, la maestra che diritto avrebbe per convocarmi? Chi pagherebbe il mio onorario (essendo la scuola a trenta chilometri di distanza)?
    non capisco ancora la questione della privacy sulla relazione.
    Tu l'hai data alla madre, è poi lei a decidere se portarla a scuola, non è una tua responsabilità. Se per di più lei ti ha chiesto una relazione per la scuola non vedo il problema di scrivere i dati personali del bambino... capisco pienamente il differenziare le due relazioni, riportando sulla versione per la scuola solo i dati sull'apprendimento e non relativi ad altro ma l'anonimato non me lo spiego proprio.
    Così come non capisco perché ti stupisci che la madre non solo l'abbia fatta leggere ma l'abbia lasciata all'insegnante...perché non avrebbe dovuto?

    Per curiosità posso chiederti che test hai somministrato?
    Al momento sto svolgendo un tirocinio sui disturbi dell'apprendimento, quindi mi interessa il confronto =)

    Robert Browning's one.

  7. #7
    Johnny
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    Citazione Originalmente inviato da Vimae Visualizza messaggio
    L'insegnante non ha alcun diritto di convocarti, così come tu però non hai alcun diritto di consigliarle se bocciare o meno un alunno sulla base di una sola valutazione della memoria e avendo raccolto informazioni solo dalla madre.
    sinceramente non capisco dove sta il problema: la parola dello psicologo non è il Verbo e la maestra è libera di bocciare chi vuole indipendentemente da quello che sta scritto nella relazione.
    Lo psicologo ha fornito una valutazione e anche se ha detto che questi problemi "si risolvono spontaneamente in seconda elementare" la maestra ha tutto il potere decisionale per bocciare o no il suo alunno.

    Detto questo, analizzerei meglio questa triangolazione che si è venuta a creare e farei una bella analisi della domanda, soprattutto fra te e la maestra: ti vuole screditare, dice che sei troppo giovane, vuole imporre la sua decisione svalutando la tua...occhio a mantenere ben saldi i confini , lei fa la maestra e tu fai lo psicologo, il potere decisionale di bocciare sta nelle sue mani, le valutazioni invece le fai tu.
    Ultima modifica di Johnny : 07-02-2010 alle ore 18.48.07

  8. #8
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    Riferimento: Cari colleghi, urge consiglio professionale/deontologico su un grave epi

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    sinceramente non capisco dove sta il problema: la parola dello psicologo non è il Verbo e la maestra è libera di bocciare chi vuole indipendentemente da quello che sta scritto nella relazione.
    Lo psicologo ha fornito una valutazione e anche se ha detto che questi problemi "si risolvono spontaneamente in seconda elementare" la maestra ha tutto il potere decisionale per bocciare o no il suo alunno.

    Detto questo, analizzerei meglio questa triangolazione che si è venuta a creare e farei una bella analisi della domanda, soprattutto fra te e la maestra: ti vuole screditare, dice che sei troppo giovane, vuole imporre la sua decisione svalutando la tua...occhio a mantenere ben saldi i confini , lei fa la maestra e tu fai lo psicologo, il potere decisionale di bocciare sta nelle sue mani, le valutazioni invece le fai tu.
    Penso che gran parte del problema sia dettata dal fatto che il professionista ha aggiunto in relazione un commento "soggettivo" e non richiesto.

    Credo inoltre che quando si ha a che fare con bambini si debba sempre partire dal presupposto di "creare una rete" e non di prendere le parti di qualcuno (genitore o insegnante).
    Lavoro spesso con casi simili e la verità sta sempre in mezzo. Ci sono a volte insegnanti che si credono detentrici di un potere e un spere assoluto, questo è vero, am se le si ascolta attentamente, si scopre che qualcosa di positivo dalle loro osservazioni si può trarre. Così come, ve lo assicuro, ci sono dei genitori super manipolatori, ma che cmq vanno ascoltati e compresi.

    Quello che consiglio al collega è di partire dal presupposto che quando si lavora con un bambino, generalemtne si ha a che fare con una rete.
    Altro consiglio è di cercare di tenersi super partes (quindi non dare ascolto a "voci di corridoio").

