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  1. #1

    La percezione del tempo

    ll tempo e la mente. Riflessioni sull’ “orologio interno”
    Articolo pubbicato dal Dott. Galli sulla percezione del tempo.
    Cosa ne pensate?

    Ciao!

  2. #2
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    Riferimento: La percezione del tempo

    Argomento molto interessante!
    Vero è che ad oggi con le moderne tecnologie nella comunicazione il tempo è divenuto principe e lo spazio percepito solo come scomodo intermedio fra un desiderio e la sua soddisfazione.
    Mi premeva tuttavia riscontrare che riportando tutto ad un serio esame di realtà non si può, se non "io nel pensier mi fingo", far finta che gli spazi fisici esistano e se ne debba tener di conto. Ricordiamo quel poco di fisica che ci è stato insegnato V = S/t
    Dunque nella nostra percezione prima e cognizione poi del tempo, esso non è che una variabile di una formula che è in relazione allo spazio.
    Se si ignora S si otterrebbe erroneamente di valutare la velocità solo in funzione del tempo che ci occorre. E così è purtroppo sempre più spesso per cui una mail girata all'altro capo del mondo oramai ci si apetta sia istantanea. Viaggi in treno, auto e aereo sono percepiti come momenti morti di una vacanza di 8 giorni 7 notti sempre troppo breve. L'andare a lavoro viene vissuto come uno stress necessario ma di cui si farebbe volentieri a meno da cui i lavori da casa.
    Tuttavia simo così sicuri che reppresentandoci in questo modo semplificato la realtà non ci stiamo sbagliando. Se ci si ferma a pensare quanto tempo, appunto ci vorrebbe per raggiungere ancor oggi le americhe in nave già ci si avvicinerebbe di più al concetto di spazio e si godrebbe forse del viaggio stesso come parte integrante della vacanza. Fermarsi in coda per andare a lavoro ma osservando ciò che attraversiamo diverrebbe forse più accettabile e meno stressogeno.
    Penso che, oramai schiavi della V velocità, sempre alla ricerca di una scorciatoia, stiamo perdendo l'ottica spaziale andando ad ingigantire a favore del tempo la percezione distorta che oramai abbiamo della realtà.
    Se camminaste per raggiungere il posto di lavoro vi accorgereste che con le sole vostre forze coprireste pressapoco 5/6 Km in un ora del vostro tempo. Però trascorrerne una e mezza per fare 10 km viene vissuto come aberrante stressante insopportabile. Spostarsi in bicicletta ci permetterebbe di coprire circa 12/15 km sempre in un ora ( andando sempre ad un ritmo sostenibile) eppure ci si fermerebbe ad osservare uno scorcio un panorama o un prato un fiore.
    Presto andrò in vacanza ai caraibi 9 ore circa di transvolata tuttavia arrivato la non saprò nulla di ciò che ho attraversato e che stava sotto di me.
    Atterrato cercherò disperatamente di fermare il tempo per incrementare la mia percezione di durata dei famosi otto giorni sette notti sempre troppo pochi. Ed allora cosa farò? Camminerò lentamente contando i passi, mangerò degustando, osserverò fissando persone animali piante e paesaggi. Cercherò di percepire ancora quanto spazio c'è fra me ed una lingua di sabbia. Quanti metri da inerpicare prima di raggiungere un'altura. Sarà solo così attraverso la spazio, palmo a palmo, che recupererò una dimensione temporale più reale.
    Dunque se volete un consiglio andate alla vostra velocità con le vostre gambe, potrete essere più o meno veloci ma i 100 metri piani di corsa li farete al massimo in 11/12 secondi recuperando l'idea di voi stessi dei vostri limiti e forse anche imparando ad accettare che ogniuno di noi su questa terra -spazio ( limitata) ha anche un tempo limitato. E questo tempo sarà più pieno maggiori saranno gli incotri a cui si farà caso negli spazi che attraverseremo.

    Dott. Maurizio Paorlin
    Iscr. Albo Lombardia n° 03/6904

  3. #3
    Banned
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    Riferimento: La percezione del tempo

    Come percepiamo l'attesa, e la frustrazione conseguente, per esempio?

    Che so, annuncio del treno in ritardo sul binario 8.

    Qual è il "tempo" dei bambini?

    Siamo più o meno impazienti a seconda dell'età, della crescita, della maturità?

    C'è una maggiore o minore sensazione di frustrazione dell'attesa, in tal senso?

    Niente di personale, in queste domande, of course..

    Mi raccomando di non farmi troppo attendere una risposta!
    Ultima modifica di complicata : 01-02-2010 alle ore 12.48.30

  4. #4
    Partecipante L'avatar di psi-clinico-dip
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    Riferimento: La percezione del tempo

    L'argomento della percezione e gestione della frustrazione è sicuramente legato ad un fattore evolutivo.
    Il neonato non possiede una percezione del trascorrere del tempo quanto meno non come quella di un adulto. Inoltre crescere significa spesso saper gestire il gap fra bisogno e soddisfacimento dunque saper superare l'ansia e l'angoscia prodotta da una frustrazione ( intesa come spazio di tempo fra una richista/bisogno e la risposta/soddisfazione).
    Per tornare all'esempio una delle attività che normalmente accadono è sempre quella di cercare informazioni comprendere avere elementi per prevenire programmare e riprogrammare. Dunque lo sfortunato viaggiatore molto probabilmente attuerà inizialmente comportamenti di information seeking tipo ricerca di una soluzione, comunicazione del ritardo ai referenti ( sul lavoro ai familiari o altro), adotterà probabilmente poi attività diversive se non vi saranno possibilità alternative all'attesa ( tipo leggere, andare in un bar, sfruttare l'occasione del tempo morto per attività sostitutive che gli ritornino un senso al tempo " perso").
    Il bambino diversamente di fronte alla frustrazione molla il colpo si distrae anche lui tuttavia dimentica l'obbiettivo e sposta l'attenzione su altro per non percepire la pesantezza della frustrazione.
    Crescere, purtroppo, spesso significa saper affrontare condizioni ambientali proibitive, accettare dei no, verificare e scontrarsi con limiti propri e imposti dall'esterno. Chi non riesce bene in tale compito evolutivo avrà presumibilimente qualche problema in più da grande.

    Dott. Maurizio Parolin
    Iscr. Albo Lombardia n° 03/6904

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