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  1. #1

    Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    E’ on-line la prima indagine italiana sulla

    Violenza Domestica ai danni di soggetti maschili

    a cura del Centro Documentazione Violenza Donne
    con la direzione scientifica dell’Avv. Prof. Manlio Merolla
    presidente dell’Istituto Studi Giuridici Superiori


    La violenza domestica verso gli uomini costituisce un fenomeno sociale in costante espansione, complesso da analizzare in quanto la tendenza degli autori a contenere gli episodi entro le mura domestiche incontra frequentemente la connivenza più o meno passiva delle stesse vittime. Siamo pertanto in presenza di un fenomeno sommerso, del quale non è facile tracciare i contorni.

    Una conoscenza approfondita del fenomeno nel suo insieme, tuttavia, è essenziale per lo sviluppo delle politiche e dei servizi necessari, a partire dalle campagne di sensibilizzazione per arrivare alle contromisure legislative finalizzate a prevenire e/o contenere la violenza.

    Va rilevato come inchieste, sondaggi e ricerche che analizzano la violenza di cui è vittima la figura femminile vengono proposte con continuità a livello istituzionale e mediatico, da diversi decenni.

    Di contro, non esistono in Italia studi ufficiali a ruoli invertiti: vale a dire approfondimenti sulla violenza agita da soggetti di genere femminile ai danni dei propri mariti o ex mariti, partner ed ex partner, parenti ed affini di vario grado.

    E’ proprio questa lacuna – inammissibile sul piano scientifico – che il Centro Studi Giuridici Superiori (CSGS) ed il Centro Documentazione Violenza Donne (CDVD) si propongono di colmare con questa indagine on-line, dopo che un invito al Ministero delle Pari Opportunità di voler predisporre un’indagine analoga e speculare a quella del 2006, non ha avuto risposta. Il questionario anonimo ricalca fedelmente quello dell'indagine ISTAT 2006 sulla violenza contro le donne, salvo lievi adattamenti resisi necessari per alcuni aspetti specifici dei sessi coinvolti, nei loro rispettivi ruoli (invertiti rispetto all’indagine del 2006).

    Indagine sulla Violenza Domestica ai danni di soggetti maschili : Indagine sulla Violenza Domestica ai danni di soggetti maschili

    Non vengono richieste le generalità del compilatore, il questionario è anonimo e verrà utilizzato esclusivamente a fini statistici. Possono rispondere tutti i soggetti maschi di qualsiasi età, purché essa venga specificata e purché residenti in Italia.

  2. #2
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Citazione Originalmente inviato da Faustino67 Visualizza messaggio
    [CENTER]
    Una conoscenza approfondita del fenomeno nel suo insieme, tuttavia, è essenziale per lo sviluppo delle politiche e dei servizi necessari, a partire dalle campagne di sensibilizzazione per arrivare alle contromisure legislative finalizzate a prevenire e/o contenere la violenza.
    Non mi risulta che reati come molestie, violenza privata, percosse, lesioni o maltrattamenti prevedano una discriminante di sesso, per cui sarei proprio curiosa di sapere cosa si intende per "contromisure legislative". Se un uomo subisce violenza da una donna può benissimo tutelarsi con le leggi vigenti.
    A meno che gli intenti siano altri...
    Però l'argomento mi incuriosisce, lo ammetto, per cui credo che seguirò certamente i lavori di tale studio e ringrazio il postatore per avermi dato i riferimenti.

    Saluti.

  3. #3
    Postatore Epico L'avatar di doctor2009
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    6,395

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Citazione Originalmente inviato da benedetta14 Visualizza messaggio
    Non mi risulta che reati come molestie, violenza privata, percosse, lesioni o maltrattamenti prevedano una discriminante di sesso, per cui sarei proprio curiosa di sapere cosa si intende per "contromisure legislative". Se un uomo subisce violenza da una donna può benissimo tutelarsi con le leggi vigenti.
    A meno che gli intenti siano altri...
    Però l'argomento mi incuriosisce, lo ammetto, per cui credo che seguirò certamente i lavori di tale studio e ringrazio il postatore per avermi dato i riferimenti.

    Saluti.
    Condivido le tue perplessità....
    Aggiungo che, personalmente, non credo che i risultati di una simile indagine possano essere molto attendibili: dietro lo schermo dell'anonimato, infatti, non mi stupirei che molti maschi possano dare libero sfogo a racconti fantasiosi dettati da una pluralità di motivi...
    -



    PRESIDENTE DEL CLUB DEL GIALLO!

  4. #4
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    Condivido le tue perplessità....
    Aggiungo che, personalmente, non credo che i risultati di una simile indagine possano essere molto attendibili: dietro lo schermo dell'anonimato, infatti, non mi stupirei che molti maschi possano dare libero sfogo a racconti fantasiosi dettati da una pluralità di motivi...
    Sono d'accordo con te, è un dubbio campione rappresentativo.
    Oltre alle questioni di valenza scentifica sul metodo usato, sarei curiosa anche di sapere se il Prof. Mario Merolla, che ha la direzione scientifica del Centro che cura tale sondaggio, sia un avvocato penalista, civilista, divorzista o quant'altro.
    Al di là di tutto alcune domande del questionario mi lasciano più che perplessa, specie quelle in relazione alla violenza sessuale perpetrata dalle donne ai danni degli uomini, per esempio le domande:

    B1 è capitato che una donna abbia iniziato con te i preliminari di un atto sessuale per poi rifiutarlo senza fartene comprendere il motivo e che questo improvviso rifiuto ti abbia causato uno stato di sofferenza psicofisica?