  9. #9

    Riferimento: Cari colleghi, urge consiglio professionale/deontologico su un grave epi

    caro convinto,
    essendo giovane nella professione ho letto con interesse il tuo caso e le risposte. Mi paiono tutte ottime, anche se troppo basate sul concetto "hai sbagliato e ancora ti lamenti" piuttosto che, poniamo, "forse potevi fare diversamente, hai imparato qualcosa" oppure "è normale fare leggerezze, ma per la prossima volta pensa (e per proseguire il caso stesso) perchè non pensare anche a...". Consigli sul futuro ci sono stati e tutti ottimi, ma mi pareva in tono eccessivamente sanzionatorio.
    A parte ciò chiedo a convinto di aggiornarci su eventuali sviluppi del caso.
    Ciao a tutti.
    Ultima modifica di pleromax : 25-05-2010 alle ore 11.27.42

  10. #10
    Partecipante Esperto L'avatar di chiccarella
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    Riferimento: Cari colleghi, urge consiglio professionale/deontologico su un grave epi

    ciao convinto,
    concordo con quanto hanno scritto i colleghi...
    credo che, involontariamente, tu abbia colluso con la domanda della maestra e cioè:"mi fai una relazione in cui dici che il ragazzino ha problemi di memoria e quindi necessita di bocciatura???".

    credo che ti saresti dovuto limitare a riportare nella relazione il risultato di quanto osservato dalla somministrazione dei test, perchè era esattamente ciò che ti competeva.
    secondo me entrando in merito a bocciatura o non bocciatura hai superato un confine che ti ha fatto poi trovare in una situazione spiacevole, e che addirittura ti ha portato a "giustificare" le tue competenze di fronte alla maestra. se tu non avessi inserito quella nota, la telefonata della maestra si sarebbe contraddistinta come del tutto fuori luogo e tu stesso ti saresti sentito nella condizione e nel diritto di tagliare corto...
    è la mestra che decide se bocciare o no il bambino, mentre tu hai il dovere di stilare una relazione completa in risposta al quesito che ti è stato posto dal committente della valutazione, senza entrare in merito a dinamiche che non conosci e che hanno come scopo, probabilmente, quello di una manipolazione vicendevole che non ti riguarda.
    spero di esserti stata d'aiuto
    in bocca al lupo
    chicca

  11. #11
    Partecipante Assiduo L'avatar di Tottola1
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    Ciao, mi sono trovata in una situazione simile alla tua non molto tempo fa (genitore che mi chede una consulenza, stesura di relazione ,genitore che mostra i risultati all'insegnante senza che ne sapessi nulla e insegnante inferocito perchè il mio responso era diverso da quanto si aspettasse)... temo che non sia poi così rara...

    Personalmente ho risolto chiedendo alla madre se , dal momento che aveva mostrato la mia relazione all'insegnante, avesse piacere che ci incontrassimo tutti e tre (madre, insegnante ed io)...ovviamente mi sono fatta rilasciare una richiesta scritta della madre.
    A quel punto ho chiarito che la mia posizione professionale restava quella indicata nella relazione (lasciando intuire che l'insegnante non avesse nè i titoli nè le conoscenze adatte a contestarla) e ho specificato che invece l'utilizzo a fini didattici che poteva essere fatto della relazione(nel tuo caso bocciatura /promozione), era totalmente ad appannaggio delle insegnanti e che su quello non avrei "messo il becco", in quanto non di mia competenza.

    Spero di esserti stata utile, ciao

  12. #12
    Partecipante Assiduo L'avatar di Tottola1
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    Citazione Originalmente inviato da Tottola1 Visualizza messaggio
    Ciao, mi sono trovata in una situazione simile alla tua non molto tempo fa (genitore che mi chede una consulenza, stesura di relazione ,genitore che mostra i risultati all'insegnante senza che ne sapessi nulla e insegnante inferocito perchè il mio responso era diverso da quanto si aspettasse)... temo che non sia poi così rara...