    B12 è capitato di sentirti umiliato da rifiuti immotivati ad avere rapporti sessuali, protratti per periodi insolitamente lunghi rispetto alla vostra esperienza pregressa


    mi sembrano riportarci al tempo in cui tra i "doveri coniugali" rientravano obbligatoriamente i rapporti sessuali, per cui la donna non poteva neanche esercitare la scelta di dire NO in qualunque momento del rapporto. Insomma, quando si inizia, si deve portare a compimento!

    oppure alle domande di cui sotto, suggerirei di far precedere una del tipo: "Sei mai stato forzato ad inghiottire dosi di Viagra finalizzato ai casi di cui alle domande B5 e B10?" (perché altrimenti non si capisce bene come sia materialmente possibile subire le violenze di cui alle tal domande):

    B5 è capitato che una donna ti abbia forzato ad avere un rapporto sessuale, minacciandoti, tenendoti fermo o facendoti del male in qualche altro modo

    B10 è capitato di avere rapporti sessuali con la tua partner anche se non ne avevi voglia, per evitare una sua reazione


    Insomma....più che violenza subita dagli uomini, posta in questi termini, mi sembra più lo smarrimento dell' "impero sfidato dallo schiavo".

    A proposito di schiavi....sempre leggendo tal questionario, pensavo che chi ama le prestazioni bondage, sado-maso, scambio di coppia, ecc...è bene che si munisca di adeguata liberatoria!
    Ultima modifica di benedetta14 : 30-01-2010 alle ore 00.58.38

  5. #5

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Il Prof. Manlio Merolla è avvocato e docente universitario di criminologia, nonché direttore della rivista Lex et Jus La Psicologia on line. Corsi psicologia, scuole di psicoterapia, master psicologia, facoltà psicologia, esame stato psicologia, libri psicologia... specializzata in psicologia giuridica e criminologia familiare

    Nel comitato scientifico della rivista figurano magistrati, statistici, psicologi forensi, avvocati e pedagogisti.

    Le contromisure legislative sono bipartisan solo sulla carta, nella realtà escludono ogni soggetto maschile dalla possibilità di tutelarsi dalla violenza domestica.

    Il numero verde antistalking 1255, ad esempio, istituito per iniziativa governativa a valle del varo della legge, rifiuta di accogliere le denunce degli uomini.

    Anche recandosi in commissariato gli uomini hanno scarse possibilità di essere “presi sul serio”., con livelli di comprensione ed accoglienza infinitamente inferiori rispetto alle donne.

    La donna che denuncia di aver subito una violenza ad opera del proprio partner acquista lo status di “vittima”. Un uomo che denuncia di aver subito una violenza psicologica, fisica o sessuale ad opera della propria partner viene declassato con commiserazione allo status di “inetto”.

    A tutti i livelli, ad iniziare dall'appuntato dei Carabinieri che riceve la denuncia.

    Il 74% del campione maschile analizzato dagli studi statunitensi (in Italia non esiste nulla) ha riferito atteggiamenti di derisione, perplessità, in alcuni casi “consigli” irridenti di sbrigarsela da solo senza disturbare le autorità.

    Concorderà, spero, che la vendetta fai-da-te non può essere una risposta istituzionale sostenibile.

    La donna che denuncia una violenza viene accolta, compresa, assistita, supportata. L'uomo, di contro, viene indotto a provare come minimo imbarazzo - se non addirittura vergogna - quindi è portato a nasconderla. Il sommerso delle violenze subite da soggetti di genere maschile risulta pertanto stimabile in dimensioni enormemente superiori al pur considerevole sommerso di violenze non denunciate dalle donne.

    Ha ragione, alcune domande potrebbero suscitare perplessità....

    Ma il questionario non è che la trasposizione al maschile di quello somministrato ad un'utenza femminile dall'ISTAT, per la famosa indagine sulle violenze di genere pubblicata nel 2006.

    Quindi la prima perplessità è sul fatto che nessuno sollevi obiezioni quando l'ISTAT - ed il Ministero Pari Opportunità che ha commissionato l'indagine - divulgano il dato di 7.000.000 di vittime come proiezione dell'indagine effettuata con interviste telefoniche.

    Forse sarà perchè, tutt'ora, chi cita il dato dimentica di dire come è stato raccolto?

    Forse perchè sorgerebbe il legittimo dubbio che anche le anonime intervistate potrebbero aver “dato sfogo a racconti fantasiosi dettati da una pluralità di motivi”, esattamente come insinuato per gli uomini? Vogliamo aggiungere che la “scientificità” di quella indagine comincia con la scelta delle intervistatrici telefoniche prese dai centri antiviolenza? vogliamo continuare con quelle che erano le domande fatte alle intervistate (domande fatte opportunamente sparire dalla rete, ma ormai ben conservate da molti ) :

    -Il tuo partner ti ha mai criticato per come hai cucinato?

    -E’ capitato che il tuo partner non si sia nemmeno accorto della tua nuova acconciatura?

    -Ti ha mai criticato per come spendi il denaro?

    Ogni intervistata che ha risposto “SI” a questo tipo di domande alla fine risulta una di 7.000.000 di donne che hanno subito violenza domestica , nulla cambiava se il tono del partner fosse stato:

    -Cara, sai la volta scorsa la pasta al forno è venuta meglio, oggi mi sembrava un po’ scotta.

    -Tesoro, questo mese avremmo dovuto rinunciare al parrucchiere tu e alle partite allo stadio io, ci

    sono da pagare quelle rate semestrali delle assicurazioni e siamo agli sgoccioli.

    Nessuna obiezione, il dato finale dei 7.000.000 di vittime viene impunemente sbandierato in totale assenza di verifica, visto che l'etichetta ISTAT lo rende attendibile per antonomasia.

    Prova ne sia che un identico questionario, proposto da soggetti esterni all'ISTAT, suscita immediatamente critiche, dubbi sulla faziosità dell'indagine e sugli scopi occulti dei promotori.

    In questo caso, invece, Merolla & c. dichiarano in anticipo il metodo di raccolta dei dati, prima ancora di sapere quali risultati potranno uscirne.

    Come metodo, appare estremamente più trasparente Merolla che l'ISTAT, non crede?

    Quanto alle domande:

    per la B1 e la B12 c'è un equivoco di fondo: La prego di leggere meglio, nessuno pretende di imporre alcunchè. Ferma restando la possibilità femminile di rifiutare un rapporto, si chiede agli uomini se da tale più che legittimo rifiuto nasca una sofferenza.

    La donna , in sostanza, è perfettamente libera di ripensarci anche dopo aver dato inizio ai preliminari, ma l'uomo è altrettanto libero di starci male, non crede?

    Senza per questo imporre alla propria compagna di continuare controvoglia, per carità.

    Accetta serenamente e rispetta la volontà di lei, ma se ne soffre può dirlo in un questionario, o è vietato?

    Comunque, al proposito mi consenta un parallelo anche se certamente lo riterrà “azzardato”:

    mettiamo che lei abbia appetito ed è seduta ad un tavolo, via via le poggiano sul tavolo un bel piatto

    di linguine al tartufo, poi zuppa di monococco al nero di seppia, tartare di gamberi e crema di mozzarella al basilico o una bella aragosta e così varie altre splendide pietanze; lei quasi viene meno aspettando giustamente il “buon appetito”, invece il tavolo va via sventolando il fazzoletto

    ciao ciao…… . Le domando: Lei soffrirebbe o no nel vedere il tavolo che se ne va? La persona che

    le ha messo le pietanze sotto il naso, poteva arrivarci col cervello o no a capire che lei ne avrebbe avuto una sofferenza psico-fisica neanche breve? se la risposta fosse “SI” perché lo ha fatto?

    In ogni caso l'indagine, come ampiamente specificato dall'ISTAT, è impostata sulla percezione di violenza, pertanto nel questionario originale molte domande al femminile (sei mai stata criticata per la pettinatura, per la cucina, per la gestione della casa, etc.) si riferiscono ad eventi che assumono carattere di violenza nella percezione della donna pur non avendo nulla di violento nelle intenzioni dell'uomo.

    I dati sono stati raccolti e pubblicati, nessuno si è mai preso il disturbo di contestarli nel merito o nel metodo.

    A ruoli invertiti, anche la donna può benissimo usare violenza al proprio partner senza averne la consapevolezza, in totale buonafede.

    Non è una criminalizzazione, è una raccolta di dati che le fonti istituzionali non hanno mai fatto.

    Se lo avesse fatto l'ISTAT, usando identico metodo per utenze femminili e maschili, Merolla & C. si sarebbero volentieri risparmiati la fatica.

  6. #6
    Postatore Epico L'avatar di Arte1misia
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    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    E' stata forse indagata anche la violenza maschile sui soggetti maschili?
    Nicoletta
    Odio essere bipolare. È fantastico!
    via largofactotum su tumblr

    su anobii http://www.anobii.com/nicoletta/books

    La forza non viene dal vigore fisico. Viene da una volontà indomabile.
    M. Gandhi
    Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre.
    M. K. Gandhi



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  7. #7
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Ripeto...molto interessante il thread.
    Non sa da quanto tempo cerco un tal argomento.
    Ho molto da risponderle, quasi riga per riga, per cui ho bisogno di un po' di tempo, ma non mancherò di farlo.