    Personalmente ho risolto chiedendo alla madre se , dal momento che aveva mostrato la mia relazione all'insegnante, avesse piacere che ci incontrassimo tutti e tre (madre, insegnante ed io)...ovviamente mi sono fatta rilasciare una richiesta scritta della madre.
    A quel punto ho chiarito che la mia posizione professionale restava quella indicata nella relazione (lasciando intuire che l'insegnante non avesse nè i titoli nè le conoscenze adatte a contestarla) e ho specificato che invece l'utilizzo a fini didattici che poteva essere fatto della relazione(nel tuo caso bocciatura /promozione), era totalmente ad appannaggio delle insegnanti e che su quello non avrei "messo il becco", in quanto non di mia competenza.

    Spero di esserti stata utile, ciao

    ..colgo l'occasione per avviare una riflessione..quando ho scritto che una simile situazione insegnante/psicologo non sia così rara, non ho inteso criticare nè l'una nè l'altra parte,ma temo ci sia una certa difficltà di comunicazione fra questi 2 mondi..mi piacerebbe sapere che posizione assumiate in merito e se qualcuno ha consigli che possano essere utili a tutti

  13. #13
    Matricola L'avatar di marcokrt
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    Riferimento: Cari colleghi, urge consiglio professionale/deontologico su un grave epi

    Per come la vedo io, già il fatto in sé che una maestra decida di bocciare (nella prima metà dell'anno scolastico, tra l'altro) un bambino di prima elementare è assurdo. Mi verrebbe da chiedermi su che basi si ritiene che questo possa aiutarlo nel proseguo dei suoi studi... francamente la cosa mi inorridisce.
    Riguardo al caso specifico, credo che, purtroppo, l'insegnante abbia tutto il potere decisionare che le occorre per rovinare una persona e la madre, assecondandola nei fatti (visite mediche a ripetizione ecc) non ha fatto altro che leggitimarla sul piano morale a procedere. Non penso che dei semplici test di memoria possano cambiare le cose; oltretutto nell'apprendimento entrano in gioco molte altre abilità - magari il bambino non capisce i concetti o non gli interessano, quindi non li ricorda - e così via.
    L'asilo non l'ho fatto nemmeno io, ma non è che per questo abbia mai avuto problemi di apprendimento e non vedo come ciò possa far propendere per la bocciatura. Non abbiamo una vera meritocrazia nemmeno a livello universitario e dovremmo applicarla in prima elementare?
    In definitiva, non penso ci siano stati errori sostanziali da parte tua, ma solo delle piccole "leggerezze" formali che sono andate a coincidere con elementi esogeni che le hanno ingigantiti. Per esempio, non riportando il nome del soggetto nella sua interezza, magari la maestra ha intuito che non eri sicuro di quello che facevi, l'ha visto quasi come un modo per mettere le mani avanti ed è passata subito al contrattacco (penso si capisca che non ho una buona opinione di lei, stando al racconto ).
    L'unico consiglio che mi sentirei di dare alla madre è quello di prendersi cura del bambino senza stressarlo, se ritiene ci siano deficit di qualche tipo lo fa visitare (non con lo scopo di usare il consulto come arma di difesa dall'insegnante), ma di cambiargli classe/scuola.

  14. #14

    Riferimento: Cari colleghi, urge consiglio professionale/deontologico su un grave epi

    Secondo me dovresti consultarti con l'albo, ti potrebbero dare alcune indicazioni e soprattutto dei consigli, e allo stesso tempo (se lo fai) potresti portare il caso in supervisione, si impara parecchio a gestire queste situazioni. Aggiornaci

  15. #15

    Riferimento: Cari colleghi, urge consiglio professionale/deontologico su un grave epi

    ma scusate....stiamo parlando di un bimbo di 6 anni!!!!! E' incredibile come certe cose possano succedere così.... penso che la maestra dovrebbe pensare di più al suo lavoro di maestra e non puntare il dito contro un piccolo che, oltre che aver diagnosticato un problema di vista (che non è da poco), sta mettendo in dubbio pure la sua "l'intelligenza" (ricordiamo che è un bimbo che si è appena affacciato al mondo scolastico!!!!) Ma insomma....io farei un bel test all'insegnante in primis.... poi indirettamente e senza dare peso alla cosa, terrei d'occhio pure il piccolino, magari scavando nel suo passato e semplicemente trovando la chiave giusta per insegnare al piccolo "cose" che forse adesso semplicemente lo annoiano!

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