    Saluti

  8. #8

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    @Arte1misia:
    no, purtroppo l'ISTAT non ha mai indagato la violenza nelle relazioni omosessuali, ne' gay ne' lesbo
    Eppure le dinamiche di coppia omo non sono affatto diverse dalle altre, sembra che tra i non eterosessuali la gelosia possessiva raggiunga picchi considerevoli.
    L'unico elemento per stimare il fenomeno è rappresentato dalla recente legge sullo stalking, che vede diversi casi di stalker donna.
    I filoni sono due:
    1) la stalker che perseguita la ex compagna
    2) la stalker che perseguita una donna eterosessuale della quale si è invaghita, senza essere corrisposta.
    Dato singolare: non è stato censito un solo caso di stalking fra gay
    Ciò non significa che non si siano mai verificati comportameni persecutori fra gay, l'unico dato certo è che non sono ancora stati denunciati.
    Fonte - Ministero Pari Opportunità, primo bilancio sull'art. 612 bis, ottobre 2009

  9. #9
    Postatore Epico L'avatar di Arte1misia
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    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Veramente io parlavo di violenza (anche non sessuali)
    da uomo a uomo.
    Nicoletta
    Odio essere bipolare. È fantastico!
    via largofactotum su tumblr

    su anobii http://www.anobii.com/nicoletta/books

    La forza non viene dal vigore fisico. Viene da una volontà indomabile.
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  10. #10

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Citazione Originalmente inviato da Arte1misia Visualizza messaggio
    Veramente io parlavo di violenza (anche non sessuali)
    da uomo a uomo.
    Le violenze con autore e vittima di sesso maschile sono una gamma infinita, ad opera di malavita organizzata o delinquenti comuni, teppisti da stadio o baby gang (anche di insospettabili ragazzi-bene) che bruciano i clochard, per non dimenticare il mobbing lavorativo, le violenze in famiglia legate alla tossicodipendenza e i moventi economici.

    C'è anche chi ha ucciso per ereditare in fretta il patrimonio di famiglia o solo per appropriarsi della pensione del nonno, sicuramente ricorderà i casi di cronaca.

    Sebbene non esista una voce specifica, è possibile ricostruire i dati delle varie forme di violenza UU>UU. Chi ha voglia può farlo, a costo di lunghi e noiosi incroci, ma può farlo.

    Non esiste alcuna ricerca, tuttavia, sulla violenza DD>UU, subita ad opera della partner o ex partner.

    Il problema, credo, sia di natura culturale: qualsiasi progetto, finanziamento o bando di concorso, a partire dalla Comunità UE fino alle più piccole Province, Regioni, Comuni, Municipi o Comunità Montane, passando immancabilmente per i ministeri che negli anni si sono succeduti (Welfare, Famiglia, Pari Opportunità) stanzia fondi a favore di donne e minori vittime di violenza

    Donne e minori, mai un solo euro stanziato a favore degli uomini vittime di violenza.

    La violenza femminile non esiste, e se esiste è legittimata.

    Non è un argomento da affrontare, meglio guardare da un'altra parte.

    Anche i bambini di sesso maschile sono degni di tutela in misura minore delle coetanee vittime di abusi

    Ad esempio, l'associazione ECPAT Italia Onlus, denuncia da anni la mancanza di centri di recupero per bambini vittime di turismo sessuale.

    ECPAT è un'associazione che agisce su mandato ONU in oltre 70 Paesi, e contrasta il turismo sessuale a danno di minori, la tratta, la pedopornografia.

    Ha aperto centri di recupero in diversi Paesi del Sud del mondo, ma dai Governi locali non ha mai ricevuto un solo dollaro per occuparsi delle vittime di sesso maschile.

    I centri accolgono bambine strappate ai bordelli, hanno personale – rigorosamente femminile – appositamente formato per l'accoglienza ed il recupero delle baby prostitute

    Questa linea ha incontrato favori incondizionati, tanto in America Latina quanto nel Sud Est Asiatico.

    Come provano a chiedere la formazione di personale anche maschile, per accogliere anche baby prostituti, il percorso diventa in salita.

    La cosa non interessa, non è spendibile politicamente

    Eppure, secondo stime UNICEF, i bambini inseriti nel circuito della prostituzione sono il 30% su un totale di oltre 2.000.000. Stiamo parlando di oltre 600.000 bambini abusati sessualmente, ai quali la collettività sa solo rispondere “arrangiatevi”

    Potevano nascere femminucce, avrebbero avuto diritto alla tutela; sono maschietti, quindi possono essere tranquillamente abbandonati al proprio destino.

    L'esempio è un po' forte, ammetto, ma le dinamiche sono identiche: la violenza subita dagli uomini non interessa a nessuno, non è spendibile politicamente.

  11. #11
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Citazione Originalmente inviato da Arte1misia Visualizza messaggio
    Veramente io parlavo di violenza (anche non sessuali)
    da uomo a uomo.
    Non esistono studi al riguardo: non è funzionale alle cause di divorzio!
    Sulla violenza uomo su uomo non esistono studi, ma esistono infiniti casi di cronaca. Sulla violenza domestica di donne su uomini esistono invece tentativi di studi, ma casi di cronaca esistono? o quanto meno esistono abbastanza casi di cronaca da giustificare uno studio sul fenomeno? Esiste un tal fenomeno o son casi sporadici? Qual è l'utilità di un tale studio se non esiste un fenomeno così esteso come quello della violenza sulle donne tra le mura domestiche e non oppure come la criminalità organizzata?

    ...ooooops! siam tra amici, qui lo dico e qui lo nego.
    Ultima modifica di benedetta14 : 01-02-2010 alle ore 16.00.40

  12. #12
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Citazione Originalmente inviato da Faustino67 Visualizza messaggio
    E’ on-line la prima indagine italiana sulla

    Violenza Domestica ai danni di soggetti maschili

    a cura del Centro Documentazione Violenza Donne
    con la direzione scientifica dell’Avv. Prof. Manlio Merolla
    presidente dell’Istituto Studi Giuridici Superiori


    La violenza domestica verso gli uomini costituisce un fenomeno sociale in costante espansione, complesso da analizzare in quanto la tendenza degli autori a contenere gli episodi entro le mura domestiche incontra frequentemente la connivenza più o meno passiva delle stesse vittime. Siamo pertanto in presenza di un fenomeno sommerso, del quale non è facile tracciare i contorni.

    Una conoscenza approfondita del fenomeno nel suo insieme, tuttavia, è essenziale per lo sviluppo delle politiche e dei servizi necessari, a partire dalle campagne di sensibilizzazione per arrivare alle contromisure legislative finalizzate a prevenire e/o contenere la violenza.

    Va rilevato come inchieste, sondaggi e ricerche che analizzano la violenza di cui è vittima la figura femminile vengono proposte con continuità a livello istituzionale e mediatico, da diversi decenni.

    Di contro, non esistono in Italia studi ufficiali a ruoli invertiti: vale a dire approfondimenti sulla violenza agita da soggetti di genere femminile ai danni dei propri mariti o ex mariti, partner ed ex partner, parenti ed affini di vario grado.

    E’ proprio questa lacuna – inammissibile sul piano scientifico – che il Centro Studi Giuridici Superiori (CSGS) ed il Centro Documentazione Violenza Donne (CDVD) si propongono di colmare con questa indagine on-line, dopo che un invito al Ministero delle Pari Opportunità di voler predisporre un’indagine analoga e speculare a quella del 2006, non ha avuto risposta. Il questionario anonimo ricalca fedelmente quello dell'indagine ISTAT 2006 sulla violenza contro le donne, salvo lievi adattamenti resisi necessari per alcuni aspetti specifici dei sessi coinvolti, nei loro rispettivi ruoli (invertiti rispetto all’indagine del 2006).

    Indagine sulla Violenza Domestica ai danni di soggetti maschili : Indagine sulla Violenza Domestica ai danni di soggetti maschili

    Non vengono richieste le generalità del compilatore, il questionario è anonimo e verrà utilizzato esclusivamente a fini statistici. Possono rispondere tutti i soggetti maschi di qualsiasi età, purché essa venga specificata e purché residenti in Italia.
    ..................

  13. #13
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    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Citazione Originalmente inviato da benedetta14 Visualizza messaggio
    Sono d'accordo con te, è un dubbio campione rappresentativo.
    Oltre alle questioni di valenza scentifica sul metodo usato, sarei curiosa anche di sapere se il Prof. Mario Merolla, che ha la direzione scientifica del Centro che cura tale sondaggio, sia un avvocato penalista, civilista, divorzista o quant'altro.
    Al di là di tutto alcune domande del questionario mi lasciano più che perplessa, specie quelle in relazione alla violenza sessuale perpetrata dalle donne ai danni degli uomini, per esempio le domande:

    B1 è capitato che una donna abbia iniziato con te i preliminari di un atto sessuale per poi rifiutarlo senza fartene comprendere il motivo e che questo improvviso rifiuto ti abbia causato uno stato di sofferenza psicofisica?

    B12 è capitato di sentirti umiliato da rifiuti immotivati ad avere rapporti sessuali, protratti per periodi insolitamente lunghi rispetto alla vostra esperienza pregressa


    mi sembrano riportarci al tempo in cui tra i "doveri coniugali" rientravano obbligatoriamente i rapporti sessuali, per cui la donna non poteva neanche esercitare la scelta di dire NO in qualunque momento del rapporto. Insomma, quando si inizia, si deve portare a compimento!

    oppure alle domande di cui sotto, suggerirei di far precedere una del tipo: "Sei mai stato forzato ad inghiottire dosi di Viagra finalizzato ai casi di cui alle domande B5 e B10?" (perché altrimenti non si capisce bene come sia materialmente possibile subire le violenze di cui alle tal domande):

    B5 è capitato che una donna ti abbia forzato ad avere un rapporto sessuale, minacciandoti, tenendoti fermo o facendoti del male in qualche altro modo

    B10 è capitato di avere rapporti sessuali con la tua partner anche se non ne avevi voglia, per evitare una sua reazione


    Insomma....più che violenza subita dagli uomini, posta in questi termini, mi sembra più lo smarrimento dell' "impero sfidato dallo schiavo".

    A proposito di schiavi....sempre leggendo tal questionario, pensavo che chi ama le prestazioni bondage, sado-maso, scambio di coppia, ecc...è bene che si munisca di adeguata liberatoria!

    x Benedetta14
    Mettiamo il caso una donna inviti un uomo a cena, gli apre la porta affabilmente e gli presenta un bel tavolo apparecchiato per due a lume di candela.
    Conversando amabilmente tira fuori le pietanze e le sistema sul tavolo. Cominciano a degustare i manicaretti, ma improvvisamente e senza nessun motivo apparente la donna si alza dal tavolo, fa cenno all'uomo di seguirla alla porta, apre la porta e gli dice: basta, adesso te ne devi andare!.
    Non so lei, ma credo che qualsiasi uomo rimarrebbe incerto se chiamare il 118 sezione neuro o scppare via felice di aver conosciuto per tempo un aspetto "sui generis" e "non bellissimo" di quella donna.

    Forse lei ritiene il comportamento di quella donna giusto e morale e non una violenza, ma ragioniamo, però tornando al punto: l'amplesso interrotto.
    Cosa è una violenza se non l'arrecare una sofferenza, tanto più se non giustificata? l'uomo indubbiamente da quel comportamento ne riceve una sofferenza psico-fisica non da poco. Forse lei non ne ha coscienza, forse per lei interrompere un amplesso è più che normale, ma questa sarebbe una sua caratteristica (o magari del gentil sesso? di cui non si finisce mai di imparare) . In ogni caso poichè per un uomo sofferenza c'è, lei non può fingere di ignorarlo e non tenerne conto. Badi bene, non stò dicendo che lei o un'altra non deve poter interrompere un amplesso, ma diamine spiegare e giustificare il motivo per il quale si infligge una sofferenza mi pare davvero il minimo della civiltà ed il minimo del rispetto.
    In quella domanda B1 è scritto non a caso: "senza fartene comprendere il motivo" il ché significa evidentemente "senza sentire il dovere morale di dare una spiegazione" o ancora: "quello che provi tu non importa un accidenti di niente".
    A ben vedere, anche la domanda B12 puntualizza: "rifiuti immotivati"; evidentemente il suo non detto, "è mia e ne faccio quello che voglio" non vuole considerare nessun obbligo, neppure morale verso chiunque altro. Veda, anche io posso pensare "è mio e ne faccio ciò che voglio" ma non per questo mi sento autorizzato a far la pipì sui piedi altrui (in senso figurato).

    Avrei da dire anche qualcosa sulle domande additate, le B5 e B10.
    E' vero che più raramente sia una donna a sopraffare fisicamente un uomo, ma un questionario, perché mai non dovrebbe prevederlo? è di pochi giorni fa la notizia di una donna di 150kg che ha prima steso il compagno (di 55kg) con un pugno, poi ci si è seduta sopra e lo ha ammazzato schiacciandolo; invece di qualche settimana fa la notizia di quella italiana che a suon di ceffoni rinchiudeva il marito in cantina per ricevere i suoi amanti.Se temesse che sono notizie rarissime, le suggerirei di documentarsi qui:
    Centro Documentazione Violenza Donne - La violenza sulle donne è solo una parte del problema
    Per ultimo, costringere un uomo ad un rapporto, non andrebbe interpretato in maniera troppo riduttiva, anche insistere a lungo, magari provocando... è alla fine una costrizione (come tante donne ben sanno).Vorrei toglierle un dubbio circa la sessualità di molti uomini, magari anche in questo diversa dalla sua e/o da quella del genere cui appartiene: se una donna ben messa immobilizza un uomo e protrae dei preliminari, stia pur certa che alla fine la natura prende il sopravvento......senza alcun bisogno di viagra.
    saluti

  14. #14
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Citazione Originalmente inviato da vinsinox Visualizza messaggio
    x Benedetta14
    Mettiamo il caso una donna inviti un uomo a cena, gli apre la porta affabilmente e gli presenta un bel tavolo apparecchiato per due a lume di candela.
    Conversando amabilmente tira fuori le pietanze e le sistema sul tavolo. Cominciano a degustare i manicaretti, ma improvvisamente e senza nessun motivo apparente la donna si alza dal tavolo, fa cenno all'uomo di seguirla alla porta, apre la porta e gli dice: basta, adesso te ne devi andare!.
    Non so lei, ma credo che qualsiasi uomo rimarrebbe incerto se chiamare il 118 sezione neuro o scppare via felice di aver conosciuto per tempo un aspetto "sui generis" e "non bellissimo" di quella donna.

    Forse lei ritiene il comportamento di quella donna giusto e morale e non una violenza, ma ragioniamo, però tornando al punto: l'amplesso interrotto.
    Cosa è una violenza se non l'arrecare una sofferenza, tanto più se non giustificata? l'uomo indubbiamente da quel comportamento ne riceve una sofferenza psico-fisica non da poco. Forse lei non ne ha coscienza, forse per lei interrompere un amplesso è più che normale, ma questa sarebbe una sua caratteristica (o magari del gentil sesso? di cui non si finisce mai di imparare) . In ogni caso poichè per un uomo sofferenza c'è, lei non può fingere di ignorarlo e non tenerne conto. Badi bene, non stò dicendo che lei o un'altra non deve poter interrompere un amplesso, ma diamine spiegare e giustificare il motivo per il quale si infligge una sofferenza mi pare davvero il minimo della civiltà ed il minimo del rispetto.
    In quella domanda B1 è scritto non a caso: "senza fartene comprendere il motivo" il ché significa evidentemente "senza sentire il dovere morale di dare una spiegazione" o ancora: "quello che provi tu non importa un accidenti di niente".
    A ben vedere, anche la domanda B12 puntualizza: "rifiuti immotivati"; evidentemente il suo non detto, "è mia e ne faccio quello che voglio" non vuole considerare nessun obbligo, neppure morale verso chiunque altro. Veda, anche io posso pensare "è mio e ne faccio ciò che voglio" ma non per questo mi sento autorizzato a far la pipì sui piedi altrui (in senso figurato).

    Avrei da dire anche qualcosa sulle domande additate, le B5 e B10.
    E' vero che più raramente sia una donna a sopraffare fisicamente un uomo, ma un questionario, perché mai non dovrebbe prevederlo? è di pochi giorni fa la notizia di una donna di 150kg che ha prima steso il compagno (di 55kg) con un pugno, poi ci si è seduta sopra e lo ha ammazzato schiacciandolo; invece di qualche settimana fa la notizia di quella italiana che a suon di ceffoni rinchiudeva il marito in cantina per ricevere i suoi amanti.Se temesse che sono notizie rarissime, le suggerirei di documentarsi qui:
    Centro Documentazione Violenza Donne - La violenza sulle donne è solo una parte del problema
    Per ultimo, costringere un uomo ad un rapporto, non andrebbe interpretato in maniera troppo riduttiva, anche insistere a lungo, magari provocando... è alla fine una costrizione (come tante donne ben sanno).Vorrei toglierle un dubbio circa la sessualità di molti uomini, magari anche in questo diversa dalla sua e/o da quella del genere cui appartiene: se una donna ben messa immobilizza un uomo e protrae dei preliminari, stia pur certa che alla fine la natura prende il sopravvento......senza alcun bisogno di viagra.
    saluti
    Rapidamente perché lavoro. Le risponderò comunque con calma.
    Solo una cosa importante. I casi che lei riporta (é notizia di ieri ecc....) mancano di fonte. Il Centro Documentazione e Violenza Donne nel suo sito non riporta né una sede, né la direzione scentifica, amministrativa, o quant'altro sembra che sia un fantasma, per cui, non posso controbattere su fatti che non reputo tali perché non suffragati da adeguata documentazione.
    Portate argomentazione più valida.
    Ma ci tornerò su.
    Saluti

  15. #15
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Citazione Originalmente inviato da Faustino67 Visualizza messaggio
    Il Prof. Manlio Merolla è avvocato e docente universitario di criminologia, nonché direttore della rivista Lex et Jus La Psicologia on line. Corsi psicologia, scuole di psicoterapia, master psicologia, facoltà psicologia, esame stato psicologia, libri psicologia... specializzata in psicologia giuridica e criminologia familiare

    Nel comitato scientifico della rivista figurano magistrati, statistici, psicologi forensi, avvocati e pedagogisti.

    Le contromisure legislative sono bipartisan solo sulla carta, nella realtà escludono ogni soggetto maschile dalla possibilità di tutelarsi dalla violenza domestica.

    Il numero verde antistalking 1255, ad esempio, istituito per iniziativa governativa a valle del varo della legge, rifiuta di accogliere le denunce degli uomini.

    Anche recandosi in commissariato gli uomini hanno scarse possibilità di essere “presi sul serio”., con livelli di comprensione ed accoglienza infinitamente inferiori rispetto alle donne.

    La donna che denuncia di aver subito una violenza ad opera del proprio partner acquista lo status di “vittima”. Un uomo che denuncia di aver subito una violenza psicologica, fisica o sessuale ad opera della propria partner viene declassato con commiserazione allo status di “inetto”.

    A tutti i livelli, ad iniziare dall'appuntato dei Carabinieri che riceve la denuncia.

    Il 74% del campione maschile analizzato dagli studi statunitensi (in Italia non esiste nulla) ha riferito atteggiamenti di derisione, perplessità, in alcuni casi “consigli” irridenti di sbrigarsela da solo senza disturbare le autorità.

    Concorderà, spero, che la vendetta fai-da-te non può essere una risposta istituzionale sostenibile.

    La donna che denuncia una violenza viene accolta, compresa, assistita, supportata. L'uomo, di contro, viene indotto a provare come minimo imbarazzo - se non addirittura vergogna - quindi è portato a nasconderla. Il sommerso delle violenze subite da soggetti di genere maschile risulta pertanto stimabile in dimensioni enormemente superiori al pur considerevole sommerso di violenze non denunciate dalle donne.

    Ha ragione, alcune domande potrebbero suscitare perplessità....

    Ma il questionario non è che la trasposizione al maschile di quello somministrato ad un'utenza femminile dall'ISTAT, per la famosa indagine sulle violenze di genere pubblicata nel 2006.

    Quindi la prima perplessità è sul fatto che nessuno sollevi obiezioni quando l'ISTAT - ed il Ministero Pari Opportunità che ha commissionato l'indagine - divulgano il dato di 7.000.000 di vittime come proiezione dell'indagine effettuata con interviste telefoniche.

    Forse sarà perchè, tutt'ora, chi cita il dato dimentica di dire come è stato raccolto?

    Forse perchè sorgerebbe il legittimo dubbio che anche le anonime intervistate potrebbero aver “dato sfogo a racconti fantasiosi dettati da una pluralità di motivi”, esattamente come insinuato per gli uomini? Vogliamo aggiungere che la “scientificità” di quella indagine comincia con la scelta delle intervistatrici telefoniche prese dai centri antiviolenza? vogliamo continuare con quelle che erano le domande fatte alle intervistate (domande fatte opportunamente sparire dalla rete, ma ormai ben conservate da molti ) :

    -Il tuo partner ti ha mai criticato per come hai cucinato?

    -E’ capitato che il tuo partner non si sia nemmeno accorto della tua nuova acconciatura?

    -Ti ha mai criticato per come spendi il denaro?

    Ogni intervistata che ha risposto “SI” a questo tipo di domande alla fine risulta una di 7.000.000 di donne che hanno subito violenza domestica , nulla cambiava se il tono del partner fosse stato:

    -Cara, sai la volta scorsa la pasta al forno è venuta meglio, oggi mi sembrava un po’ scotta.

    -Tesoro, questo mese avremmo dovuto rinunciare al parrucchiere tu e alle partite allo stadio io, ci

    sono da pagare quelle rate semestrali delle assicurazioni e siamo agli sgoccioli.

    Nessuna obiezione, il dato finale dei 7.000.000 di vittime viene impunemente sbandierato in totale assenza di verifica, visto che l'etichetta ISTAT lo rende attendibile per antonomasia.

    Prova ne sia che un identico questionario, proposto da soggetti esterni all'ISTAT, suscita immediatamente critiche, dubbi sulla faziosità dell'indagine e sugli scopi occulti dei promotori.

    In questo caso, invece, Merolla & c. dichiarano in anticipo il metodo di raccolta dei dati, prima ancora di sapere quali risultati potranno uscirne.

    Come metodo, appare estremamente più trasparente Merolla che l'ISTAT, non crede?

    Quanto alle domande:

    per la B1 e la B12 c'è un equivoco di fondo: La prego di leggere meglio, nessuno pretende di imporre alcunchè. Ferma restando la possibilità femminile di rifiutare un rapporto, si chiede agli uomini se da tale più che legittimo rifiuto nasca una sofferenza.

    La donna , in sostanza, è perfettamente libera di ripensarci anche dopo aver dato inizio ai preliminari, ma l'uomo è altrettanto libero di starci male, non crede?

    Senza per questo imporre alla propria compagna di continuare controvoglia, per carità.

    Accetta serenamente e rispetta la volontà di lei, ma se ne soffre può dirlo in un questionario, o è vietato?

    Comunque, al proposito mi consenta un parallelo anche se certamente lo riterrà “azzardato”:

    mettiamo che lei abbia appetito ed è seduta ad un tavolo, via via le poggiano sul tavolo un bel piatto

    di linguine al tartufo, poi zuppa di monococco al nero di seppia, tartare di gamberi e crema di mozzarella al basilico o una bella aragosta e così varie altre splendide pietanze; lei quasi viene meno aspettando giustamente il “buon appetito”, invece il tavolo va via sventolando il fazzoletto

    ciao ciao…… . Le domando: Lei soffrirebbe o no nel vedere il tavolo che se ne va? La persona che

    le ha messo le pietanze sotto il naso, poteva arrivarci col cervello o no a capire che lei ne avrebbe avuto una sofferenza psico-fisica neanche breve? se la risposta fosse “SI” perché lo ha fatto?

    In ogni caso l'indagine, come ampiamente specificato dall'ISTAT, è impostata sulla percezione di violenza, pertanto nel questionario originale molte domande al femminile (sei mai stata criticata per la pettinatura, per la cucina, per la gestione della casa, etc.) si riferiscono ad eventi che assumono carattere di violenza nella percezione della donna pur non avendo nulla di violento nelle intenzioni dell'uomo.

    I dati sono stati raccolti e pubblicati, nessuno si è mai preso il disturbo di contestarli nel merito o nel metodo.

    A ruoli invertiti, anche la donna può benissimo usare violenza al proprio partner senza averne la consapevolezza, in totale buonafede.

    Non è una criminalizzazione, è una raccolta di dati che le fonti istituzionali non hanno mai fatto.


    Se lo avesse fatto l'ISTAT, usando identico metodo per utenze femminili e maschili, Merolla & C. si sarebbero volentieri risparmiati la fatica.
    Argomenterò dettagliatamente, ma mi preme fare qui una notazione per rilevare una piccola cosa (che sicuramente sarà una svista, non metto in dubbio): il 1255 non è il numero antistalking....ci credo che rifiuta di accogliere denunce.... a meno che cercare qualche numero di telefono Wind possa sostituire tale servizio!
    Fatti, non parole, ragazzi!

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